Recensione di “Preferisco l’ascensore!”di Fred C. Newmeyer e Sam Taylor

Preferisco l’ascensore

Famosa scena dell’orologio tratta dal film “Preferisco l’ascensore!”

Scheda

Titolo: Preferisco l’ascensore!

Titolo originale: Safety Last!

Regia: Fred C. Newmeyer, Sam Taylor

Paese di Produzione: Stati Uniti d’America

Anno: 1923

Durata: 73 min

Genere: comico

Trama

Harold cerca lavoro in città, nella speranza di risollevare le sue fortune e sposarsi presto con la sua fidanzata. Le invia spesso dei regali costosi, che non potrebbe permettersi e questo spinge lei ad andarlo a trovare. Harold nasconde ancora la sua situazione e, quando sente i suoi capi parlare di un premio per una trovata pubblicitaria per il negozio, lui decide di scalare il grattacielo dove lavora e attirare gente. La sua intenzione sarebbe quella di farsi sostituire dal suo amico che, un giorno, scappando dalla polizia, inizia a scalare davvero un grattacielo. Ma le cose vanno diversamente…

Discussione (No Spoiler)

Ultimamente mi è capitato di guardare un po’ di film muti e “Preferisco l’ascensore!” è uno di questi. Forse si tratta del film più famoso con Harold Lloyd ed è ricordato per la scena di quest’uomo aggrappato alle lancette di un orologio a muro di un palazzo di Los Angeles. La scena è iconica anche per tutte le ammirazioni e citazioni successive, basti a pensare a “Ritorno al Futuro” che cita questa scena quando Doc Brown rimane appeso alla Torre dell’orologio.

Guardarlo è stata sicuramente un’esperienza che definirei interessante. Ho guardato il film più con la curiosità di capire certe cose che godendomelo. Sarà che la comicità di quei tempi è molto diversa da quella a cui siamo abituati adesso e per quanto lo abbia trovato effettivamente divertente non mi ha coinvolta appieno. Ciò che davvero mi è interessato del film è stato paradossalmente tutt’altro.

Prima di tutto, arrivata alla scena finale, quando c’è la scalata al grattacielo, mi sono chiesta come abbiano fatto a rendere certi effetti senza l’ausilio di tutta la nostra odierna tecnologia e, farci sopra delle speculazioni, è stato molto interessante. La scena è realistica e sono stati ben attenti a non svelare il trucco alla base che avrebbe distrutto tutta la prospettiva forzata. Ho scoperto che Lloyd fece personalmente quasi tutte le scene di acrobazie senza l’aiuto di una controfigura. A rendere difficile il tutto, c’è da sapere che Lloyd aveva perso il pollice e l’indice della mano destra in un lavoro precedente e usava una protesi. Nella famosa scena dell’orologio si disarticolò una spalla.

Anche il titolo originale del film mi ha fatto fare delle riflessioni a posteriori sul retroterra culturale dell’ambientazione. L’espressione “Safety first” è una comune espressione per indicare che la sicurezza viene prima di tutto, proprio per evitare poi incidenti sul posto di lavoro. Ed è un paradosso interessante del film. Lloyd non è certo un operaio modello ma si impegna, arriva in orario e cerca di lavorare duro per potersi permettere una vita quantomeno stabile. La sicurezza sul lavoro viene prima di tutto, ma pur di raggiungere il suo obiettivo fa una cosa estremamente pericolosa che potrebbe costargli la vita. Tra l’altro il film è uscito nel 1923, qualche anno dopo nel ‘29 ci sarebbe stata una crisi che avrebbe mandato ben all’aria la famosa espressione. “Lunch atop a Skyscraper” è la famosa fotografia del 1932 che ritrae undici lavoratori seduti su una trave a centinaia metri d’altezza. Vedendo a posteriore questo film ho pensato a tutti questi collegamenti e di quanto la situazione sia comica, ma di quel comico pirandelliano che ti lascia l’amaro in bocca, perché non si tratta in realtà di una cosa davvero divertente.

Mi rendo conto di essere una persona che riesce a rendere mortalmente serio un film che, paradossalmente, dovrebbe essere comico. Una mia prof diceva che il genere comico era un genere di nicchia, che non meritava seguito quanto la tragedia. Credo non sia vero. Far ridere è difficile, specie quando si fa leva su storie vere e che celano la tragedia sotto il velo di un sorriso.

Quale film muto hai visto?

Scena Famosa


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2 risposte a "Recensione di “Preferisco l’ascensore!”di Fred C. Newmeyer e Sam Taylor"

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  1. Articolo molto interessante! Quando ho visto l’immagine, ho pensato subito a “Ritorno al Futuro”. Oltre a ciò che hai scritto, nel primo “Ritorno al Futuro”, proprio all’inizio, vengono inquadrati molti orologi in casa di Doc e tra questi ce n’è uno con un uomo appeso alle lancette. Quindi i riferimenti sono ben due. (Sono un’ appassionata di “Ritorno al Futuro”).
    Che io mi ricordi, di film muti ho visto quelli più vecchi di Stanlio e Ollio, dove compare ogni tanto una didascalia per spiegare la scena.

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