Punti di vista – L’altalena abbandonata

Io, La Corte e Omnilegent riapriamo la rubrica sui Punti di Vista in cui scriviamo qualcosa partendo da un punto di vista speciale.

Il mio testo

Avanti e dietro. Dietro e avanti. Un vento pigro mi riscuote dal torpore in cui ero caduta. Il secondo rumore che sento è quel cigolio stanco delle mie giunture ormai abbandonate e sempre più stanche. Dipendesse da me, mi fermerei completamente e non vorrei più saperne nulla. E invece periodicamente, il vento cercava la mia reazione. E io lo accontentavo, dentro di me sentivo solo dolore. Le piante mi graffiavano, mi mangiavano quasi del tutto. Non sarei dovuta essere tanto infastidita: almeno loro si avvicinavano a me.

Ricordo un tempo in cui erano gli allegri schiamazzi dei bambini a farmi ritornare in me, e quando salivano per dondolarsi, cercavano di toccare il cielo. A volte anche delle persone più grandi mi facevano compagnia: magari adolescenti che pigramente si facevano oscillare avanti e indietro, reggendo in mano un libro.

Sono tutti ricordi lontani e mi manca sfidare il cielo, avvicinarmi al sole. Quando il vento è abbastanza forte mi sollevo anche un bel po’, ma tutto è troppo instabile e preferirei rimanere a terra, per quanto possibile.

Alla mia compagna è andata meglio: i fili si sono talmente sfilacciati da lasciarla cadere sul prato. Da dove sono mi è difficile vederla, ma so che è sotto la vegetazione. Ormai non ci parlavamo quasi più: negli ultimi tempi avevamo solo fatto competizione. Una di quelle competizione malsane, e tutto questo perché c’era troppa poca gente che desiderava farci compagnia. Quando poi il parco era stato abbandonato, tra di noi era rimasto solo il rancore e avevamo finito per farci del male da sole, senza più parlarci.

Forse avrei dovuto cambiare, dire qualcosa per scusarmi. Ma eravamo troppo orgogliose, procedendo parallele non ci saremmo mai incontrate. E così avevamo finito per addormentarci, senza più una coscienza. Solo a volte il vento ci solleticava, fino a farci muovere. Ed era quello in cui la malinconia ci colpiva e sognavamo di tempi migliori.

Dietro e avanti. Avanti e dietro. Il vento si stava calmando, soffiava in modo sempre più impercettibile. Sarebbe stato un bene. Sarei potuta tornare a sonnecchiare, sperando di poter rimanere in solitudine per un bel po’.

Chissà se, prima o poi, qualcuno avrebbe deciso di farmi di nuovo compagnia.


Tema

Il tema di oggi era: un’altalena di un parco semi abbandonato, scelto da me


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