Recensione “Il regno segreto” di Philip Pullman

Il regno segreto

Copertina della Salani Editore di “Il regno segreto. Il libro della polvere (vol. 2)” di Philip Pullman

Scheda

Titolo: Il Regno Segreto

Titolo originale: The Secret Commonwealth

Serie: Il libro della polvere (secondo volume)

Autore: Philip Pullman

Prima edizione originale: 2019

Genere: romanzo fantasy

Lingua originale: inglese

Quarta di Copertina

Sono passati dieci anni da quando abbiamo salutato Lyra Belacqua, adolescente seduta su una panchina del giardino botanico di Oxford nel finale di Queste oscure materie. Nel Regno Segreto la incontriamo di nuovo, quando ormai è diventata più grande, ma anche più disincantata e disillusa. In questo attesissimo sequel, Lyra, ora ventenne, scoprirà luoghi dell’anima e del mondo di cui non aveva mai nemmeno immaginato l’esistenza e dovrà superare prove inattese e difficili che metteranno a dura prova il rapporto con il suo inseparabile daimon, Pantalaimon.
Nel grande, rocambolesco viaggio che li attende sarà coinvolto anche Malcolm, che nella Belle Sauvage era un ragazzino con una barca e la missione di salvare una neonata dall’alluvione, e ora è un uomo con un forte senso del dovere e il desiderio di fare ciò che è giusto. Una nuova, grandiosa avventura che si spinge oltre i confini di Oxford, attraverso l’Europa fino in Asia, alla ricerca di ciò che è stato dimenticato: una città creduta impossibile, un segreto nel cuore del deserto, il mistero della Polvere e una guerra tra fazioni sconosciute.
Dopo anni di attesa, con il nuovo ciclo del Libro della Polvere, Philip Pullman, uno dei più grandi scrittori viventi, torna nel sontuoso mondo allo stesso tempo familiare e straordinario di Queste oscure materie con un romanzo che è davvero un libro per i nostri tempi; un’avventura imponente in luoghi evocativi e indimenticabili ma anche uno sguardo stimolante su cosa significhi capire se stessi, crescere e dare un senso al mondo che ci circonda, qualunque esso sia.

(Dalla quarta di copertina della Salani Editore)

Discussione (no Spoiler)

“Queste oscure materie” è una delle trilogie fantasy che apprezzo di più. Mi sono quindi buttata a capofitto su questa nuova trilogia, ambientata prima e dopo le avventure della giovane Lyra Belacqua.

Adesso, Lyra Linguargentina è una ragazza di vent’anni ed è una studentessa. Lo studio di due scrittori in particolare, uno troppo scettico e l’altro troppo razionale, le hanno sottratto l’immaginazione, secondo il suo daimon Pantalaimon. Pantalaimon assiste a un omicidio e questo porterà alla loro rottura e alla conseguente avventura.

Il mondo de “La bussola d’oro” continua ad affascinarmi e attrarmi. In un punto particolare della narrazione mi sono anche commossa. Il problema principale del libro, a mio parere, è che tiene troppo a fare dei rimandi con la precedente trilogia, dei rimandi che possono anche essere fin troppo ovvi per chi conosce la storia precedenti. Avrei preferito mancassero questi continui rimandi che, se simpatici all’inizio, alla lunga mi hanno stancata. Potevano, forse, anche essere posti in modo diverso: mi sembra una continua operazione per invogliare a recuperare le precedenti avventure di Lyra. Avrei preferito di più una trilogia che fosse autosufficiente. I rimandi a “La Belle Sauvage”, il libro precedente di questa trilogia, potevano anche essere ben accetti: avevo letto il libro appena uscito in Italia e non mi ricordavo più moltissimo se non le cose principali.

Mi è capitato di leggere qualche altra recensione e due sono i punti che hanno scosso i lettori: una scena di violenza e l’interesse sentimentale di Malcolm per Lyra. Vorrei poter dire la mia al riguardo.

La scena di violenza, a mio parere, non è stata resa molto bene. Non ho voluto rileggerla ma, a una prima lettura, mi è sembrata un po’ confusionaria di dinamica, specie per come è iniziata. Forse ero anche io a non aspettarmelo e a non essere pronta, in ogni caso – purtroppo – poteva avere un suo senso.

Malcolm Postead è l’uomo che ha salvato Lyra neonata dall’alluvione narrata nel primo libro. Molti sono rimasti scandalizzati da questa cosa, anche perché Malcolm cerca di giustificarsi, dicendo che sono passati tanti anni e il suo interesse è legittimo. Alla fine lui non l’ha più vista se non per una volta fugace in cui le ha fatto da docente e la cosa né è durata a lungo né è andata molto bene. Ho visto persone scagliarsi e accendere fuoco per questo. Per quanto possa risultare strano, la regola è sempre una: se entrambe le parti sono consenzienti va tutto bene. Anche perché Malcolm non è più suo docente e ha perso le sue tracce da tanti anni, è praticamente un’estranea per lui. Tra loro due non succede nulla in questo libro e potrebbe essere che tutto si risolva in un nulla di fatto e sia solo una sua fantasia: mi sembra inutile alzare grandi polveroni in merito.

Un’altra cosa che mi ha perplessa è la presenza costante della famiglia di Lyra come sua antagonista. Forse è un leitmotiv troppo “copiato” dalla trilogia precedente e avrei preferito maggior distacco dalle due narrazioni.

A parte queste polemiche, mi è piaciuto esplorare una nuova parte del mondo che non avevamo mai visitato: in “Queste Oscure Materie” esploriamo soprattutto il Nord del mondo di Lyra. Ho amato anche la diatriba filosofica dei due libri che Pullman costruisce e che investono la persona di Lyra.

Il libro è molto lungo e speravo fosse autoconclusivo come “La Belle Sauvage”. Sono in paziente attesa del seguito!

E tu hai iniziato a leggere “La Trilogia della Polvere”?


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