Punti di vista – Palma fuori dalla comfort zone

Io, La Corte e Omnilegent riapriamo la rubrica sui Punti di Vista in cui scriviamo qualcosa partendo da un punto di vista speciale.

Il mio testo


Ricordo solo un raggio di sole, un vento caldo che smussava la terra poco sopra di me. Non ero solo, ma ancora dovevo terminare il mio viaggio nel buio. Potevo sentire, accanto a me, il dolce sfiorare di altre radici. Forse non erano così vicine alle mie, così tenere e diafane. Quando uscii alla luce del sole, mi sentii forte. Così forte da spingermi alla crescita. Volevo raggiungere i miei simili, arrivare all’altezza delle loro fronde. Volevo parlare con loro, godermi ancora di più l’acqua, il sole e il vento. Ma tutti i miei desideri ebbero presto un arresto.

Ero ancora una debole piantina, quando sentii, mano a mano, gli altri sparire vicino a me. In un primo momento ne fui felice: se rimanevo solo sarei stato io quello invidiato e avrei avuto più spazio al sole per me. Ma non mi rendevo conto della situazione, cieco com’ero. Rimasi solo, solo assieme dei piccoli e i loro vagiti. Rimasi solo ad assaporare il sole sopra di me, e quello fu il più grande strazio di tutti.

Venni strappato alla terra. Li sentii un giorno, strapparmi la terra dalle radici, per finire in altra terra sconosciuta. Forse era anche più succulenta della prima, ma ero stato destato dal mio sonno e la cosa mi aveva agitato. Vissi a lungo nel buio. Curato da mani umane e non dalla dolce brezza, ma non era per me la stessa cosa. Mi mancava tutto quello che avevo sempre avuto e sentivo che mi fosse stato tolto il mio sogno. Dopotutto avevo iniziato appena a vedere la terra da qualche bel centimetro.

Quando quei giorni terribili finirono, rividi il sole. Non mi era mai sembrato così luminoso, così bello, così… diverso. Forse perché non ero più abituato, ma i primi giorni fui felice.

Felice fino a quando non tornò anche il vento a farmi compagnia. Era freddo, ma non freddo di pioggia. Persino la sua energia non era la stessa: non lo riconoscevo più.

Solo con il tempo mi resi conto che anche il sole era più lontano, meno potente. Era sempre lo stesso ma era come guardare un amico che si era perso da troppo tempo e non lo si riconosceva più: mi era capitato con altre piante.

Rimasi lì, ma più nulla mi spingeva verso l’alto, niente più mi faceva desiderare raggiungere il cielo. Lì a terra potevo essere più riparato, meno visibile. Forse a stare così, qualcuno avrebbe avuto pietà di me e mi avrebbe riportato indietro. Indietro da tutti i miei amici che avevo conosciuto e di cui ora ricordavo solo, con profondo dolore e malinconia, quello che erano stati per me. Non mi interessai più a nulla, quelle nuove conoscenze non facevano al caso mio.

Rimasi lì, a terra, un fastidioso gelo bianco ornò anche per un bel po’ di tempo le mie belle foglie. Mi rassegnai presto e caddi nel sonno, sperando che, prima o poi, un bel raggio di sole mi avrebbe risvegliato.

Tema

Il tema di oggi era: Palma fuori dalla comfort zone, di Omnilegent


Se vuoi sostenere il mio lavoro sul blog, fammi una donazione ❤

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

2 risposte a "Punti di vista – Palma fuori dalla comfort zone"

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Inizia con un blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: