Recensione di “Le sette morti di Evelyn Hardcastle” di Stuart Turton

Le sette morti di Evelyn Hardcastle

Copertina di “Le sette morti di Evelyn Hardcastle” di Stuart Turton

Scheda

Titolo: Le sette morti di Evelyn Hardcastle

Titolo originale: The seven deaths of Evelyn Hardcastle

Autore: Stuart Turton

Prima edizione: 8 Febbraio 2018

Generi: Romanzo, narrativa, thriller, mystery

Lingua originale: inglese

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Quarta di Copertina

Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell’alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento – la morte del giovane Thomas Hardcastle – ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d’artificio.

Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell’attimo in cui esplodono nell’aria i preannunciati fuochi d’artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell’acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre.

Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. L’invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell’acqua si ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola.

La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l’assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House…

Accolto dall’entusiasmo della critica al suo apparire, vincitore del Costa First Novel Award, Le sette morti di Evelyn Hardcastle è, come ha scritto il Financial Times, «qualcosa in cui il lettore non si è mai imbattuto fino ad ora», un romanzo geniale in cui Agatha Christie incontra Black Mirror.

(Dalla quarta di copertina di Neri Pozza Editore)

Discussione (No Spoiler)

Le sette morti di Evelyn Hardcastle era uno di quei libri che per un periodo hanno intasato i social per poi sparire completamente. Dato che io non sono mai sulla cresta dell’onda, ho avuto occasione di leggerlo solo di recente. E, in fondo, che c’è di male nel parlare di un libro quando non è sotto il mirino di tutti?

Lo stile di narrazione mi è piaciuto molto e sono stata subito presa dalle reincarnazioni nei vari personaggi. È un argomento che mi affascina molto e mi è piaciuta la caratterizzazione, al punto di aver fatto anche una piccola citazione in un esercizio di scrittura fatto di recente con il circolo di scrittura Raynor’s Hall.

Di questo libro ho soprattutto apprezzato la grande architettura costruttiva: ci credo che l’autore abbia messo così tanto a progettarlo! Sono i personaggi il vero motore di tutto il libro e abbiamo la fortuna di conoscerli da diverse angolazioni, alteranando la nostra antipatia o simpatia. L’ambientazione anche è molto interessante anche se mi ha leggermente infastidita. Avrei preferito avere meno informazioni o tutte le informazioni, così, appena accennate, mi hanno dato solo il desiderio di capire meglio. Desiderio che, ovviamente, non mi è possibile esaudire.

Certe parti del giallo sono riuscite a scioglierle, altre no. L’ho trovato molto intrigante ma, secondo me, a un certo punto si è arrivati un po’ all’esasperazione di quei mezzi che il giallo possiede. Io non sono un’avida lettrice di gialli. Ho letto alcuni libri di Agatha Christie e qualche avventura di Sherlock Holmes, ma la mano della Christie si sente molto e a un certo punto si arriva quasi a voler essere un “Dieci piccoli indianetti” ma con un’esagerazione troppo grande. Almeno questa è stata la mia impressione, mi rendo conto che riuscire a stupire con i gialli possa essere difficile e rimane una mia opinione.

Queste “esagerazioni” sono un po’ la pecca di una struttura finemente pensata che a volte sgomita un po’ per cercare di stupire e affascinare a tutti i costi. Ma, nonostante questo, la lettura è stata davvero godevole. Confrontandomi con alcune persone, mi hanno detto di aver dovuto segnarsi tutti gli avvenimenti in una mappa, per me non è stato necessario. Mi sono lasciata trascinare dal divenire della storia, aiutata anche dal fatto di aver letto tutto in un fiato.

C’è anche un altro punto della storia che non mi ha completamente colpito, quella del perdono. Per non fare troppi spoiler eviterò di parlarne nello specifico ma, per quanto sia interessata la storia del protagonista, trovo che anche quella sia elencabile in una delle esagerazioni dette in precedenza.

È un libro che secondo me è valso tutto il clamore che ha richiesto. È un buon prodotto, sicuramente non scritto all’ultimo momento. E quegli intrecci non sono per niente facili da gestire, tenendo conto di varie persone e personaggi senza cadere in contraddizione.

Voi lo conoscete e lo avete letto? Sapete che presto vorranno fare una serie?


Se vi è piaciuto l’articolo e vorreste leggere altro di mio, informatevi sui miei libri Qui

Riscritture della fiaba della Sirenetta di Andersen

3 risposte a "Recensione di “Le sette morti di Evelyn Hardcastle” di Stuart Turton"

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  1. Ciao! 🙂 Sei una delle pochissime persone che abbia apprezzato, come me, questo libro! 😉 A me lo consigliò la libraia due estati fa: ti confesso che la trama in seconda di copertina mi stupì un bel po’; poi, durante la lettura, riconosco che non è stato facile seguire tutti gli altalenamenti dei personaggi, o del dipanarsi della vicenda… ma è stato proprio bello anche immaginare cosa passasse durante la stesura nella testa dell’autore!!! Gran bel libro!!! 😉 Un abbraccio. ❤

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