“Rosemary’s baby” di Ira Levin

Rosemary’s baby

Rosemarys baby ira levin
“Rosemary’s Baby” di Ira Levin

 

Titolo: Rosemary’s Baby

Autore: Ira Levin

Prima pubblicazione: 12 Marzo 1967

Generi: Romanzo, Horror Fiction

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Quarta di Copertina

Guy e Rosemary Woodhouse sono una giovane coppia di sposi. Lui è un attore, in attesa della sua grande occasione; lei sogna una normalità borghese fatta di sicurezza economica, una bella casa, tanti figli. Dopo lunghe ricerche hanno trovato un appartamento nel Bramford – uno storico palazzo nel cuore di Manhattan, circondato da un alone di prestigio sociale ma anche da sinistre leggende – e di lì a poco la loro vita sembra arrivare a una svolta: Guy ottiene una parte in un’importante commedia e Rosemary resta finalmente incinta del primo figlio. Ma non tutto è destinato ad andare per il verso giusto. La gravidanza di Rosemary viene turbata da premonizioni e incubi notturni, da inspiegabili dolori addominali e strani incontri, e soprattutto dall’invadenza di due vicini, troppo premurosi per non risultare sospetti… Pubblicato per la prima volta nel 1967 e portato sul grande schermo da Roman Polanski, con Mia Farrow nel ruolo della protagonista, “Rosemary’s Baby” è una delle grandi storie di mistero della nostra epoca, ma anche una godibilissima commedia che, dopo aver fatto entrare il Male nelle nostre case, ci aiuta a esorcizzarlo con la grazia di un semplice sorriso.

(Quarta di copertina scritta dalla Sur)

Discussione

Rosemary’s baby è, forse, l’opera più conosciuta di Ira Levin. Libro fortunato anche per aver avuto, un anno dopo la pubblicazione, la trasposizione cinematografica con Roman Polański come regista. Ed è proprio a Mia Farrow, attrice nel ruolo di Rosemary, che Levin dedicherà il seguito del libro: “Il figlio di Rosemary”. Ho visto il film molto prima di leggere il libro e questo deve aver influenzato molto la mia lettura.

Il libro appartiene sicuramente al genere horror, ma non si avvale né dei soliti cliché né delle solite ambientazioni per riuscire nel suo intento. Gli avvenimenti sono per lo più normali, che ognuno di noi potrebbe vivere nel suo quotidiano, almeno in una prima parte del romanzo. L’elemento dell’occulto e dell’orrore si insinua piano piano, fino a farci dubitare quasi il punto di vista che noi lettori abbiamo: quello di Rosemary. Le crediamo, ma iniziamo anche a credere nella sua pazzia. Follia sicuramente dovuta anche a tutte le nozioni della famiglia cristiano cattolica, ora emergenti per il senso di colpa, e forse anche alla suscettibilità evidenziata dal parto e dalle chiacchiere dei suoi amici. A volte invece ci facciamo trascinare dalle sue, evidenti, ragioni: le crediamo, speriamo che ce la faccia e riteniamo gli eventi perfetti della sua vita come un raggiungimento dell’inferno. Una visione del mondo smentita da tutti gli altri che non sono Rosemary e tutto sembra frutto di coincidenze, coincidenze di cui anche la nostra vita è piena.

Il sogno di Rosemary diventa un incubo, così come quello del marito. E forse è tutto davvero un incubo della protagonista per adattarsi e accettare la nuova situazione in cui vive, una realtà newyorkese che le è estranea e in cui non riesce a integrarsi. Rosemary’s baby ha forse, dentro di sé, quella critica a una società i cui componenti sono realizzati solo quando ai vertici, senza dire cosa si fa e quali compromessi vadano fatti per arrivare a quella vetta. Si rimpiange il vecchio? No. Rosemary a un certo punto accetta la verità paradossale che le si trova davanti e prende la sua parte, ora forse non più la Rosemary che conoscevamo quando leggevamo il libro.

Ammetto che, durante la lettura, continuavo ad avere davanti agli occhi il film. Era più forte di me ed è molto fedele. Diciamo che mi è stato tolto l’effetto sorpresa della lettura, che penso sarebbe stata molto più accattivante senza sapere nulla. La lettura contiene qualche approfondimento maggiore sulle origini di Rosemary, ma per il resto sia la versione cartacea che la versione cinematografica, sono molto ben fatte.

Rosemary’s baby, mi pare, abbia vari richiami a vecchi racconti e credenze popolari, sapendo modernizzare il tutto e trasportarlo nella nostra realtà quotidiana. Cosa può esserci di più comune di una giovane coppia appena sposata che cerca una nuova casa e aspetta di avere una situazione economica più stabile per avere un figlio? È la macchina di punti di vista, di critica alla società e di interessante mistero che alla fine rendono la lettura interessante.

Non sono una grande appassionata e lettrice di horror, ma devo dire che vale la pena leggerlo o di vedere il film. Ho anche scoperto che il libro in spagnolo presenta ancora delle censure, dato che la traduzione risale al periodo della Spagna franchista. Sarei curiosa di conoscere le parti incriminate.

Voi avete letto questo libro o visto il film? Cosa ne pensate?


Se vi è piaciuto l’articolo e vorreste leggere altro di mio, informatevi sui miei libri Qui

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