“Decisioni ed emozioni” dei curatori Guglielmo Bellelli e Raffaella Di Schiena

Decisioni ed Emozioni

 

Decisioni emozioni Guglielmo Bellelli Raffaella Di Schiena
“Decisioni ed emozioni” di Guglielmo Bellelli e Raffaella Di Schiena

Titolo: Decisioni ed emozioni, come la psicologia spiega il conflitto tra ragione e sentimento

Curatori: Guglielmo Bellelli, Raffaella Di Schiena

Collana: Studi e Ricerche

Prima Edizione: 2012

Disponibile in: Cartaceo (24,00 €), E-book (16,99€)

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Quarta di Copertina

Razionalità ed emotività, passione e calcolo sono aspetti nel senso comune contrapposti e al tempo stesso l’uno d’intralcio all’altro. Ma è proprio vero che le decisioni migliori sono quelle a mente fredda? O che le passioni fanno commettere errori? Negli ultimi anni, nel campo delle scienze delle decisioni, l’”homo oeconomicus” e perfettamente razionale è stato messo in discussione. Questo volume presenta, per la prima volta, una sistematizzazione della letteratura scientifica sulla relazione tra emozioni e decisioni. Vengono affrontati temi quali la razionalità limitata, il legame tra scelte e rimpianto-rammarico, le emozioni attive nelle scelte economiche. È infine illustrato il ruolo svolto dalle emozioni nel prendere decisioni, nei casi di sviluppo sia normale sia patologico.

Discussione

Ragione e sentimento, mente e cuore, razionalità e impulsività… sono tanti gli scontri di questo tipo che si possono rintracciare nella storia dell’uomo. Una lotta che sembra non avere un vincitore, dato che, nelle arti si predilige il sentimento (l’amore vince su tutto), mentre nella visione pratica dell’”Homo oeconomicus” dal novecento a oggi, come descritto nel libro, è la ragione a portare i maggiori vantaggi. Forse non è nemmeno un caso che nella storia dell’uomo si sono sempre succedute epoche di grande razionalità e di grande emotività (basti pensare all’Illuminismo e poi al Romanticismo). Qual è però la verità? Siamo davvero esseri puramente razionali?

Il saggio si propone di analizzare minuziosamente la struttura complessa dell’uomo, a partire da diversi studi. Il libro è diviso in due parti, una prima parte di teoria generale e una seconda parte intitolata “emozioni e decisioni nello sviluppo dell’individuo”.

Ciò che ho davvero trovato interessante è il riflettere su certe meccaniche che ho trovato molto vicine a me e che in realtà sono movimenti schedati e studiati. Uno dei primi concetti interessanti, è sicuramente quello del “regret”, ovvero di come la paura di rimpiangere la scelta diventi un vero e proprio catalizzatore della scelta. Facendo in modo che la decisione che ci sembri più razionale, sia in realtà data da una forte componente emotiva. O anche il concetto stesso di non rischiare molto per avere un minor tasso di perdita, è in realtà una scelta non così razionalmente esatta per l’Homo Oeconomicus. Nella seconda parte invece si parla di casi particolari come la rabbia nelle scelte adolescenziali o dell’influenza dell’emozione di colpa.

L’ho trovata una lettura stimolante. Non studio assolutamente questo tipo di concetti e si è rivelata una lettura impegnativa ma non irraggiungibile per una principiante del settore. Anche se molto schematicamente ti dà tutte le informazioni di base per approcciarsi consapevolmente alla lettura.

Anzi, trovo che il libro abbia anche un pregio importante: invogliare il lettore ad approfondire l’argomento. E i riferimenti bibliografici a cui appoggiarsi non sono certo pochi, magari in futuro cercherò di approfondire altre letture di questo genere.

Penso che ciò che affascina nella lotta tra il cuore e la mente sia proprio l’uomo. Le sue mille sfaccettature sono impossibili da catalogare del tutto e le sue reazioni possono essere solo più probabili ma mai prevedibili. Ed è questa unione tra mente, cuore e di mille altre componenti che ci rendono ciò che siamo, nel bene o nel male. Eppure allo stesso tempo è interessante studiarsi e capirsi di più e penso che questo saggio permetta di analizzare ulteriormente certi aspetti di noi, e forse anche di chi ci sta intorno. Ci permette forse di capire che l’uomo razionale che si aspettano in molti ambiti scientifici e lavorativi non è davvero razionale ma sempre umano, fragile e forte allo stesso tempo. Ed è forse questa consapevolezza che dobbiamo recuperare in un mondo dove siamo sempre più considerati delle macchine, senza esserlo davvero.

E voi cosa ne pensate? Avete letto questo libro o altri sullo stesso tema? Cosa ne pensate?


Se vi è piaciuto l’articolo e vorreste leggere altro di mio, informatevi sui miei libri Qui

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