“Il richiamo del cuculo” di Robert Galbraith

Il richiamo del cuculo

 

Richiamo Cuculo Galbraith Rowling
“Il richiamo del Cuculo” di Robert Galbraith

 

Titolo: Il Richiamo del Cuculo

Autore: Robert Galbraith

Prima Edizione: 4 Aprile 2013

Genere: Romanzo Giallo

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Quarta di Copertina

Il primo caso per Cormoran Strike in questo romanzo di esordio di Robert Galbraith, pseudonimo di J.K. Rowling, autrice della serie di Harry Potter e de “Il seggio vacante”. Londra. È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all’ufficio di Cormoran Strike. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l’ha schiacciata. Un page turner tra le cui pagine è facile perdersi, tenuti per mano da personaggi che si stagliano con nettezza. Ed è ancora più facile abbandonarsi al fascino ammaliante di Londra, che dal chiasso di Soho, al lusso di Mayfair, ai gremiti pub dell’East End, si rivela protagonista assoluta, ipnotica e ricca di seduzioni.

Discussione

Buongiorno a tutti! Oggi parliamo del primo di una serie di gialli!

Il richiamo del cuculo”. Devo dire che già il titolo è, per quanto mi riguarda, molto accattivante. Forse più per un libro diverso dal genere giallo, ma in ogni modo fa la sua figura. E ha una sua giustificazione all’interno dello scritto.

Questa serie di  gialli è diventata famosa perché, dietro lo pseudonimo di “Robert Galbraith” non si nasconde altro che J. K. Rowling, proprio lei. Il libro, inizialmente ignorato, ha venduto molto non appena la notizia è trapelata.

Ora, rispetto ad altri libri della Rowling che seguono la scia Harry Potter (e che NON ho letto, mi baso su quello che sento in giro) penso che qui bisogni riconoscere alla Rowling un certo coraggio. Il coraggio di cambiare “volto” come autrice (Da fantasy a giallo) e creare tutto un tipo di scrittura diversa.

Non sono una grande esperta di gialli. Ho letto qualcosa di Doyle e qualcosa della Christie, in ogni caso io ho trovato il libro di grande intrattenimento e mi ha appassionata. C’è da dire che i due personaggi principali hanno una loro forza calamitante che ti spinge a conoscerli di più. Ed è, trovo, un grande punto a favore. Alla fine un punto essenziale del genere giallo (e che mi sembra poco notato) è il detective: più la sua personalità è magnetica più il lettore vuole leggere i suoi casi per vedere anche il suo metodo di approccio.

La scia di Doyle e del suo Holmes si sentono: penso sia ormai impossibile trovare un giallo che non abbia traccia del suo processo deduttivo. Quello che è interessante di Strike è il suo essere un veterano di guerra, quindi ha delle competenze pratiche e di esperienza molto elevate (esperienze che una Miss Marple non dovrebbe avere, per intenderci). C’è un passo successivo nel suo personaggio. Non è un investigatore “perfetto” (come in realtà non lo sono né Holmes né Poirot) però ho trovato il suo difetto molto più umanizzante rispetto a quelli degli altri due e non gli permette di essere perfetto quando si tratta di entrare in azione (scappare, evitare di essere ucciso ecc. ecc.) ed è quindi un personaggio che deve inevitabilmente appoggiarsi alla sua assistente Robin.

Robin non è solo una controparte fisica di Strike e, a dispetto di altri aiutanti, riesce a ricoprire un ruolo da protagonista in primo piano (con le sue deduzioni, ad esempio) che sono sia lo specchio di quello che il lettore può dedurre (tenendo all’oscuro i pareri di Strike), sia degli input geniali che Strike può sviluppare.

Il caso in sé l’ho trovato interessante e un buon modo per far partire una serie senza lanciare grandi botti (se si esclude una cosina che non posso dire e temo sia anche un po’ stereotipata. Il problema è che evitare lo stereotipo nel giallo penso sia quasi impossibile).

Voi lo avete letto? Cosa ne pensate?

Fatemi sapere e ci leggiamo in un prossimo articolo!


Se vi è piaciuto l’articolo e vorreste leggere altro di mio, informatevi sui miei libri Qui

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