Recensione “L’ala del turbine intelligente” di Glenn Gould

L’ala del turbine intelligente

Ala turbine intelligente scritti musica Glenn Gould
Copertina di “L’ala del turbine intelligente. Scritti sulla musica” di Glenn Gould

 

Titolo: L’ala del turbine intelligente. Scritti sulla musica

Autore: Glenn Gould

Editore: Adelphi

Pagine (cartaceo copertina flessibile): 416 pagine

Genere: Saggio sulla musica

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Quarta di Copertina

Se c’è una leggenda musicale che è nata nei nostri anni, è quella di Glenn Gould. Questo pianista apparve fin dall’inizio nel segno di una novità radicale, che sconcertò molti e incontrò anche opposizione, finché i più si arresero all’ammirazione. Chiunque abbia ascoltato qualche incisione di Gould ha capito che qui si pretendeva una perfezione quanto mai azzardata dal suono dello strumento. Una perfezione che investe la natura dello strumento stesso, come se dietro tutta la letteratura pianistica si lasciasse intravedere la nervatura dell’idea musicale, come se un costante color «grigio ferro», un colore dietro il colore, compenetrasse il suono. Così, in quel suono, si percepisce una concezione idiosincratica, altamente complessa ed esigente, della musica. Leggendo questi scritti, che formano una vera storia della musica secondo Glenn Gould, si potrà constatare da quale rigoroso esercizio della mente e delle dita (se ricordiamo che «ascesi» significa in origine «esercizio») sia nata quella realtà che si intuisce all’ascolto. Oltre che un pianista, Gould è stato un modo inedito di pensare la musica. Ciò che Gould dice di Bach o di Schoenberg, di Richard Strauss o di Beethoven, di Wagner o di Musorgskij, di Mozart o di Boulez, è sempre di un’affilatezza e di un’acutezza che obbligano a rimettere in questione ogni volta le nostre inclinazioni, tanto che Leonard Bernstein ha definito questi scritti «una lunga serie di deliziosi e provocanti shock». Pieno di paradossi nello scrivere come nel suonare, Gould rivela in queste pagine, oltre la musica, se stesso: non solo nella memorabile autointervista che apre il volume, ma nei numerosi a parte extra-musicali, spesso caustici e irridenti, e ogni volta connessi con quell’assolutismo etico che trovava, per lui, nella musica il suo luogo di elezione. Ascoltandolo, nelle note come nelle parole, non si può non capire come sia nata la sua leggenda. Soprattutto se ricordiamo ciò che una volta Gould stesso disse a un intervistatore: «Sa, la verità è talvolta quasi leggenda».
Il volume raccoglie scritti composti tra il 1956 e il 1978.

Recensione

Mi piacerebbe parlarvi, oltre dei romanzi, anche dei saggi musicali che sempre più di frequente mi ritrovo a leggere. Sono una lettura di nicchia, poco promossa e mi fa piacere poterne parlare, specie per chi, appassionato di musica, vorrebbe avvicinarsi all’immensa quantità di volumi che ci sono senza sapere bene da cosa cominciare.

Invece di cominciare da un saggio generale di musica o di un compositore specifico, il primo libro che vi vado a proporre è quello di “L’ala del turbine intelligente. Scritti sulla musica” di Glenn Gould. Una figura leggendaria del pianoforte novecentesco che sa attrarre per il suo fascino, la sua cultura, le sue opinioni e anche il suo modo di vivere e vivere la musica. Glenn Gould è anche una figura letteraria per chi ha letto “Il soccombente” di Bernhard, nonostante la sua storia lì venga abbastanza romanzata.

Il primo scritto presentato lo trovo particolarmente significativo per inquadrare la sua persona: “Glenn Gould parla di Glenn Gould su Glenn Gould”. Una autointervista dove la sua personalità misantropa si apre alle domande, sfoggiando la sua eccentricità, la sua cultura e anche l’egocentrismo che si respira sin dal titolo e dal progetto. Uno dei punti che ho trovato sempre più intrigante si cela in una delle prime domande. Nella sua intervista Glenn Gould impone l’unica condizione di non parlare di musica. Un pianista che non vuole parlare della musica che suona. Basta questo forse a inquadrarlo e immergersi nell’immensità che può contenere la personalità di un uomo.

Leggere questo saggio potrebbe anche aiutare molti ad avvicinarsi alla “musica classica” e riscoprire autori conosciuti sotto gli occhi di Gould. Ogni musicista ha la sua idea di musica, il suo modo di avvicinarsi a un autore. Per quanto non sempre d’accordo con le sue scelte e spesso anche lui in contraddizione su quanto dice, non per questo non è interessante guardare questo scenario, dove leggende possono distruggere altre leggende (come Gould che non apprezza Mozart) e cercare di capire come rapportarsi a questi due titani.

Il libro è composto da brevi capitoli che possono essere letti anche a distanza l’uno dall’altro. È una lettura intensa dove non solo la musica viene trattata ma, appunto, anche “tutto il resto”. Si viene a tratteggiare tutto il bagaglio culturale, conoscitivo e, perché no, soggettivo dell’artista che spesso è bene non sia limitato solo nel suo campo di conoscenze ma che deve essere curioso e, con quella stessa curiosità, immergersi nello scibile umano e incanalarlo nelle note che suona.

Spero, con quel poco che ho potuto dirvi, di aver acceso una fiammella di curiosità, che prima o poi porterà anche voi a curiosare in quello scibile. Non solo per sapienza e cultura, ma anche come un arricchimento personale che colpisce e scava nel profondo e, se non suoniamo, di migliorare la nostra vita e quella altrui grazie a queste conoscenze.


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Riscritture della fiaba della Sirenetta di Andersen

 


5 risposte a "Recensione “L’ala del turbine intelligente” di Glenn Gould"

  1. Grazie, suggerimento molto interessante! 🙂 Di saggi sulla musica, finora ho letto solo quelli della mia amica Chiara; in alcuni fa fare al lettore un viaggio tra musica classica e spiritualità; Chiara scrive molto bene, ed i saggi che ho letto finora sono molto interessanti (ma sono di parte, visto che per lei provo infinita stima); per il resto, a casa ho due libri di musica (Lukacs e Mila), che presto leggerò. Bell’iniziativa, questa, brava! ❤ Buona serata. 🙂

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      1. I libri che aho in mente sono “La grammatica della musica”, di Otto Karoly, e “Breve storia della musica”, di Massimo Mila, poi “Le sorgenti della musica”, di Curt Sachs. Quest’ultimo lo comprai molti anni fa, neanche mi ricordo più su suggerimento di chi; ma mi sembra di ricordare che tratti perlopiù di musica etnica; bello, comunque.
        Buonanotte ❤

        Piace a 1 persona

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