Recensione “Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto. Riflessioni sulla scrittura” di Virginia Woolf (a cura di Sabatini)

Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto

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Copertina di “Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto” Riflessioni sulla scrittura. Di Virginia Woolf (a cura di Federico Sabatini)

 

Titolo: Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto

Autore: Virginia Woolf

Curatore: Federico Sabatini

Prima pubblicazione: 2014

Genere: Raccolta di riflessioni sulla scrittura della Woolf

Lingua originale: Inglese

Disponibile in: Cartaceo ed E-book

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Quarta di Copertina

Le difficoltà e le gioie del processo creativo; le tecniche narrative; i consigli ad amici scrittori impegnati nella stesura dei loro libri; i giudizi sull’opera di colleghi illustri, da Proust a Joyce, da Jane Austen a Dostoevskij: Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto ci conduce per mano nel laboratorio di Virginia Woolf. Il curatore ha estratto dal suo epistolario una serie di citazioni e di brevi passi, tutti dominati dalla volontà di distaccarsi dal proprio mestiere per rimetterlo in prospettiva, e riprendere la scrittura con rinnovata consapevolezza. Un compendio prezioso e illuminante non solo per gli appassionati e gli studiosi della Woolf, ma anche per gli aspiranti scrittori e gli amanti della grande letteratura.

Recensione

È difficile dare a questo libro un parere semplice: sono stata per molto tempo combattuta sul mio parere. Vi spiego il perché. Come scritto nella quarta di copertina, il libro ha una serie di estratti dalle corrispondenze epistolari della Woolf, pezzi in cui la nota autrice parla e discute sulla scrittura.

Ci si ritrova quindi in pensieri a volte contradditori. La Woolf è un personaggio particolare, spesso esprime dei sentimenti contrastanti. Prendiamo, per esempio, il suo rapporto con Joyce. Non amava la sua scrittura ma ne riconosceva dei meriti, senza contare che le loro scritture, sebbene molto distinte, si basano su uno stesso tipo di concetto puramente novecentesco.

Non si tratta di “lettere scelte”, come accade per molti grandi epistolari (un esempio può essere quello della famiglia Mozart), ma una serie di frasi estrapolate, spesso senza contesto e, chi non conosce bene la Woolf, può risultarne spaesato. Soprattutto considerato che la personalità della Woolf era molto varia, instabile e fluida nel tempo, quindi potrebbe finire di confondere le idee su un’autrice spesso odiata perché non capita (e spiegata male nelle scuole). La raccolta diventa quindi utile per chi già conosce il personaggio, ha letto le sue opere e le sue lettere. Ma, in quel momento, decade anche la necessità di questa raccolta.

Si perde anche il senso della scrittura della Woolf. A volte poteva possedere una grande lungimiranza (per esempio riportando alla luce la figura di Aphra Behn), altre volte in contraddizione anche per le sue antipatie personali (Joyce). Ovviamente anche altri scrittori hanno avuto questi comportamenti in relazione ai loro contemporanei, ma la Woolf è ancora poco chiara come autrice tra molto lettori e ogni indizio è prezioso per scoprirla. La sua scrittura, la sua idea e il suo pensiero vengono forse a volti non approfonditi, un po’ banalizzati. Una raccolta de genere sarebbe utile se accompagnata anche da poche parole critiche che aiutino a inquadrare meglio il contesto della lettera e del personaggio.

Quindi la contraddizione di cui parlavo all’inizio si ha tra le parole della Woolf e l’effettiva raccolta che, inevitabilmente, cambia il personaggio ai nostri occhi. Personalmente non mi sento tantissimo di consigliarla. Sia perché un’opera (anche epistolare) completa è sempre da preferirsi, ma anche perché così, senza contesto, non ha molto senso perché restituisce un’immagine sfalsata, come dicevo prima. Potrebbe acquistarlo chi, magari, ha già una buona idea dell’autrice e vorrebbe sfogliare dei passi che ha già approfondito L’idea quindi la trovo molto buona ma sfruttata un po’ male.

Se volete libri che vi aiutino con la tecnica, vi consiglio dei manuali più validi. Se invece volete approfondire il vostro stile, anche alla luce di quello della Woolf, vi consiglio più un lavoro (di lettura ma soprattutto analitico) sulle sue opere, testi critici che di certo non mancano e magari le lettere complete. Se ancora non vi basta potreste anche approfondire gli autori suoi contemporanei o scrittori di cui parlava, per poi recuperare il pensiero della Woolf su di loro, attraverso le sue parole e i suoi scritti.


Se vi è piaciuto l’articolo e vorreste leggere altro di mio, informatevi sui miei libri Qui

Riscritture della fiaba della Sirenetta di Andersen

 


3 risposte a "Recensione “Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto. Riflessioni sulla scrittura” di Virginia Woolf (a cura di Sabatini)"

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