Via del profumo dai toni angoscianti

Questa storia partecipa al Club di Aven. Il tema di questo racconto è “Un sentiero” , scelto da Aven.

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Sì… sempre scrittura di getto


A volte nella vita si aprono dei sentieri sotto ai tuoi occhi. Dei sentieri a cui non avevi mai fatto caso o che non avresti mai pensato di intraprendere. Quando si è sani si pensa di non imboccare mai certi percorsi. Da giovane dicevo che non mi sarei ubriacato, drogato, scopato il partner di un altro. Da giovane, e per giovinezza intendo tutti quei momenti della vita dove ero sano, avevo pensato che mai avrei ceduto all’inganno, alla violenza e al tradimento. Non sapevo che fare del bene a qualcuno possa implicare fare del male a un altro. Avevo poi imparato che l’unico bene di cui dovevo preoccuparmi fosse il mio.

Sì, ero stato pugnalato. Come tutti, ma il mio dolore era superiore al loro. Io non potevo sentire il dolore degli altri: sentivo il mio. Potevo sentire racconti atroci e strazianti, l’unica sofferenza reale era la mia. A volte mi chiedevo se la realtà che mi circondava fosse solo una creazione della mia mente distorta. Conoscevo ciò di cui venivo a contatto, a volte trovavo proprio ciò che desideravo. Anche la sofferenza giungeva in momenti opportuni, dove avrei potuto lagnarmi ancora di più di quello che mi stava accadendo. Il mondo era vasto, ma era vasto quanto io più spingevo il limite. Tutto viveva in mia funzione. Se davvero lo avessi voluto, probabilmente avrei scoperto che i draghi esistevano e sarei stato l’unico a saperlo. Ma forse non era un desiderio che davvero sentivo nel cuore, perché fin ora il drago non l’ho mai avuto. Tutto iniziava in me e si concludeva in me. I social rafforzavano questa visione. Mi attorniavo di persone in cui credevo, avevo la mia cricca con cui la pensava nel mio stesso modo. Se un outsider con idee diverse appariva, eravamo pronti a sterminarlo e ridicolizzarlo. Non stupisce quindi che credessi solo in me.

E ora lo vedevo questo sentiero. Un sentiero dove avrei abbandonato ogni ritegno.

Ero uno studente brillante ma avevo abbandonato gli studi. Sapevo che le persone erano invidiose di me, che si beavano del mio insuccesso. La prima cosa che feci fu infischiarmene di loro e della loro contentezza che deriva da quello, che loro credevano, essere un fallimento. Avevo solo aperto gli occhi, loro non lo avrebbero fatto. La vita era troppo breve e frenetica, la possibilità che sarei vissuto dopo ancora erano troppo poche. Volevo divertirmi. Non volevo pensare a come arrivare a fine mese e come sopravvivere. Volevo non pensare, non farmi problemi e lasciare che il mio corpo seguisse la danza dei sensi.

Mossi un passo in avanti, tutto si disintegrò alle mie spalle. Tutte le strade che avevo percorso caddero in rovina, ma io non mi voltai a guardare o mi sarei tramutato in sale. Proseguii in quel sentiero magnifico, profumato ma a volte tinto anche di sfumature angoscianti. Più sentivo l’angoscia, più mi imbottivo di piaceri sensuali e più imbottivo di roba meno vedevo le cose belle del sentiero.

Per me non c’era un limite. Anche quando mi accasciai sul sentiero, non pensavo più a niente.


Creative Commons License

Alice Jane Raynor’s “Via del profumo dai toni angoscianti” is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License


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2 risposte a "Via del profumo dai toni angoscianti"

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