Recensione di “La storia infinita” di Michael Ende

 

La storia infinita

La storia infinita di Michael Ende
Copertina del libro “La storia infinita” di Michael Ende

Titolo: La storia infinita

Titolo originale: Die unendliche Geschichte

Autore: Michael Ende

Prima edizione: 1979

Genere: Romanzo fantasy per ragazzi

Lingua originale: tedesco

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Quarta di Copertina

Bastiano è un ragazzino goffo, grassoccio, soprattutto molto solo. E ha una grande passione: leggere. In un giorno di pioggia, inseguito dai compagni che si fanno beffe di lui, si rifugia in una vecchia libreria dove trova un volume intitolato “La storia infinita”. Il libraio non vuole venderlo, ma l’attrazione per quel libro è tale che Bastiano lo ruba e ci si immerge letteralmente, scoprendo che proprio lui non è solo spettatore delle meravigliose avventure che vi sono narrate, ma ne è anche protagonista, chiamato a salvare i destini del mondo incantato di Fantàsia, con le sue mitiche creature e le sue città sospese. Moderno romanzo di formazione, storia di un’anima, folgorante scoperta dell’amore, indimenticabile avventura, ma anche lungo viaggio nell’immaginario e itinerario nell’arte e nella mitologia, “La storia infinita” è uno dei grandi libri per tutti del nostro tempo che ha conquistato, avvinto e incantato generazioni di lettori.

Recensione

La storia infinita è uno di quei racconti che molti si ricordano soprattutto per la versione cinematografica. Ecco io, a parte qualche scena, l’ho visto così poco che non mi ricordavo la storia. Ho avuto per caso tra le mani il libro e, pur avendolo letto “tardi”, probabilmente da ragazzina lo avrei adorato. Ora l’ho letto comunque con molto piacere e sono rimasta colpita dagli spunti filosofici di cui è cosparso. Non ho potuto fare a meno di pensare che fosse un influsso anche della lingua tedesca che si presta, più delle altre, a termini intrisi di significato anche per i giochi di parole che in italiano, temo, abbiamo perso.

Il libro può essere strutturato idealmente in due parti. Il punto di demarcazione è l’entrata di Bastiano nel regno di Fantàsia (evito spoiler, quindi mi mantengo sul generico). Sono entrambe un’avventura e un percorso di crescita in cui un ragazzo può davvero imparare tanto. Come accennavo il libro ha anche vari ragionamenti filosofici non indifferenti e molto interessanti, anche da leggere in età più adulta. Penso non si debba mai fare l’errore di ignorare dei libri pensati per più giovani: si possono anche riapprendere il significato di sentimenti che per i dispiacere abbiamo perso (esempio: l’importanza della vera amicizia). Oltre proprio ai discorsi di amicizia, di “bene” e di “male” (in un senso anche molto cristiano del termine visto che le creature di Fantàsia hanno il libero arbitrio come noi), ci sono anche concetti più sottili. Come il volere che il libro includa i lettori (che si impersonano in Bastiano), creando una finzione metaletteraria (Bastiano che legge nel libro di se stesso, il libro cartaceo descritto nel testo e che stringiamo anche noi…). Altri significati pregnanti sono ad esempio i desideri, i nomi, i ricordi… tutte cose che non vorrei anticiparvi!

Ende riesce a creare anche una vastità di personaggi non solo dal punto caratteriale ma anche dal punto di vista delle razze utilizzate. Infatti attinge da una vasta cultura mitologica e folcloristica ma non disdegna di creare egli stesso dei nuovi esseri. È l’esempio di Atreiu, protagonista della prima parte, che è un Pelleverde, invenzione di Ende. L’altro personaggio degno di nota è sicuramente Bastiano. Il romanzo, come già detto prima, ha delle affinità con il romanzo di formazione (Bildungsroman) ed è ovvio che il protagonista principale (di riflesso noi) debba evolversi (e noi con lui). Bastiano non si trova bello, è impacciato, solo e preso in giro dai suoi compagni. Tutte situazioni in cui un ragazzino timido che magari si rifugia nella lettura può condividere, empatizzando con Bastiano. Lui cambia fino a perdere tutte le insicurezze e, addirittura, oltrepassare i limiti. Alla fine riuscirà a calibrare i suoi eccessi, trovando finalmente la serenità e le attenzioni che desiderava.

L’ambientazione di Fantàsia è ricca e vasta come potrebbe esserlo un mondo di fantasia. I paesaggi scorrono naturali e, come per i personaggi, ci ritroviamo in ambientazioni più familiari e altre di totale invenzione dell’autore. È anche un luogo dove Ende apre numerose porte delle mille possibilità (basti pensare a tutte le porte narrative che Ende stesso lascia aperte) e che non ci stancheremo mai di esplorare. Nel momento della creazione di Fantàsia mi è sembrato di tornare a leggere “Il nipote del mago” (primo libro de “Le Cronache di Narnia”) e, di conseguenza, alla Creazione (dalla Genesi al “Paradiso Perduto” di Milton).

La lingua è piacevole ed è adatta ai ragazzi. Ende penso dia una grande importanza alla lingua: tutti i giochi di parole o ancora tutta l’importanza che si dà al linguaggio (il gioco delle parole casuali nella Città degli imperatori, i capolettera diversi per ogni capitolo…). Le constatazioni filosofiche non sono mai pesanti e lasciano il lettore riflettere.

L’incipit ha la magia di saperti incuriosire (cos’è successo a Bastiano?) e ti fa provare lo stesso brivido del protagonista nel voler rubare il libro e conoscere cosa ci sia scritto all’interno. La conclusione ci porta a essere cresciuti con la lettura e impariamo ad amarci, ad assumerci le nostre responsabilità e tanto altro ancora. Il viaggio di Bastiano è quello che facciamo anche noi quando leggiamo: a chi non è capitato, in un libro particolarmente piaciuto, di immaginare di essere il protagonista e di compiere quelle imprese in quel mondo? O ancora di perdersi nella storia dei se (e se non avessi fatto questo, come avrebbe potuto evolversi la situazione?)

E voi, vi siete persi in un romanzo? Molti sono cresciuti con la storia infinita, che ricordo ne avete?

 


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9 risposte a "Recensione di “La storia infinita” di Michael Ende"

  1. Io penso di essere uno di quei pochi ad aver letto prima libro e poi aver visto il film. La pellicola l’ho adorata anche perché riusciva a ridare le stesse sensazioni del libro (anche se nel film il tutto finisce a metà del libro). Comunque il libro è veramente bello, un romanzo di formazione e un modo fantastico costruito benissimo. Ho sempre adorato le sue tematiche.
    Michael Ende è un grande scrittore e delle sue opere ho apprezzato molto anche Momo.

    Piace a 1 persona

    1. Ah ecco il film finisce a metà del libro. Avevo già dei ricordi molto sfumati e non ricordavo minimamente quella parte! Concordo sul fatto che sia molto bello. Momo voglio leggerlo, penso di aver visto un… cartone? Possibile? In ogni caso Ende è un autore molto interessante

      "Mi piace"

  2. Ho amato il libro! La prima volta che lo lessi, fu dopo averlo preso in prestito nella libreria civica dietro casa mia ed era la versione scritta con due tipi d’inchiostro e con le illustrazioni a colori… era una versione bellissima.
    Bella recensione, ora ho di nuovo voglia di leggerlo per la quarta o forse la quinta volta…ormai ho perso il conto xD
    Buona giornata 🙂

    Piace a 1 persona

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