Tutto è fluido

Risultati immagini per marriage wallpaperQuesta storia partecipa alla ventiseiesima challenge del Circolo di scrittura creativa Raynor’s Hall. Il tema per questo mese è “Fedeltà” , scelto da On Rainy Days.

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Rieccomi a partecipare alla Challenge! Nuovo racconto scrivo di getto: è più forte di me. Oltretutto mi sto rendendo conto di non essere più capace di raccontare una storia nel vero senso del termine ma più un’introspezione. Spero sia un periodo. In ogni caso spero che vi piaccia ^-^


Il freddo della sera non poteva niente contro di me. Sotto le coperte l’abbracciavo teneramente e lasciavo che il torpore, insieme alla tenerezza, conquistasse il mio corpo stanco. Stampai un bacio sulla sua fronte, mi rispose con un bacio sulla guancia. Poi chiusi gli occhi e lasciai che la mente si svuotasse. Erano successe tante cose in quei giorni. Cose che erano accadute senza che nemmeno me ne rendessi conto. Avevo colto un istinto che avevo accarezzato da tempo, ma solo quando era diventato reale era diventato un problema. Un problema dolce, che non sapevo risolvere. Spesso i sentimenti umani sono catalogati, ristretti in catene come sono imprigionati gli esseri umani. Ma i sentimenti sfuggono alle nostre logistiche, prendendosi gioco di anni e anni di etica. Una carezza mi riportò al presente e mi accorsi di come mi fossi irrigidito nel frattempo. Sciolsi la tensione, stringendolo al mio petto. Mai avrebbe dovuto sapere.

***

Il mare si infrangeva regolarmente sugli scogli, l’odore di salsedine mi penetrava le narici. Camminavo, tenendolo per mano, per sentire la sua vicinanza. Il tramonto era vicino. Di bagnanti ormai non ce n’erano più e la spiaggia man mano si svuotava, ognuno pronto a dedicarsi alle proprie attività serali. Speravo che se ne andassero tutti e che potessi portare a compimento quello che ci eravamo proposti. Non erano tanti gli anni che ci avevano uniti ma di sicuro lo erano stati i momenti. Erano stati intensi, spesso anche schiaccianti. Ma se eravamo ancora lì, mano nella mano, di sicuro era simbolo di qualcosa. Quando lo guardavo negli occhi, quando lo sentivo vicino non avevo dubbi. Anche quando era lontano e potevo solo scambiare qualche messaggio non avevo dubbi. Allora perché mi chiedevo continuamente se fosse la cosa giusta da fare?

Camminare sui sassi non era mai stato il mio forte, c’era sempre qualche pietruzza che mi pungeva i piedi. Ero sostenuto, però, da un esile creatura di cui conoscevo tutta la forza. Qualche piccolo ostacolo non poteva di certo fermarmi adesso. La luce era calata ancora, ma il vento non era troppo forte né troppo freddo. Si sentì un brusio sulla strada, non tanto lontano dalla spiaggia, ma di sicuro non ci avrebbe disturbato. Ci sedemmo su uno scoglio piatto, proteso verso il mare. Era il nostro luogo, quello dove ci eravamo anche dichiarati la prima volta. Lo consideravo un posto magico, distaccato dalla terra, un contatto con le forze della natura e, forse, con gli spiriti. Il mio compagno era stato della stessa opinione. Il caso, i problemi e la nostra volontà ci aveva avvicinati, aveva fatto in modo che diventassimo una cosa sola. Eppure…

Le ombre abbracciavano la terra, lo stridere dei gabbiani si faceva più frenetico. Presto la città avrebbe iniziato a risplendere per le luci, presto anche noi ce ne saremmo dovuti andare. Ma non mi rassegnavo a dimenticare quei pensieri. Strinsi le mani che mi porgeva. Un moto di tenerezza mi aveva investito in quel semplice gesto, ogni cosa che faceva provocava in me una pronta reazione. Speravo che non sarebbe mai finita. Non era quello che mi ero ripromesso nella relazione precedente e nella relazione ancora prima? Quante volte avevo giurato eterno amore e come nessuna volta ero riuscito a mantenere la promessa. Gli anni ti cambiavano, il tempo mutava gli altri fino a non riconoscerli più. A un certo punto ti svegliavi nel tuo letto e ti rendevi conto di essere in compagnia di un estraneo. Una persona che un tempo ti era così vicino e che poi avevi permesso al tempo di marcare una divisione che l’aveva cambiata sensibilmente.

La verità era che non ero fedele. Se lo fossi avrei rispettato tutti quei vincoli. E ora mi ritrovavo a promettere l’ennesimo giuramento. Non ci sposeremo, non ora e non come comunemente si intende. Ci affidavamo l’uno all’altro, scambiando lì i nostri voti, in presenza degli spiriti del mare. Al pensiero di poterlo lasciare stavo male. Mi dicevo che non era possibile, che non sarebbe mai accaduto mai. Era già accaduto e ancora non mi rassegnavo alle menzogne di un cuore innamorato. Mi sentivo un bugiardo, ma se mi fossi rifiutato a fare questo passo, gli avrei spezzato il cuore.

Ripercorsi nella mia mente tutte le persone che avevo conosciuto, per cui avevo provato anche qualche interesse. È vero, non ci si innamora di tutti. Ma se esistono così tante persone potenzialmente attraenti, è anche vero che potrebbero esistere almeno due persone, in questo mondo, che potrebbero risvegliare amore. E se le avessi incontrate entrambe? Avrei dovuto scegliere. Se non ne fossi stato capace?

Nei romanzi si scrive spesso di momenti romantici. Tutto è zuccherato, soffuso e dolce. La verità è che spesso ci si fa prendere dal panico. Se in quel momento non avessi avuto un po’ di amor proprio, lo avrei lasciato qui su due piedi, senza dire altro. Avevo paura di dovermi legare, perché ne sentivo addosso tutto il peso della responsabilità. Sapevo che dovrebbe essere invece una cosa dolce, a cui dovermi abbandonare senza pensare un attimo. Questo mi faceva chiedere se davvero lo amavo: in fondo appartenere a lui solo non era quello che avevo sempre desiderato? Eppure…

Scendemmo dallo scoglio, ci baciammo, lo tenni tra le mie braccia. Tutti questi non erano stati altro che pensieri in sordina, mentre mi dichiaravo lui, diventavo suo. Mi sentivo sporco come se avessi recitato per tutto quel tempo. Mi sentivo infame perché era come se, da quel momento in poi, non dovessi fare altro che recitare fino alla fine dei miei giorni con lui.

***

La verità era che forse avevo trovato quella seconda persona. Non potrò mai stare con lei, non farò mai parte della sua quotidianità. Non gli dava fastidio, non dava fastidio anche a me. Sapevo di avere dei doveri, non mi pesava essere “secondo”. Come si può essere secondo in un cuore? Le necessità erano diverse, i desideri che potevamo esaudirci erano diversi: non era mio amante. Le privazioni che facevamo per non ferire il “primo” non ci pesavano: l’intimità che ci era concessa ci andava bene.

Tutto è fluido.


Creative Commons License

Alice Jane Raynor’s “Tutto è fluido” is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License


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9 risposte a "Tutto è fluido"

  1. Un racconto particolare, quasi ipnotico, fumoso. Vorresti capirci di più perché i personaggi sono molto vividi, ma tutto è lasciato a un velo di ambiguità.
    Un bugiardo che non vuole accettare quanto sia importante per lui il suo ‘amante’, almeno io l’ho letta così.
    Molto bella la foto che hai scelto.

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  2. Molto profondo e introspettivo… Ho letto la risposta al commento e sarei anch’io veramente contenta di poter leggere di più su questi particolari personaggi, sul loro modo di vedere l’amore. Su come possano gestire la situazione… non a livello pratico, ma su un piano sentimentale ^_^
    Non so se è chiaro ciò che intendo…
    Ancora complimenti, regali sempre tante emozioni ❤

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  3. È un racconto molto particolare, sfuggente quasi, proprio come lo è il concetto stesso di fedeltà per la voce narrante. Mi è piaciuta moltissimo la sua indecisione, quella paura quasi di accettare il legame (o di non essere in grado di accettarlo) che alla fine lo lascia in bilico.
    Concordo: se lo rivedi e continui, voglio leggerlo!

    Piace a 1 persona

    1. Questo è un racconto e una tematica che mi sta particolarmente a cuore quindi spero di poterlo ampliare il più possibile. Purtroppo l’idea iniziale era non dare un sesso alla voce narrante ma senza il neutro in italiano mi è impossibile fare una cosa del genere 😦

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