Sapersi informare sulle proprie letture – Piccola riflessione a partire da Yukio Mishima

Sapersi informare sulle proprie letture – Piccola riflessione a partire da Yukio Mishima

Sala12RaffaelloColore[1]

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“La personalità romantica è pervasa di sottile sfiducia nell’intellettualismo, e questo sentimento sfocia di frequente in quell’atto immorale che va sotto il nome di sogno a occhi aperti. Contrariamente a quanto si crede, il sognare a occhi aperti non è un processo intellettuale, ma piuttosto un mezzo di evasione dall’intellettualismo.” – Confessioni di una maschera


Sul web mi capitano di leggere delle cose davvero molto interessanti. Nelle mie riflessioni sul blog quindi mi piacerebbe riportare alcune di queste cose lette e discuterne con voi.

Un po’ di tempo fa mi è capitato di leggere un commento a proposito di alcuni libri di Yukio Mishima, uno scrittore giapponese che, per quanto sia riuscito a riscuotere immediato successo anche al di fuori del Giappone, credo che in questi anni lo si stia riscoprendo. È un personaggio sicuramente complesso e fuori dagli schemi, cercare di fare un ritratto adesso non sarebbe l’intento di questo articolo. Di suo ho letto “Confessioni di una maschera” che mi ha piacevolmente colpita nella prima parte,

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Copertina di “Confessioni di una maschera”

mentre la seconda per vari motivi mi è piaciuta un po’ meno. Questo è proprio il libro che, insieme a “Musica”, veniva criticato.

Oltre a un gusto personale del lettore che non è da mettere in discussione, il libro veniva accusato di parlare di sessualità, di presentare perversioni e problematiche sessuali. Ora dalla quarta copertina di “Musica” è anche molto chiaro il tema trattato. Invito a chi non la conosce di andarla a leggere e, per i più pigri, basti sapere che il sottotitolo del romanzo è “un’interpretazione psicoanalitica di un caso di frigidità”. “Confessioni di una maschera” parla invece dell’omosessualità, che l’autore stesso era costretto a reprimere e il libro ha un carattere fortemente autobiografico. Yukio Mishima parla della scoperta della sua sessualità nel modo più reale possibile: la masturbazione. Magari è un argomento di cui non si parla ma è una cosa naturale, di certo non è una perversione. Sperando che per perversione non ci si riferisse all’omosessualità. Le uniche “problematiche sessuali” presenti sono quelle di non poter esprimere il proprio desiderio per paura della repressione altrui.

Tutto questo per dire che è necessario saper scegliere bene un libro prima di criticarlo. Tralasciando proprio il concetto di fondo e il fatto che non capisco provare così tanto fastidio nel parlare di cose naturali come il sesso, se un lettore non ha il desiderio di leggere di determinate tematiche, perché le legge e poi le critica? È come leggere i libri di Jeannette Winterson e sperare che non parli di due dei suoi temi fondamentali: la coppia lesbica e il forte bigottismo che ha tormentato la sua infanzia. Le quarte di copertina, le trame e le recensioni servono a suscitare l’interesse del lettore e rispondere ai suoi gusti. Nessuno ha desiderio di vendere un libro che sicuramente sarà stroncato perché le tematiche trattate non incontrano il favore del lettore.

Quindi non abbiate timore di informarvi di quello che leggete, questo per dare anche una possibilità a tanti di quegli autori sconosciuti, come possono essere gli esordienti, gli emergenti e gli autori self. Leggete estratti e informatevi: se qualcosa vi interessa non costa nulla farlo. Poi nel caso il libro non vi piaccia ugualmente, avete tutto il diritto di giudicarlo male. E nel caso di un pensiero positivo o negativo non esitate a farlo conoscere allo scrittore, se sarà una persona intelligente saprà accettare qualsiasi critica ben posta. Scrivete dei piccoli pensieri sulle piattaforme di vendita se non avete un blog. Fate in modo di parlare di questi libri o anche di libri più famosi che sono più in ombra di altri e che secondo voi meritano di più. Vedo molti autori e scrittori lamentarsi che nessuno li legge, che l’editoria non va avanti… tutti discorsi molto veri, me ne lamento pure io. Ma tutti noi ci siamo mai soffermati a leggere scritti di altri e dare un loro piccolo contributo nel farli conoscere?


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