Interviste – Giulia Previtali

Oggi ho invitato sul mio blog una mia amica: Giulia Previtali ^_^

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  • Come sai, ancora non ho avuto la possibilità di leggere il tuo libro “Le profezie di Fryne”, invoglia me e i lettori che ci stanno seguendo a leggere il libro 😀

Ho scritto questo libro cercando di mettere tante “cose umane”. Dalla tristezza per una reazione negativa inaspettata ad una battuta non apprezzata, da un sorriso spontaneo ad un rimorso intenso. Diciamo che nonostante l’ambientazione fantasy e la storia d’amore, questo è un libro di crescita – in particolare per la protagonista – e di accettazione. Se i personaggi hanno difetti – anche l’estrema perfezione può esserlo – sono reali e vividi ed è questo che ho provato a fare con Ivy, Silver, Pastran… e tutti i personaggi in “Le Profezie di Fryne”. Spero di esserci riuscita!

  • Com’è nata l’idea? Hai preso ispirazione da qualcosa o da qualche autore?

La storia de “Le Profezie di Fryne” è nata in seguito ad una campagna di Pathfinder, un gioco di ruolo. È stata la mia prima campagna e il mio primo personaggio. Ci sono davvero molto affezionata. C’è più di me di quanto non ammetta!

  • Descrivici Ivy, la protagonista e dicci cosa ne pensi di lei.

Ivy ha 17 anni ed è una donna con forti ideali e aspirazione di giustizia… in un mondo con tanti rimandi medievali – soprattutto la mentalità. Sogna di diventare una guerriera per difendere chi non può o non riesce. È molto insicura, ma mai su quello che prova. Ha gli occhi cangianti che cambiano colore a seconda del suo umore. È una ragazza un po’ strana. Nelle prime pagine si legge palesemente di un’adolescente. Nelle ultime si legge di una donna.

  • Il regno di Fryne pare un luogo di pace, governato da uomini giusti… come persona hai molto a cuore la giustizia?

Sì, sono molto legata alla giustizia. Però hai detto giusto “pare”. In realtà, non è proprio così.

  • Un altro tema, che mi è parso di capire, è il sacrificio. Come Ivy pensi di aver fatto dei sacrifici per dedicarti alla scrittura, specialmente di questo racconto?

Sì. Ho messo molto di me in questo racconto e in Ivy. Ma soprattutto ho messo molto della mia vita in generale e nei personaggi che circondano Ivy. Ci sono amici che si sono in qualche modo “rivisti” in alcuni personaggi. È stato spesso inconscio, ma forse è inevitabile certe volte.

Aggiungo che per far venire Ivy alla luce sono scesa a compromessi a cui avrei preferito non sottostare.

  • Hai altri progetti in corso o dei progetti a cui desideri dare vita?

Sto scrivendo un nuovo libro a cui tengo moltissimo. Si tratta di un libro semi- autobiografico di narrativa. Chissà cosa ne uscirà!

  • C’è un genere letterario a cui vorresti avvicinarti?

Il Narrativo! E ci sto provando.

  • Per quale genere letterario ti senti invece più portata?

Ahimé, il romantico. E non perché lo reputi “di bassa lega” o degradante. Solo che non voglio scrivere in questo genere. Non è proprio un genere che sono interessata a esplorare.

  • Qual è il libro che ti ispira per la tua scrittura?

Nel mio cuore c’è “il Piccolo Principe”, “Luna” e “Anna Karenina” in questo periodo. Però dipende. Dipende a che genere ti riferisci.

  • Cosa ne pensi dell’editoria e della scrittura in Italia?

Non sono sicura che l’editoria attui politiche “giuste” in Italia. Spesso le copertine non c’entrano nulla con quello di cui tratta il libro, o spesso l’editing è fatto così male da essere illeggibile! Il campo dell’editoria è diviso tra piacere e mercato. Non è un mondo semplice: anche perché, spesso, vince il mercato.

  • Come cerchi di farti conoscere?

Attraverso facebook, lo spam – anche se lo detesto, scusatemi! –  e i vari blog interessati a recensire il libro/ intervistarmi.

  • Vuoi parlare di un tuo scritto di cui ancora non sei riuscita mai a parlare?

Ho in cantiere una storia un po’ fantascientifica – se così si può chiamare – ma è un mondo complessissimo. Ho persino dovuto fare schemi molto precisi! Certo, l’ispirazione ha sempre la sua parte… ma è un progetto molto complesso e tutto deve combaciare. Più del solito.

  • Cosa pensi sia indispensabile per avere una buona scrittura?

Correttezza grammaticale/sintattica – non parlo di refusi ma di errori gravi – e inventiva.  Ah, LEGGERE, LEGGERE, LEGGERE!

  • Pensi che la scrittura faccia allargare i propri orizzonti?

Lo spero. Spero che le persone siano più incentivate a leggere/ scrivere e ad ampliare la mente. Pensate solo a quanto, ad esempio, Harry Potter abbia cambiato intere generazioni!

Ciao Ali, grazie per l’intervista ❤ Un abbraccio!

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Grazie a Giulia per aver risposto alle mie domande, date una possibilità a questa autrice e alla prossima!


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