Esiste l’Originalità?

2012-APR-Rose-by-KaliLainePhotography[1]

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Spesso su internet mi ritrovo a leggere post molto simili tra loro. Ci si chiede cosa renda davvero un racconto originale, quali siano gli autori originali o ancora ci si vanta di avere avuto la bramata “idea originale”. Che poi, perché chiedersi cosa renda un racconto originale? Non è la domanda stessa che sminuisce il valore della parola “originale”?

Non credo nell’originalità, non esiste. Ci relazioniamo tutti i giorni con una realtà che, a grandi linee, è uguale per tutti. Questo è il nostro piccolo mondo, con tante cose ancora ignare, ma noi facciamo parte del sistema naturale e magari, anche se certe cose non le comprendiamo, sono dentro di noi. Per esprimere il mio concetto, mi avvarrò delle parole di uno scrittore che ammiro molto, durante un’intervista:

“Lei ha un daimon, signor Pullman?”

“Certo. E, come quello degli scrittori, è una gazza ladra. Perché noi rubiamo da tutto e da tutti”

“Noi rubiamo da tutto e da tutti”. È una verità che può fare male, ma è così. Lo scrittore si ispira alla vita di tutti i giorni, a quello che gli è vicino, a quelli che sono i suoi interessi. Se, come me, avrà letto molti classici inevitabilmente farà buon uso di quello che è il suo bagaglio culturale. Così è per ogni cosa. È inutile negarlo. Attingiamo da un flusso continuo e non c’è nulla di cui vergognarsi. Il “rubare” di cui parla Pullman non è il plagio, stiamo ben attenti. Sono due cose diverse.

Prendiamo il suo di esempio. Ha attinto dalla cultura greca il “daimon” e ha rielaborato il concetto fino a farlo suo. Lui ha rubato l’idea ma l’ha contestualizzata secondo i suoi scopi e il suo desiderio.

L’originalità non sta nell’idea ma nel modo in cui si rielabora e nel modo in cui si rende. Quanto danno fastidio gli stereotipi che caratterizzano una persona? Usare delle maschere fisse è molto semplice, eppure la commedia è vissuta per secoli con personaggi molto simili (se non uguali) tra di loro. Questo perché non solo l’essere stesso dell’uomo non cambia nel tempo ma perché è possibile ricondurre una persona a una maschera. Magari ci si riferisci al lato più spiccato del suo carattere: la maschera non è l’intera persona. Questa abissale differenza è da tener conto nella contestualizzazione dei personaggi, almeno per certi tipi di scritti.

Questo per dire che l’idea “riusata” o “vecchia” può essere utilizzata all’infinito in modo sempre pertinente e senza che cada nel ridicolo. Siamo pieni di paradigmi che usiamo, anche senza accorgercene.

Mentre studiavo per l’esame di storia della musica, mi si è aperta davanti la consapevolezza. Gli antichi non erano alla ricerca dell’originalità. Sfruttavano l’idea di altri e la riutilizzavano per perfezionarla sempre di più, secondo i loro studi, l’epoca e il loro gusto. E questo non solo per la musica, si può applicare a ogni branca del sapere. Se ci pensiamo anche la scienza parte da un’idea semplice che con il tempo si va a perfezionare e a correggere.

Il famoso Faust, oltre a essere conosciuto grazie a Goethe e Marlowe, era il protagonista di un racconto popolare tedesco. Il personaggio del Don Giovanni è stato usato da Molière, Lord Byron, Goldoni, Saramago, Puškin e fu celebre nel libretto di Lorenzo da Ponte, musicato da Mozart. Ancora molti altri lo hanno sfruttato. Quanti hanno attinto dai grandi classici greci e latini? Quanti dalla Bibbia? E mi sto limitando a un paesaggio puramente europeo, per non entrare in altri ambiti che non sono di mia competenza. Ho citato qualche esempio, ma ci si potrebbe addentrare in un discorso molto ampio.

Chiunque si avvicini alla scrittura, non deve preoccuparsi dell’originalità. Deve preoccuparsi  di interiorizzare l’enorme bagaglio culturale di cui siamo portatori, di leggere, di studiare, di scrivere e di vivere.


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3 risposte a "Esiste l’Originalità?"

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  1. Forse l’originalità non esiste perché la gente ama leggere sempre le stesse cose, altrimenti non si spiegherebbe il successo di autori che scrivono mille libri tutti uguali. Lo stesso vale per le saghe. Io non sono mai riuscita a vedere Montalbano né Harry Potter perché mi fanno dormire.

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  2. Si sono d’accordo con quanto ho appena letto, anche perché ogni volta che scriviamo o creiamo qualcosa lo facciamo in base al nostro vissuto. Quindi si, è vero, siamo tutti un po’ ladri ma solo per il semplice fatto che per creare qualcosa ricorriamo alla nostra memoria, il luogo dove le nostre esperienze, rielaborate dal cervello, vengono archiviate.
    La nostra originalità può manifestarsi nel fatto che nel riproporre qualcosa lo facciamo in un modo inaspettato e mai presentato da nessun altro. Bel post comunque, complimenti.

    Un saluto

    Piace a 1 persona

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