Interviste – Aven

Oggi ho invitato sul mio blog un mio amico: Aven. Vi invito tutti a seguirlo sul suo blog 🙂

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Ti conosciamo spesso come “Aven” e non come la tua vera identità. Dicci qualcosa di emblematico su di te 🙂

Ciao cara ^^ grazie mille per questa opportunità, sono contentissimo di rispondere alle tue domande! Sono Aven, è vero. Così mi conoscono su internet e il mio nome salta subito all’occhio per essere quello trash su Facebook LOL su di me posso dire che mi piace il buon cibo, condividere le mie esperienze ma con un occhio di riguardo all’ironia che spesso mi ha contraddistinto.

Consideri la tua personalità di scrittura e la tua personalità nella vita reale in qualche modo diverse?

Sì, lo sono. Mi dispiace dirlo, ma sarò sincero: nella vita reale non sono così aperto e disponibile nel conoscere persone, preferendo un carattere molto più riservato e chiuso, nella relazione con le persone. E questo mi dispiace moltissimo, perché se su internet c’è Aven, nella realtà c’è Andrea. Non vanno di pari passo, anzi sono universi completamente differenti. Ciò non toglie che… noi due ci completiamo a vicenda.

Dicci tre cose che non sopporti (possibilmente sulla scrittura).

Uno: non sopporto l’ossessiva mania di seguire le regole sulla scrittura. C’è forse un modo univoco di scrivere? Così come mi piacciono poco i saputelli che cercano di imporre il proprio stile come se il loro modo fosse il solo e unico giusto per potere scrivere. Infine non mi piace la competizione che a volte si crea nella scrittura, quando invece dovrebbe essere un bellissimo modo di condividere le proprie esperienze e le proprie sensibilità.

Dicci come consideri il tuo pubblico e cosa ne pensi di loro.

Devo ringraziare ogni giorno chi ha voglia di leggermi, perché se uno decide di accompagnarmi, chiunque sia, è un bene prezioso e utile alla mia crescita. C’è gente che mi segue una volta sola, gente che mi segue da una vita, gente che è stata disposta persino ad acquistare i miei libri… insomma ciascuno di voi mi ha dato la carica, tutte le volte che ne ho avuto bisogno e sarò sempre grato di tutto questo. Posso solo dire che un giorno spero di ricambiare tutto l’affetto che mi state dando.

Ci conosciamo dai tempi di efp. Raccontaci come ti sei evoluto in questi anni e come hai preso la decisione di aprire un blog per scrivere, piuttosto che utilizzare siti di scrittura appositi.

In realtà c’eri anche tu xD ricordi che sulle prime avevamo pensato di aprirlo insieme? Poi le nostre strade si sono un po’ separate… però è vero, il blog è nato soprattutto dalla mia volontà di aprire uno spazio tutto mio (sto anche pensando di comprare il dominio), al di là delle regole dei vari siti di scrittura che ormai trovo troppo limitanti rispetto al messaggio che voglio mandare. Quindi, se c’è la possibilità di espandersi e crescere, la persona singola sa che c’è il cosiddetto Pianeta Aven da poter consultare tutte le volte che si vuole. In ogni caso, resterò sempre grato ad efp che mi ha permesso di crescere e conoscere persone fantastiche, di cui alcune di esse sono poi diventate mie amiche.

Perché per te è tanto importante far ridere le persone? È un dono raro e bellissimo.

Eccoci alla domanda più importante. L’ho ripetuto spesso in questi anni e spero sempre che mi si faccia questa domanda, così posso ripercorrere un po’ la mia storia. L’ho detto prima, io non sono una persona allegra nella vita reale. Sono proprio il primo che ha bisogno di ridere e di avere positività, e poi guardiamoci attorno: il mondo sta davvero cadendo in un baratro nel quale non è consigliabile entrare. Invidie, perfidie, maldicenze, egoismi e discriminazioni sono ormai all’ordine del giorno, per non parlare della fame e delle guerre. Insomma, ritengo che in questo momento ci sia bisogno di ridere e guardando proprio questa realtà, penso che sia preferibile vivere alla luce e quindi perché non farmi io stesso luce? Perché non portare il messaggio di speranza a chi lo sta cercando? E ancora, posso io esimermi dal portare al mio prossimo un po’ di gioia se è triste? No davvero. Se non lo facessi, sarei pronto a smettere di scrivere proprio in questo momento. Ecco perché non cero la gloria, o l’applauso, o il guadagno, ma preferisco che si sottolinei l’importanza di questo messaggio, di cui sono solo un semplice latore.

Come sai suono in conservatorio. Cosa ti ha spinto a scrivere “le avventure del pentagramma”? Suoni qualche strumento musicale? Se sì, hai intenzione di far ascoltare qualcosa prima o poi?

In realtà la cosa è nata su Facebook LOL non so di cosa si stava parlando fra i commenti e l’idea mi è venuta guardando le note in sé. La mia intenzione è quella di scrivere storie che nessuno ha mai scritto, e credo proprio che sulle note del pentagramma non lo abbia mai fatto nessuno xD ho dato loro una serie di avventure da vivere, poi il resto è tutta fantasia. E sono contento che studi in conservatorio, il libro è rivolto anche a voi musicisti, che spero non me ne vogliate! E spero che non pensiate troppo male di me se sto osando suonare la chitarra, a livello “Canzone del Sole”, ovviamente. Ma penso che suonare uno strumento sia bello e utile per la crescita interiore. Suono da un anno e ogni volta che faccio una diretta su Facebook mi diletto a suonare in ogni intermezzo.

Se non sbaglio, “le avventure del puntatore” è stato il tuo primo scritto. Dicci, com’è nata l’idea di voler mostrarci sotto una diversa prospettiva le cose che usiamo tutti i giorni?

Le avventure del Puntatore sono state il mio primo libro, esatto! È uscito nel 2014. È il capofila di quella che sarà, nella mia intenzione, una lunga collana marchiata “le avventure di”, in modo che tutti possano riconoscerla scritta da me. Non solo questo, ma racchiude anche l’ambizione di scrivere qualcosa che nessuno aveva mai toccato prima, e spero di esserci riuscito. Di sicuro, cerco sempre di strappare un sorriso impegnandomi al massimo.

Hai in serie di scrivere “nuove avventure…”? Potresti farci qualche anticipazione?

Come ho detto prima, “Le avventure di” saranno una collana dei più disparati argomenti. Oltre al mondo dell’informatica e della musica, è attualmente in corso d’opera  un’opera gastronomica intitolata “Le avventure della pasta”, in cui parlerò del cibo più amato dagli italiani. Come al solito, saranno cinquantadue brevi sketch comici comodi da leggere sul treno, sul bus, o in sala d’attesa: inutile dire che nel frattempo sto studiando tanto per poter essere il più preciso possibile! Mi piace molto questa cosa in un libro e non vedo il motivo di non esserlo, pur essendo demenziale.

Hai intenzione di scrivere e pubblicare scritti di altri generi?

No, non credo. Nel mondo della scrittura amatoriale potrei anche pubblicare un fantasy, ma ritengo che il modo migliore per veicolare il mio messaggio (la risata e la positività) sia solo il genere umoristico. Tutto il resto ha un’importanza relativa, anche se come autore devo essere in grado di scrivere tutti i generi. Recentemente con una ragazza ho scritto un western fantascientifico ed è stato parecchio divertente! Chissà se lo pubblicheremo!

Leggo sul tuo blog “Kaden e le fontane della luce” ma è comunque presente un filone comico, pur essendo un fantasy. Puoi proporci altri tuoi racconti (fantasy, horror…) che comunque contengono questo tuo “marchio”?

Attenzione, “Kaden e le Fontane di Luce” LOL in realtà quella si presenta come una storia seria, senza troppi fronzoli, ma se dici che comunque c’è un filone comico mi fa piacere, ma anche terrorizza! Non riesco proprio a staccarmene… in ogni caso, ho altre trame che vorrei scrivere ma pronti per essere letti sono sicuramente “Romanzo Rosanero”, disponibile su Wattpad ed è un romanzo rosa e c’è anche “Pillole Mortali”, questa disponibile su EFP, che anche se ha bisogno di una pesante revisione e molte frasi sono scritte in dialetto, è comunque un giallo che secondo me è ben riuscito.

Se non mi sbaglio, avevi intenzione di scrivere qualche sceneggiatura teatrale, visto che sei appassionato di teatro. Darai seguito all’idea?

Vedo che ti ricordi anche questo, mi fa piacere! Sì, il teatro è secondo me la forma massima di recitazione, tanto più tradotta nello stile della Commedia dell’Arte, in cui ci si improvvisa basandosi su un canovaccio, e lì devi essere bravo per davvero, perché c’è soltanto una scena da interpretare senza poter riprovare. Come sceneggiatura mi piacerebbe scrivere di mio pugno i miei libri, tradotti a teatro, anche se, appunto, mi attira tantissimo una commedia improvvisata, in costume, quantomeno de “Le avventure del Pentagramma”, in cui le singole note si avvicendano sul palco e giocano e scherzano fra loro.

Hai qualche altro scritto a cui ti senti molto legato e non hai avuto occasione di parlarne in questa intervista?

“La Ropa Sucia”, telenovela che sta uscendo ogni giorno sul mio blog. Sicuramente si pone come la mia opera più lunga e parla di una serie famiglie che, nell’Argentina del 1984, si ritrovano coinvolte tutte quante in  una serie di intrecci che sfuggono persino alla mia comprensione LOL sullo sfondo, una lavatrice continua a girare, ma che cosa significa? Lo si saprà nell’ultimo episodio, che attualmente devo ancora scrivere.

Dicci cosa pensi della situazione attuale della scrittura e dell’editoria.

Siamo tutti scrittori e nessun lettore. È così, secondo me, perché altrimenti non mi spiego la ricerca ossessiva di lettori da parte degli esordienti in tutte le piattaforme. “Per venire fuori devi sgomitare”, mi è stato detto e l’ho anche capito da solo, ma quanto è difficile? Prima parlavo di perfidie e maldicenze, quando invece la scrittura dovrebbe unire. E allora, prendendo per buono l’assioma che afferma che tutte le società sono lo specchio del mondo in cui viviamo, questo che direzione sta prendendo? Che direzione stiamo prendendo? E le case editrici, che preferiscono premiare il successo assicurato piuttosto che scegliere la meritocrazia?  Secondo me è importante seguire il più possibile, investire sull’editoria e darà una possibilità alla vasta marea di gente talentuosa che circola sul web.

Cosa ne pensi dei social network e come li utilizzi per farti conoscere?

I social network, ahimè, sono molto importanti per farsi conoscere. Dico “ahimè” perché spesso si trovano tutti i tipi di persone, e spesso non c e ne accorgiamo ma i social occupando anche parte della vita reale, quindi il mio consiglio è sempre quello: no all’uso smodato, sì all’equilibrio e usare i social consapevoli che non è il mondo reale.  Una volta assodato questo, sono un ottimo modo per far sapere alle persone che stanno dall’altra parte dello schermo che c’è un messaggio che voglio mandare, diretto anche a loro. Inoltre, non nego che possano nascere anche belle amicizie anche in questo contesto.

Oltre ad avere un blog, da quello che capisco sei molto attivo anche nella vita di tutti i giorni. Raccontaci del circolo di scrittura che frequenti e delle varie attività in cui ti vedi coinvolto.

I club di scrittura in cui sono attualmente attivo sono due: il “Newbookclub” di cui sono anche membro dello staff, che è un laboratorio esperienziale ad alta inclusività che si pone come obiettivo l’avvicinarsi all’altro attraverso la scrittura, dettata dal momento e dal luogo in cui ci troviamo, e dal tema dettato dal vincitore della volta precedente. Lo frequento da un anno e mezzo e credimi, sono cresciuto tantissimo! Contiamo di espanderci sul territorio, quindi chissà se non faremo un incontro anche nella tua città xD  man mano che “occupiamo” i monumenti di Palermo, le piazze e le strade, diventiamo sempre più noti e non è escluso che potremmo diventare un’associazione vera e propria. L’altro gruppo invece si chiama Gruppo 17 ed è molto più “ristretto” rispetto al primo, in cui si parla di scrittura creativa e in linea di massimo vogliamo tutti essere scrittori di professione, dove ci si aiuta e si legge correggendo ciò che si scrive. Sono due gruppi simili ma nella sostanza differenti, in cui c’è da crescere in entrambi. Il gruppo 17 non lo frequento da molto ma al momento tutte le persone mi sembrano simpatiche ^^ spero di poter crescere ancora: la scrittura è un viaggio che non finisce mai ed è più bello farlo in compagnia!

Quindi quali sono vantaggi e svantaggi di internet e di una comunicazione dal vivo?

Come ho detto prima, ho cominciato a scrivere su EFP nel lontano 2012. Fino a quel momento, non avevo mai avuto il sentore di quanto potesse essere potente ciò che scrivevo. Ci sono voluti quattro anni per poterlo dire, e me ne sono accorto quando ho finito di leggere il mio primo scritto al Newbookclub, dove appunto la gente ha riso e questa risata è arrivata alle mie orecchie. Sono rimasto piacevolmente sorpreso e, se prima potevo solo fidarmi di ciò che dicevano le recensioni, che comunque sono fredde e un insieme di pixel, adesso posso riscontrare ciò che faccio dal vivo, con le persone. Alcune di loro mi fermano facendomi i complimenti ed è meraviglioso: tutto merito del mio messaggio, che non aspetta altro che essere inviato! Ecco perché consiglio a tutti questa esperienza, si ha subito un parere e un pensiero, senza filtri né maschere. Andrea che incontra Aven.

Grazie Aven per le tue risposte ^^

Se qualcuno vuole essere intervistato, mi scriva anche per mail 🙂

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3 risposte a "Interviste – Aven"

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  1. Ciao Aven, mi è piaciuto molto leggerti nei panni dell’intervistato, ho scoperto tante cose interessanti su di te che non sapevo (la doppia personalità ad esempio) e stranamente ho scoperto anche che alcune tue affermazioni mi trovano perfettamente d’accordo con te O_O
    Inoltre mi sono resa conto di quanti suoi scritti mi stia perdendo… devo rimediare e sicuramente prima o poi riuscirò…
    Comunque spero un giorno di riuscire a eguagliarti, sembri un moto perpetuo 😛
    Tanti complimenti anche ad Alice, bellissima intervista ^_^

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