History – Virginia Woolf, diplomatico abissino

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Nel 1906 fu inaugurata la corazzata HMS Dreadnought, la nave da guerra che diventò l’orgoglio e il vanto della Flotta britannica. Fu un grande investimento, ma possedeva la forza di fuoco più potente al mondo. Nella giornata del 7 Febbraio 1910, un telegramma giunse a Sir William May (comandante della nave) dal Foreign Office (Ministero degli Esteri): si annuncia la visita alla nave da parte di un gruppo di dignitari abissini (ovvero provenienti dall’Etiopia).

Si tratta, in realtà, di uno scherzo organizzato da Horace de Vere Cole, poeta irlandese famoso per le sue beffe. L’idea era quella di deridere la pomposità e la sicurezza eccessiva della marina inglese, fino a metterli in ridicolo davanti a tutta Londra. La Royal Navy (la marina militare inglese), ricevendo un telegramma falso dal Foreign Office, non sospetta di nulla e accoglie con premura i membri della casa reale.

I cinque coinvolti nello scherzo sono cinque amici di Cole, vestiti da principi africani. Cole si sarebbe travestito da un giovane rappresentante del Ministero degli Esteri, Anthony Buxton (un autore) da imperatore, Ducan Grant (pittore membro del Bloomsbury Group), Cecil Guy Rid (avvocato) e Virginia Stephen (nota poi come Virginia Woolf, la famosa scrittrice) facevano da entourage e infine Adrian Stephen (fratello di Viginia) da interprete. Horace Cole indossava solo un cappello a cilindro e un frac e Adrian Stephen una bombetta e una giacca, ma il resto dei burlatori si annerirono il volto e vestirono costumi dalla foggia orientali e turbanti, comprati da un costumista teatrale. Indossarono barbe e baffi falsi, inclusa la giovane ventottenne Virginia.

La nave fu esplorata in tutti i suoi dettagli ma la comunicazione con i reali abissini era ostacolata dal loro strano linguaggio. Parlavano infatti un’improvvisazione di greco, varie lingue e di un latino distorto, proveniente per lo più dall’Eneide. Famosa fu la frase “bunga, bunga”, ripetuta più volte dagli abissini e che l’interprete tradusse come espressione di grande meraviglia. Il colmo della burla si ebbe quando Virginia si presentò come il principe Mendéx, trasformazione del termine latino “mendax” (che significa, appunto, “bugiardo”). La visita si prolungò di un’ora e non furono scoperti, nonostante una pioggia improvvisa rischiò di rovinare il trucco sul volto. Furono anche invitati a pranzare ma, per paura di avere qualche incidente con le barbe e in generale di essere scoperti, rifiutarono. La scusa adottata fu che la famiglia reale poteva solamente cibarsi di piatti preparati in modo particolare.

Alcuni giorni dopo, Cole inviò ai principali giornali, la foto che ritraeva il gruppo in costume e il resoconto della loro beffa. La storia diventò di dominio pubblico e giunse persino in Parlamento. Gli ufficiali della marina furono quindi umiliati per strada a suono di “bunga bunga” e il tema diventò portante nella music-hall, lo spettacolo teatrale dal vivo tanto popolare in quegli anni.

Questo scherzo prese il nome di Dreadnought hoax (la beffa della Dreadnought).

Inizialmente la Royal Navy incaricò Scotland Yard di rintracciare i colpevoli (all’epoca sconosciuti) ma alla fine lasciò perdere, per paura di pubblicizzare ancora di più l’episodio.

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