Analisi su “1984” di George Orwell

1984

Copertina della Oscar Mondadori di “1984” di George Orwell

Scheda

Titolo: 1984

Autore: George Orwell

Prima edizione: 1949

Genere: Romanzo Distopico

Lingua originale: Inglese

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Quarta di Copertina

L’azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”. Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.

(Dalla quarta di copertina della “Oscar Mondadori”)

Analisi (Possibili Spoiler)

Il titolo è già indicativo di tutte le intenzioni di Orwell. Pubblicato nel 1949, “1984” nasce dall’inversione delle ultime due cifre del 1948, anno in cui iniziò a scrivere il romanzo. È significativo perché invertire è il primo passo per la creazione del suo mondo distorto, influenzato dal pessimismo della guerra e appesantito da tutta la pressione psicologica che gli uomini del tempo soffrivano. 1984 è un occhio su un futuro ipotetico e terribilmente controllato, chiuso e meccanico.

Il romanzo distopico nasce essenzialmente per due ragioni: contraddire i romanzi utopici ed esprimere il profondo pessimismo per il positivismo e per la situazione dell’Europa dopo la devastazione della prima e della seconda guerra mondiale. I romanzi utopici (“La Repubblica” di Platone, “Utopia” di More, “La città del sole” di Campanella o ancora “La nuova Atlantide” di Bacon e molti altri ancora) descrivono una società perfetta che con la desolazione dei dopoguerra non poteva più esistere nei pensieri e pareva sempre più lontana: la civiltà aveva subito un grave colpo indietro.

Con un’Europa in ginocchio e il mondo devastato da grandi potenze, che artigliano il popolo riducendolo in loro potere; il libro non può che presentare tre grandi potenze totalitarie (Oceania, Eurasia ed Estasia) impegnate a distruggersi tra di loro.

In Oceania, Londra è infestata in ogni dove dalla presenza del capo dell’unico partito: il Grande Fratello. Una losca figura quasi leggendaria (nessuno lo ha mai visto di persona) che riprende le fattezze fisiche di Stalin e Hitler, nonché i loro modelli di governo. Come può apparire se non è presente di persona? Il suo volto è ritratto su manifesti affissi ovunque: tutto è sotto la sua vista diretta.

Significativo è lo slogan del partito, scritto sotto i manifesti:

“La guerra è pace”

“La libertà è schiavitù”

“L’ignoranza è forza”

(Estratto dal libro 1984)

Quando lo lessi, all’inizio, persi completamente la testa per questo libro e lo trovai geniale. Queste parole sono perverse, contraddittorie ma acquistano purtroppo senso anche nella nostra società. Non è importante quanto ci venga buttata in faccia la verità, quanto il fatto che, a volte, queste diventano nostre realtà. Non voglio generare inutili complottismi, queste cose vanno sempre dosate nella giusta situazione.

Tutta la popolazione è controllata attraverso i teleschermi, una serie di telecamere abbinate a un televisore che devono sempre rimanere accesi. I teleschermi hanno una doppia funzione: controllano tutto e fanno propaganda. Orwell aveva visto lontano nel dire che la televisione era un ottimo mezzo per manipolare le coscienze e tenere a bada il popolo, impiantando nelle menti le parole e le idee che desiderava il partito. È un po’ il panem et circenses dei nostri giorni. Il popolo è diviso tra i membri del partito e i Prolet, che svolgono i lavori più umili e faticosi. Questi ultimi non sono controllati direttamente, se non attraverso una serie di provvedimenti per mettere a tacere i loro bisogni primari.

La genialità di Orwell si vede nella creazione dei vari ministeri: il ministero della Pace, presiede alla Guerra; il ministero dell’Amore alla Sicurezza, il mistero della Verità alla Propaganda e quello dell’Abbondanza all’Economia. Questo tipo di organizzazione sociale fa emergere subito una caratteristica fondamentale di tutte le tirannie del tempo (e non solo): il populismo. Il particolare fenomeno per cui il popolo si sente direttamente coinvolto e pensa di essere consapevole di tutto quello che accade. Cerco di spiegarmi meglio. Il Ministero della Pace ha in sé una bella parola e un bel valore ma porta alla guerra e perché? Perché sono le altre nazioni ad attaccare guerra, a provocarli, a invadere i loro spazi. È dunque logico che, senza guerra, non possa esserci pace.

Il ministero dell’Amore controlla tutto attraverso i teleschermi ed è dotata della psicopolizia per convertire “gli eretici” all’ideologia del partito. Il lavaggio del cervello è tale che persino i figli possono denunciare i genitori alla psicopolizia per dimostrarsi cittadini modello, alla faccia dell’amore: esso decade per l’espressione “il nostro dovere verso il Partito” e non verso i propri cari o le persone amate. Sembra strano? Basta studiare un po’ la storia per rendersi conto che non è così strano. Basti pensare al periodo della peste (tutti denunciavano tutti) o alla caccia alle streghe (sotto tortura si poteva accusare qualsiasi persona pur di poter morire). Avrei potuto prendere esempi più recenti, ma penso siano di per sé abbastanza esplicativi.

Il mistero della Verità si occupa della propaganda e della divulgazione della verità. Quale verità? Quella che desidera raccontare il partito. Interi uffici si occupano di mutare libri e giornali pur di mostrare sempre la verità e la ragione del partito. Vengono così mutate le informazioni reali del fronte (un evento negativo diventa positivo), le alleanze (gli stati tra di loro compiono sempre alleanze, per poi ritornare in guerra e si è sempre pronti a rovesciare i propri nemici o i propri alleati) e così come tutti gli avvenimenti; si elimina ogni contraddizione che possa nuocere al partito.

Diventano quindi vere le affermazioni “la menzogna diventa verità e passa alla storia”, “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”, se il partito riesce a controllare il passato e lo manipola allora può continuare a vivere. Persino scrivere un racconto o una poesia è proibito, tanto che l’arte è lasciata in mano a delle macchine.

Persino tenere un diario è proibito: riporterebbe delle memorie che il partito potrebbe desiderare di voler manipolare e non potrebbe farlo. Tutti i documenti “colpevoli” vengono prontamente eliminati nei buchi della memoria.

Anche la lingua è un mezzo potente che Orwell sfrutta. La Neolingua è il nuovo linguaggio usato, plasmato per ridurre i termini a sterili concetti che non permettono la formulazione di idee all’individuo. Ogni parola che sa di rivolta, di libertà e di individualità viene soppiantata e sostituita da “psicoreato”, tanto che non solo non è più possibile pensare ma diventa addirittura reato. È quindi impossibile rivoltarsi alle regole del regime e pensare a una rivoluzione, perché si perderebbe il suo significato intimo: nessuno potrebbe spiegarlo né provarlo.


È semplice ma dannatamente geniale. Orwell ha saputo inquadrare perfettamente il tempo e bisogna inchinarsi davanti un tale genio. 1984 è una forte accusa a quei regimi totalitari che fingevano di assecondare la felicità del popolo per ottenere solo consenso, fino a schiacciare l’individualità e incoraggiare quella che era la società di massa. 1984 ha raggiunto lo scopo di plasmare la realtà per eliminare la libertà e i sogni degli uomini, eliminando la sua personalità e umanità.

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5 risposte a "Analisi su “1984” di George Orwell"

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