Recensione su “The Dreamers – I sognatori” di Bernardo Bertolucci

The Dreamers – I Sognatori

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Informazioni Generali

Titolo: The Dreamers – I sognatori
Regia: Bernardo Bertolucci
Genere: Drammatico, Erotico
Anno: 2003
Durata:  109 minuti

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Interpreti

  • Matthew: Michael Pitt
  • Isabelle: Eva Green
  • Théo: Louis Garrel
  • Patrick: Florian Cadiou
  • Padre: Robin Renucci
  • Madre: Anna Chancellor

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Trama

Nella primavera del 1968, il giovane americano Matthew si trasferisce a Parigi per studiare il francese. Avendo difficoltà a socializzare, a causa della lingua, Matthew si rifugia nel cinema e si lascia trasportare in un’altra dimensione con nuove regole.

Un giorno, durante l’occupazione della Cinémathèque française, Matthew incontra Isabelle. La ragazza presenta subito Matthew alla sua famiglia e al fratello gemello Théo. Si va creando un legame sempre più profondo fino a quando i due fratelli invitano Matthew a trascorrere il tempo a casa loro, dato che i loro genitori saranno assenti per lavoro.

Stando con i due gemelli, Matthew si ritrova catapultato in una realtà distorta, fatta di deliri erotici, penitenze e giochi perversi in cui scopre anche un’intimità fra i due fratelli che sfocia nell’incesto. Lentamente il loro rapporto si evolve in un ménage à trois, anche se prima o poi la realtà tornerà a svegliare i sognatori…

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Considerazioni Personali

Ho visto questo film un bel po’ di tempo fa e parlarne non è facile. Nel vederlo sono stata investita da una serie di emozioni contrastanti che non riuscivo a razionalizzare né tantomeno a mettere per iscritto.

E’ un film molto particolare e ho avuto bisogno di un po’ di riflessione per interiorizzarlo. Il titolo del film inizia a darci sicuramente un’importante chiave di lettura dell’opera. Chi sono i sognatori? Sono persone che appunto sognano. Il sogno è confuso e al contempo liberatorio perché ci libera dai tabù che la società ci impone e finiamo per crearci regole nuove che corrispondono agli istinti più sopiti. Sicuramente il più grande divieto è quello sessuale. Se Théo e Isabelle sono ormai disinibiti e non provano più vergogna per ciò che ritengono normale, Matthew rappresenta ancora la titubanza e la vergogna di avvicinarsi a un mondo che lo attrae ma al contempo lo spaventa. I sognatori vivono di ideali e a un tratto è inevitabile uno scontro con la realtà. Lo sfondo della primavera del ‘68 e la rivolta degli studenti serve perfettamente allo scopo. Nel momento centrale del film, i tre si isolano dal mondo per lasciar fluire quella realtà distorta di cui vivono. Non ci è estraneo fin dall’inizio del film l’interesse per il cinema e per la rivoluzione. A un certo punto il sogno deve infrangersi, bisogna fare i conti con la realtà circostante e bisogna decidere che posto prendere nella quotidianità di tutti i giorni; se lottare per qualcosa di astratto o rassegnarsi a ciò che li circonda. E’ un discorso che un po’ può essere riassunto in un discorso del film “I poeti non firmano petizione, i poeti firmano poesie”. Si dibatte a lungo sulla funzione che deve avere un sognatore o un artista: deve agire o deve rimanere solo passivo nel suo modo di vedere le cose?

Il cinema è ciò che avvicina tra loro i giovani e non può che ricoprire un’importanza fondamentale. Il film dopotutto rappresenta una realtà che può essere vera ma può anche essere sogno. Si innescano una serie di parallelismi in cui i protagonisti citano e vogliono imitare film a loro conosciuti e anche in questo consiste il tema del sogno. Quante volte ci ritroviamo a voler vivere una “scena da film”? Loro la ricreano, la inventano nel loro mondo isolato dove non devono preoccuparsi di lavorare o di studiare o qualsiasi altra attività che non sia solo vivere. I giorni si susseguono veloci, il tempo non sembra esistere. Forse neanche il sogno è una vera vita, è solo un bozzolo in cui tutto rimane sospeso e nulla pare vero. Anche se accade qualcosa che avremo desiderato nella realtà, rimane il dubbio che sia avvenuto davvero. E, come ho già detto prima, si è consapevoli che una volta addormentati, è necessario risvegliarsi e spesso ci lasciamo dietro di noi una profonda amarezza perché quello che si ha avuto è come se non si fosse mai ottenuto. In fondo si innesca un profondo quesito esistenziale che il film stesso non sa risolverci.

Vi lascio il trailer ^^

 

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