Recensione su “Otello” di Carmelo Bene

Otello

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Informazioni Generali

Titolo: Otello o la Deficienza della Donna
Regia: Carmelo Bene
Tratto da: Otello di William Shakespeare
Spettacolo teatrale del 1979 (è stato ripreso ed è quindi possibile rivederlo, reso pubblico nel 2001)

Interpreti

  • Otello: Carmelo Bene
  • Desdemona: Michela Martini
  • Iago: Cosimo Cinieri
  • Cassio/Brabanzio/Lodovico: Cesare Dell’Aguzzo
  • Roderigo: Beatrice Giorgi
  • Emilia/Bianca: Rossella Bomida

    Trama

Ispirandosi alla nota tragedia di Shakespeare,  Carmelo Bene ripercorre il dramma, utilizzando il suo stile teatrale e stravolgendo le tecniche del teatro elisabettiano, dando vita a qualcosa di nuovo.
Otello viene nominato Capitano delle guardie del Doge e la sua fortuna militare e in amore porta all’invidia di Iago, che decide di manovrare una serie di inganni.

Considerazioni Personali

La mia è giusto un’impressione, senza conoscere molto la figura di Carmelo Bene in generale. Mi permetto di fare una mia riflessione personale su quello che ho visto, senza pensare molto su chi sia il personaggio in questione e sul suo teatro, apprezzandolo più in versione “cinematografica” dato che è questa la funzione in cui l’ho visto e non saprei come potrebbe apparire il suo teatro dal vivo.
Prima di tutto non credo di averlo capito tutto e lo rivedrò più in là. Mi è piaciuto anche se è molto particolare e all’inizio è stato un po’ faticoso abituarmi allo stile di Carmelo Bene, credo di aver capito di più quando mi sono abituata al suo linguaggio.
Prima di tutto ho amato che mescoli molte battute di Otello (me lo ricordavo bene avendolo letto da poco) con delle sue rielaborazioni. Temo sia essenziale una rilettura del dramma prima di poter vedere questa versione. A differenza dell’Amleto di Zeffirelli (che ho iniziato e mai finito) è veloce (cioè comunque dura un’ora) e molto intenso dato che condensa una tragedia intricata in un tempo/intensità molto efficace. Mi è piaciuta l’idea di rappresentare un Otello più “passionale”. Passionale nel senso che da più spazio al dramma interiore ed è anche molto esaltato.
Anche il trucco nero secondo me è geniale. E’ che passa a contaminare, a mutare e penso di doverlo capire ancora bene.
L’entrata di Desdemona è molto a effetto con il canto “io amo anche quando mi fa del male” che è un po’ l’essenza del personaggio. Ho fatto molto caso al canto che ritorna nelle “eroine” shakesperianee segna l’apice alla fine della rappresentazione.
Iago assume un ruolo quasi secondario. Il dramma è più di Otello che suo, rispetto alla tragedia l’ho trovato più come un’eco dell’invidia e secondo me ha dato l’effetto di far sentire poi il “rimbombo” della gelosia e del dramma interiore di Otello che è stato molto molto sottolineato
La musica semplice accompagnava i momenti di tensione per lasciare silenzio nei momenti più profondi della consapevolezza dei personaggi, era molto efficace.
Anche il rappresentare le donne sempre nude ha un suo significato. Soprattutto mi ha colpito molto vedere Desdemona affannata con il vestito, nel contesto assume un significato molto particolare: penso che voglia nascondere la sua nudità/purezza con un abito adatto ma non mi soddisfa completamente come spiegazione. Anche l’importanza dei fazzoletti è geniale.
Il rapporto Iago/Otello è piena di parallelismi. Ad esempio, Iago inizialmente si chiede perchè si sia sposato ed Emilia gli fascia la testa quando sente dei capogiri. Dopo è girata una scena identica con Otello.
Ho amato anche la scelta della collocazione delle scene, ad esempio Desdemona è sempre rappresentata su quel letto, anche quando arriva il messo da Venezia con la lettera a Otello: Desdemona sembra una bambola, completamente soggetta al suo uomo.
Non dovrete neanche aspettarvi il finale Shakesperiano, la trama segue un suo perchè, con un’interpretazione profondamente diversa.

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6 thoughts on “Recensione su “Otello” di Carmelo Bene

  1. Mi hai incuriosito… A scuola ho studiato Shakespeare in una maniera un po’ sui generis; ad ogni modo, se conosco un minimo la trama della tragedia di Amleto, non conosco granché bene quella di Otello; dovrei farmi una cultura shakespeariana… Buona serata. 🙂

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