Analisi su “La Lettera Scarlatta” di Nathaniel Hawthorne

La Lettera Scarlatta

Identikit

Titolo: La Lettera Scarlatta
 Titolo Originale: The Scarlet Letter
 Autore: Nathaniel Hawthorne
 1° Edizione: 1850
 Paese d’Origine: Flag of the United States of America Stati Uniti
 Lingua Originale: Inglese
 Genere: Storico

Particolarità e critiche dell’epoca&Analisi dei Temi 

Essenziale, per inquadrare questo romanzo, è il contesto storico. Il suo grande successo è legato soprattutto per l’aver creato una prima tradizione dell’America che si andasse a distaccare dalla madrepatria ed esaminasse i nuovi costumi dei puritani che con la Mayflower nel XVII secolo colonizzavano la nuova Inghilterra. Si va quindi a sciogliere da una cultura inglese precedente, che aveva sempre contaminato la letteratura degli Stati Uniti, per iniziare a creare una nuova cultura e indipendenza di questo Stato. Si costruisce un nuovo stile, un nuovo linguaggio, nuovi temi (concordanti con quelli che erano i reali problemi dell’America) e creare anche prototipi che già si andavano a stabilizzare nella società. E’ qualcosa che andava ad appartenere solo all’America e che iniziava a costruirne il patrimonio culturale.
Come Manzoni per il romanzo storico italiano (e l’avvento di una propria identità nazionale che andava a unificare l’Italia e a esortarlo a liberarsi dall’oppressore) Hawthorne usa lo stesso stratagemma – molto in voga all’epoca: quello di fingere un ritrovamento di documenti e carte con la storia di Prynne. Questo parte sicuramente da una vicenda autobiografica dato che lo scrittore aveva lavorato nella dogana di Salem (e infatti vi è una lunga descrizione nel capitolo iniziale.) Interessante è però l’interazione che esiste tra scrittore e queste carte mute. E’ come se inserisse una relazione intima che anima e da’ sentimento a quello che è scritto.  Al toccare la lettera ricamata della condanna prova un calore bruciante, come se quello non fosse semplice stoffa ma ferro arroventato diventato rosso. Hester Prynne è infatti colpevole di adulterio e rifiuta di rivelare il colpevole, prendendo la pena sopra di sè e portando ricamata sul vestito questa lettera A che indica il suo peccato e la fa additare da tutti. Inizia quindi questa vita di dignità e pentimento quando tutti la indicano e la giudicano e difficilmente le danno la possibilità di riscattarsi completamente (tanto che vive lontano dalla città e fa lavori umili.)
Il tema del libro non era certo facile e andava a criticare pesantemente la società puritana. La critica si andò quindi ad accanire contro questo autore che aveva dato novità e che aveva incentrato il suo racconto su un adulterio, ciò che faceva fremere non solo la comunità puritana ma in fondo tutta la società del tempo che si basava sul matrimonio. Per quanto gli adulteri fossero all’ordine del giorno si continuava a considerarlo un tabù e di certo non era un considerato un libro per la “società per bene”. Molti amici e critici lo accusarono persino di non comprendere la cristianità e i suoi valori, o ancora non comprendevano il suo modo di narrare e di descrivere le vicende.
Solo nel 20esimo secolo lo scrittore D.H. Lawrence elogiò l’opera come il lavoro perfetto dell’immaginazione americana e anche Henry James stesso si complimentò definendola straordinaria e capace di elevare i suoi concetti a un alto grado di purezza. Viene continuato a leggere ancora oggi per la sua profondità filosofica e psicologica.
La liberalità di Hawthorne (era comunque un whig) si fa sentire in questa sua critica pungente che già preannunciava una società nel cambiamento. Influenzato dai racconti della generazione precedente, lo scrittore ben sapeva come le adultere in realtà fossero uccise e di come la pena si fosse attutita portando sul petto delle A rosse per tutta la vita. Era qualcosa che piano piano si stava modificando eppure la civiltà permeante era quella e lo scrittore con la sua mentalità molto aperta era intenzionato, se non a cambiare le cose, almeno di criticarle e metterle alla berlina. Come vi mette i suoi personaggi, ed è quello che mostra a un pubblico,  cercando di impersonarsi in questa donna sola e stanca.
Il patibolo iniziale diventa un espediente quasi teatrale, un punto fermo che contempla chi osserva e chi è osservato. Già inizialmente si fa chiara la duplicità di questa visione globale che lo scrittore vuole regalare al pubblico. E’ sicuramente provocante nel descrivere una società multiforme, camaleontica perchè pronta subito ad additare e cambiare opinione sui personaggi, in base a quello che si pensa sulla loro rispettabilità. Inizia quindi un gioco di prospettiva in cui i puritani guardano male, indicano, giudicano e sentenziano la donna che ha tradito ma che non riescono a riconoscere nella società l’uomo che ha tradito e lo continuano a elogiare come segno di virtù. Amo questo messaggio sottile e pungente che l’autore ha costruito e di rappresentare una società fragile, pettegola e maligna. E spero anche di intravederci una sorta di femminismo. Forse è sbagliato, forse no ma amo vedere Hester come una persona forte, che combatte per ottenere il vero amore (e non quello del marito, che pure aveva le sue colpe). Hester è una donna che ha preso su di sè tutte le responsabilità di questa vita e cresce sua figlia sperando di avere per lei qualcosa di migliore. Hester si china alla società e non scosta lo sguardo nel portare stampata la sua condanna, cambia, capisce il suo errore ma rimane in lei come una fiamma che le da’ molto carattere e lo rende un personaggio davvero solido, interessante e affascinante. Una donna che non mostra la sua sofferenza ma che l’autore è abile a mostrare con la sua introspezione e piano piano ci offre uno scorcio delle sue pene senza dimenticarsi di descrivere la sua apparente impassibilità, la sua calma e la sua penitenza. Lei ricama d’oro la sua lettera, come se ricamasse sul suo dolore e sul suo errore la sua nuova persona e se non lo porta con fierezza, lo porta almeno con dignità perchè non si sente colpevole di quello che dice la gente. Lei è stata adultera per amore, amore che non ha mai sentito dal marito e non per colpe peccaminose e di lussuria che le altre le incolpano.
Il suo non è nemmeno un percorso statico, è un personaggio che ci viene presentato in tutta la sua fragilità e in tutta la sua forza e deve imparare ad affrontare questa nuova situazione, cercando di rinnegare anche il sentimento che l’ha portata a comportarsi in questo modo. E a contrastare vi è sempre quella massa pronta a puntare il dito e accusarla, di ricordare la morale e di trattarla con una falsa compassione, come se ormai non fosse più degna di perdono. E’ attraverso tutto questo che lo scrittore esplora la grazia, la legalità e il peccato.
La storia di Hester può essere associata sicuramente a quella di Eva. Il peccato diventa un modo per acquisire la conoscenza, in questo caso la conoscenza del peccato stesso, dell’immoralità ma è anche motivo di isolamento e sofferenza. Il peccato diventa il modo in cui Hester si allontana da una società ipocrita e falsa e ottiene una vera indipendenza da una società opprimente che ormai non la considera più un elemento essenziale del suo funzionamento ma solo un esempio da criticare, per non portare gli altri sulla via della perdizione. Aperti gli occhi, lei ha davvero la possibilità di considerare questa società per i suoi molti sbagli e pregiudizi e appunto avere uno sguardo nuovo e aperto sul mondo, non dimenticandosi di aiutare chi la circonda.
Grazie a tutto questo smonta la società morale puritana che tende ad avere pregiudizi, giudizi e chiacchiere capaci di far del male al prossimo per l’eccessivo fanatismo dei loro pensieri, fino a cadere in giudizi ancora legati a forze diaboliche e le streghe medievali, e infatti i puritani erano conosciuti per condanne davvero molto dure.
Lo scrittore riesce a descrivere tutte queste problematiche senza risultare pesante, grazie al fatto che crea un ambientazione in cui il realistico e il sogno si incontrano e paiono confondere le loro nature e i loro confini e permette all’autore di non risultare pesante ma comunque di indagare moltissimi temi che altrimenti non avrebbe potuto esaminare. In questa critica si aiuta anche dalle descrizioni di una natura pacifica e colorata che contrasta con l’austerità e rigidità dei Puritani.
Dimmesdal anche viene dotato di una umanità spaventosa. E’ conosciuto per i suoi famosissimi sermoni e questo solo perchè le sue sono più che vuote parole. Quelle parole sono l’eco del peccato che ha provato e ha  dovuto sopportare. E’ considerato santo e senza che la gente lo sappia, lo è solo perchè lui per primo ha attraversato il ciclo umano della colpa e dell’immoralità. La sua Caduta lo rendono un personaggio dannato, anche se di certo non come i suoi contemporanei romantici, e la sua purezza e santità sfociano invece nella corruzione del suo animo macchiato, è tutto questo che lo rende un personaggio sfaccettato. Eppure non ammette mai la sua colpa ed è condannato a covare la sua disgrazia insieme al suo cammino interiore che finiscono per ammalarlo e farlo star male e quasi invidia Hester che vive alla luce del sole la sua pesante pena. E’ interessante anche come lui sia considerato lo specchio della purezza dalla gente quando è il primo peccatore e di come tutti siano troppo concentrati a screditare Hester per guardare altro al di là di una persona.
L’aspetto di Chillingworth invece, subendo l’influenza della fisiognomica, sta a simboleggiare l’interiorità del suo animo, protabile l’influenza di Edgar Allan Poe, morto un anno prima, e che Hawthorne stesso diceva di ammirare. Questa spiritualità che si concretizza nella materialità trova spunto anche in Dimmesdal il cui tormento interiore si manifesta in una malattia.

Biografia dell’Autore

Nathaniel Hawthorne nacque il 4 luglio 1804 a Salem. Fu il secondogenito della famiglia Hathorne ma per capire il processo che portò lo scrittore a cambiare nome, bisogna iniziare dalla storia dei suoi antenati. William Hathorne fu il primo della famiglia a giungere nelle colonie dall’Inghilterra nel 1630. Suo figlio fu uno dei giudici del processo alle streghe di Salem in cui moltissime persone furono uccise e imprigionate. Lo scrittore, aperto mentalmente, aggiunse una “w” nel suo cognome, per distanziarsi moralmente e ideologicamente dalle azioni del suo avo e questo atteggiamento già può spiegare la sua posizione verso la società puritana esaminata nel libro.
Quando Hawthorne aveva solo quattro anni, nel 1808 il padre morì di febbre gialla e 10 anni dopo la madre si trasferì, portando con sè i tre figli, nel Maine. Hawthorne passò molto tempo a stretto contatto con quelle terre vergini ma dopo un anno ritornò a Salem per iniziare gli studi superiori.
Dal 1821 al 1824 frequentò il Bowdoin College nel Maine e conobbe vari compagni (come il futuro presidente Pierce o il futuro governatore del Maryland Bridge). Nel 1825, ottenuta la laurea, fece ritorno a Salem.
Nel 1836 divenne redattore dell’American Magazine of Useful and Entertaining Knowledge di Boston, rimanendo 6 mesi e nel 1837 scrisse i “Racconti narrati due volte”.
Nel 1839 lavorò alla Dogana di Boston e dopo un periodo trascorso nella Brook Farm (comunità trascendentalista), la abbandonò decidendo di sposare Sophia Peabody.
Nel 1846 Hawthorne divenne supervisore alla Dogana di Salem, soggetto allo “spoils system”, molto comune negli Stati Uniti. Proprio a causa di questo sistema, le simpatie democratiche e liberali dello scrittori gli fecero perdere il lavoro e questa esperienza viene accennata nel capitolo iniziale di “La lettera scarlatta”, pubblicato nel 1850, e che il suo enorme successo lo portò a vivere solo con i ricavi della scrittura.
Nel 1850 conobbe lo scrittore Herman Melville, autore di Moby Dick, che lo paragonò a Shakespeare e dimostrerà la sua ammirazione dedicandogli il suo romanzo.
Nel 1853 divenne console a Liverpool grazie al suo aiuto nella campagna elettorale di Pierce in cui redasse una biografia. Finito l’incarico viaggiò in Francia e in Italia ma la salute malferma gli impedì di continuare a viaggiare e di terminare altre opere letterarie, morì nel 1864.

Trama Senza Anticipazioni

Nel 1642 a Boston, Hester si ritrova sul patibolo a sottostare allo sguardo rovente di una società ignorante, superstiziosa e bigotta. Alcune donne, guardandola con disgusto per il suo peccato di adulterio, vorrebbero addirittura che sia uccisa, dato che quella era la pena fissata per quella colpa. Hester pare impassibile, lontana a pensare ad altro, mentre tiene tra le braccia la sua bambina, Pearl e al contempo sembra pesare sotto il peso di una lettera A scarlatta cucita sul suo petto (A per Adultera). Dopo una terribile umiliazione e un processo stancante, in cui lei non ha mai rivelato il nome di chi le ha rapito il cuore e l’onore, è costretta a subire tutto questo. Inoltre Hester è una donna sposata  con un marito ormai assente da anni in città e che probabilmente è morto o l’ha abbandonata.
Ma proprio il giorno della sua condanna, il marito di Hester (che nessuno riconosce se non la stessa Hester) fa ritorno in città dopo una lunga prigionia dai pellirossa. Hester non vuole rivelare nemmeno al marito il nome del padre di Pearl e così lui decide di continuare le sue indagini prendendo il nome di Roger Chillingworth e fingendosi un medico, in modo da poter entrare nella società e cercare da vicino l’uomo per entrarci in confidenza e per portare avanti la sua vendetta.

 

 

Se vi è piaciuto l’articolo, acquistate il mio libro Qui

 

Annunci

13 thoughts on “Analisi su “La Lettera Scarlatta” di Nathaniel Hawthorne

      1. Silone con Fontamara, ma che mi piacque veramente tanto e Il fu Mattia Pascal, che invece era obbligato da leggere in un determinato periodo di tempo e la cosa m’infastidì non poco… Anche se era un mese il tempo, però non mi piace che siano gli altri a darmi i tempi! Per il resto i miei prof al liceo non ci hanno mai obbligato a leggere o quando obbligavano io avevo già letto da sola XD tu ne hai qualcuno?

        Liked by 1 persona

      2. Fontamara ancora non l’ho letto ma è in lista…. Il fu Mattia Pascal lo adoro ❤
        Guarda ti dirò da questo punto di vista sono fortunata: leggo molto velocemente quindi i tempi non mi hanno mai stressata. Anche per i gusti sono molto versatile e leggo di tutto… detesto Cuore anche se non mi ricordo perchè

        Liked by 1 persona

  1. Bellissima ^^ Ho adorato questo libro! Mi è piaciuto molto il paragone della vicenda di Hester con la figura di Eva, del suo peccato come il mezzo con cui acquisisce conoscenza. Mi è piaciuto rileggere della figura di Dimmesdal, della malattia quasi conseguenza del peccato e ancora di più mi piace pensare al suo sentimento di invidia nei confronti di Hester, che anche se con estrema difficoltà vive ciò che ha fatto e le conseguenze alla luce del sole. Ai miei occhi questa invidia dà un pò di giustizia ad Hester. Certo, è una magrissima consolazione, però… Un bacione

    Liked by 1 persona

    1. Sì magrissima consolazione! Ma non mi ricordo se più o meno velatamente (credo più… ma avendo letto un bel po’ d i tempo fa il libro non ho ricordi lucidissimi) Dimmesdal dice proprio di invidiare Hester ed è una cosa che mi ha colpita molto

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...