Musica Preistorica

Dopo il mio piccolo post di introduzione sulla musica, inizio a parlarvi delle origini storiche in diversi post.
Ma prima di tutto a quando dobbiamo far risalire le origini della musica?
Il problema della determinazione della nascita della musica non è solo legata alle poche fonti che abbiamo del periodo primitivo, ma soprattutto della definizione che si sceglie di adottare su cosa sia la musica. Per un rigore e ordine regolato di suoni dobbiamo aspettare l’antica Grecia. Se invece per musica intendiamo una produzione di suoni e un intento di suscitare emozioni, utilizzando l’intenzionalità in senso fenomenologico (cioè quando il pensiero è rivolto a un oggetto, anche con l’utilizzo di primi strumenti musicali), si forma tutt’altra ipotesi.
L’origine della musica si intreccia e sprofonda negli abissi dell’albore dell’umanità, come se musica e uomo fossero nati in un unico corpo. Come tutte le cose perse in un’epoca primitiva, abbiamo informazioni sfumate e perse nell’orizzonte, di cui possiamo azzardare ipotesi anche in base ai gruppi odierni di civiltà primitive (aborigeni australiani, alcune comunità africane…) o da ritrovamenti in osso e in pietra, ritenuti strumenti musicali, come ad esempio gli zufoli magdaleniani o i litofoni neolitici scoperti in Vietnam.
Possiamo supporre che tra i 60.000 e i 30.000 anni fa, forse in Africa da dove gli uomini si sarebbero sparsi per tutto il globo, gli uomini iniziarono a concepire le prime forme di pittura, oreficeria, a mostrare un sentimento verso il prossimo seppellendo i morti e possiamo supporre che con questo emergere di intenzionalità, la musica dovrebbe essere nata nello stesso periodo. Eppure è una data molto vasta e incerta. Recenti scoperte fanno credere che la musica sia stata utilizzata molto prima di quanto sospettato e forse anche da una razza umana diversa dalla nostra. Sono stati trovati anche fischietti primitivi, capaci di emettere una singola nota (datati forse 100.00 anni fa, sono stati dissotterrati in Libia) o un flauto, che poteva produrre quattro note, creato da un osso di un giovane orso è stato trovato nel 1995 in una grotta in Slovenia, abitata 45.000 anni fa dai Neanderthal. Ovviamente però non siamo in grado di dire con certezza che i primitivi suonassero.
La musica può essere rintracciata in tutte le culture, in luoghi  e tempi di società che ancora non si conoscevano. E’ inevitabile quindi dire, guardando la storia dell’uomo, che la musica in una sorta di evoluzionismo Darwiniano ne ha assecondato i pensieri, lo stile di vita, i modi di fare…
La musica, che noi lo vogliamo o no, fa parte della nostra vita quotidiana, basta pensare al semplice fatto che non esiste un silenzio assoluto. Proprio per questo la natura doveva già dare non pochi spunti, come il vento contro le foglie degli alberi o gli archi tesi o ancora la voce umana capace di raggiungere varie note. Come gran parte dei fenomeni umani, nacque probabilmente per scopi sociali ben precisi. Ipoteticamente parlando, la musica in sé è nata più o meno durante i primi istanti della vita dell’uomo, appena esso scoprì la possibilità di produrre rumori nel semplice sbattere ossa contro pietre, per poi trasformare i rumori in veri e propri suoni ideando meccanismi un po’ più complessi, magari accostando pietre di dimensioni e massa diverse una accanto all’altra e battendole in successione con un bastone o un osso e producendo così veri suoni di tonalità differenti e, per tanto,”melodie primordiali” che si sarebbero man mano evolute assieme all’uomo, andando a creare ciò che ora chiamiamo musica.
Nelle società primitive, la musica aveva sicuramente un significato che includeva il rituale, la danza e credenze sciamaniche.
Probabilmente la danza e la musica (come i graffiti) avevano una funzione rituale. Rituale per propiziare la caccia, un’unione o un rito di passaggio ancora tanto utilizzate in alcune comunità che esistono ancora oggi. Inoltre la musica, forse, era il modo per riprodurre i suoni della Natura, questa tremenda etintà con cui si trovavano a combattere e assecondare ogni giorno, coinvolti pienamente in quel ritmo incessante per poter tentare di trovare un metodo per domare o quanto meno assecondare a proprio vantaggio la sua potenza. Forse la musica era un modo per comunicare, quando già si iniziava a creare una lingua, e perdendosi in un ritmo di movimenti si creava uno stato di estasi per cui si andava poi a trovare un accordo e creare le prime comunità di individui. Era un metodo per vivere insieme e stabilire una connessione legata al sentimento ferino, quindi possiamo ipotizzare anche una funzione ludica.
Il ritmo è fondamentale per la danza e la forte presenza soprattutto di percussioni nella musica che possiamo ricostruire degli uomini primitivi possiamo indovinare questo elemento per imitareil cuore che batte battendo le mani o i piedi, il ritmo del passo o del galoppo o magari emettendo suoni per manifestare qualcosa. Anche per la relativa facilità di costruzioni probabilmente sono stati costruiti per prima le percussioni, fra cui spicca il tamburo a fessura.
Ma battendo il ritmo di certo si poteva accompagnare la danza con un motivetto cantato e proprio per questo è probabile che la danza e la musica  si congiungessero nel rituale, per unire tutte le voci di una comunità in una singola attività, avvolgendo in un legame ancora più stretto i cuori di questi uomini che cercano di fidarsi l’uno dell’altro, di unirsi e sopravvivere all’ostilità della natura.
Dal punto di vista psicologico, la questione dell’origine della musica è spinosa. Sicuramente genera un’evoluzione e un nuovo stato di coscienza per l’uomo. Vi è probabilmente una sorta di risveglio dei sensi in cui magari la musica serviva ad attirare il proprio compagno o per la sopravvivenza dove appunto un gruppo più unito poteva resistere più a lungo in un luogo selvaggio pieno di pericoli, facendoli sentire parte di un’insieme che si doveva sostenere a vicenda.
Un altra possibile origine della musica è il cosidetto maternese, ovvero il linguaggio che le madri adottano con i bambini. La semplicità e quindi la linearità dell’affetto conferiscono una melodia dolce, con schemi precisi per comunicare qualcosa di specifico e vi è qualcosa di molto simile alla musica. E’ un modo per rafforzare il legame madre-bambino e apprendere un linguaggio e tutte queste funzioni possono essere replicate per un uomo primitivo che aveva l’urgenza di rafforzare i legami, esprimere la sensibilità che accresceva dentro di lui in confronto a quello che lo circondava e un modo per stabilire una comunicazione.
Maternese quindi è un linguaggio universale che istintivamente è stato usato da madri e bambini e tutto il mondo ha espressioni, movenze e cambi di espressioni molto simili (tonalità diverse di voce, gesti, frasi più semplici…) probabilmente questa universalità può essere spiegata dalla situazione biologica ed evoluzionistica. che gli umani hanno vissuto, ma anche questa è solo un’ipotesi. Ma ad avvalorare questa ipotesi vi è anche un fatto molto interessante. I bambini umani sono in grado 20 settimane prima della nascita di percepire suoni e movimenti, cosa che nessun altro animale sa fare, e questo fatto va ad avvalorare la teoria, dato che sono in grado di ricordare e imparare schemi sonori (battito del cuore, voce, passi…) e adattarli poi quando si troveranno all’esterno. Se questa teoria è vera si comprenderebbe il collegamento tra la musica e l’emozionalità.
Per stasera è tutto, spero sia stato interessante ^^

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8 thoughts on “Musica Preistorica

  1. Se tu pensi che la musica nasce prima della parola, nelle varie comunità tribali primitive, fa capire che è un qualcosa che ci ha sempre accompagnati fin dall’inizio. Ho scritto due post sulla black music. Se ti interessa leggi!

    Ciao!

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  2. Mi pare a Matera o comunque in zone di Basilicata o di Puglia, ti spiegano come funzionano i fischietti in pietra che vengono ancora oggi riprodotti, ormai come suvenir, ma che un tempo venivano utilizzati nel folklore ed erano ispirati proprio a questi fischietti preistorici! Del maternese avevo letto anch’io, perché è una cosa davvero interessantissima!
    Ah! Anche le campane sono una cosa abbastanza antica, in Cina erano usatissime!

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  3. Post bellissimo.
    Ho sempre creduto che la musica sia nata con l’uomo…l’orecchio umano, credo, abbia percepito i suoni prima di ogni cosa, anche il silenzio riesce a scaturire emozioni da trasportare in suono, ecco l’uomo primitivo credo abbia sentito anche questa esigenza.

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