Recensione “Avevamo solo Undici Anni” di Baldassarre da Olonetta

Avevamo solo undici anni

Identikit

Titolo: Avevamo solo undici anni

Autore: Baldassarre da Olonetta

Genere: Mistero, Thriller

E-Book: Amazon

Trama

Una storia dimenticata nel tempo. L’ombra di tre ragazzini imbrigliata nella fissità del terrore. Spettri immobili che attendono di essere raccontati per liberarsi da un incubo. Uno solo di loro oggi ha la possibilità di rendere la verità e liberare quelle anime.

Recensione

A cosa possono portare la paura e l’orgoglio? In questo scritto si studia la psicologia dei ragazzi, delle prime bande e il desiderio dei giovani di osare per dimostrare di essere entrati a far parte del mondo degli adulti, spesso finendo a fare atti sciocchi. Finendo per superare le paure stesse degli adulti e i divieti che si impongono (non distinguendo le “regole di buonsenso” da quelle magari imposte dalla società.) A volte l’uomo credo abbia poca coscienza e prudenza di quello che gli possa accadere. A volte pensa che il pericolo esista solo per gli altri, non riesce ad avere un freno pur di dimostrarsi migliori e non prudenti, spesso scambiata per viltà. Trovo che sia stato ben analizzato il punto di vista dei giovani, anche utilizzando un lessico basso per mettere in evidenza lo slang dei ragazzi e la leggerezza con cui spesso trattano dei problemi. Ho trovato in un certo senso accogliente lo stile diaristico – quasi di confessionale e l’unico modo del protagonista per esprimere quello che lo ha visto coinvolto. Dico accogliente perché permette di entrare subito in intimità con il narratore, seguire i suoi aggiornamenti e si lascia cullare dalle sue parole, credendolo in modo incondizionato. Qualcosa di positivo per quello che accadrà e per la suspense di certi punti. Una storia semplice ma intrisa di un problema che conosciamo ma non poniamo freno, anche se devo ammettere che non mi ha fatto impazzire lo stile. Intimo, confessionale ma se sfruttato meglio sarebbe potuto essere molto più coinvolgente e più realistico. Alcuni tratti poi li ho trovati migliori di altri e ho più apprezzato la scrittura per quei picchi che per alcune digressioni un po’ pesanti.

Altro punto a favore è l’astensione dello scrittore a esprimere giudizi (se non quelli del ragazzo stesso dopo che è passato del tempo). Mi è piaciuta l’idea di mostrare e non avendo un narratore onnisciente si ha la possibilità di poter esprimere il tutto in modo realistico, lasciando solo al lettore di dedurre e schierarsi in un determinato pensiero. E’ solo alla fine che il protagonista lancerà il suo avvertimento, forse invano come per lui è stato quello del nonno.

Altra cosa che mi è piaciuta molto è l’accostamento tra il magico e il reale. La casa maledetta è qualcosa di fuori e di estraneo dal mondo umano. Sembra il luogo tipico del romanzo horror, pronto a inghiottire a celare pericoli e oscurità. Mi piace l’utilizzo di quest’ansia crescente (utilizzando forse il cliché della casa infestata) per delineare poi una cruda realtà che non ha niente a che fare con l’universo soprannaturale (pur facendolo credere). E’ qualcosa di ancora più spaventoso perché presente nella realtà e noi nel bene o nel male possiamo accorgercene.  Ho amato anche come l’autore ci fa prendere simpatia dei personaggi presenti, ci fa prendere confidenza con loro per le qualità ammirate dal protagonista. E’ interessante anche la loro evoluzione, cambiati in momenti decisivi dove davvero si conosce a fondo una persona e si perviene al suo io più profondo. Si parla quindi della sconsideratezza, del dovere a tutti i costi dimostrare di essere migliore degli altri e rispettare un canone “non essere vili, essere uomini, essere forti”.

Storia semplice ma ben chiara nei suoi messaggi, l’unica cosa un po’ che non mi è piaciuta è stata la forma dello stile utilizzata. In alcuni punti stagnante e in altri di qualità superiore. Ho apprezzato però l’utilizzo di frasi che spesso “anticipavano mantenendo nel mistero” e anzi ti facevano presupporre avvenimenti che spesso portavano fuori strada (o meglio lo hanno fatto con me.) Bisogna sempre riflettere sulle proprie azioni, imparare anche a non lasciarsi afferrare dalla paura in qualsiasi situazione e di affrontarla. Bisogna essere prudenti ma non terrorizzati, né bisogna lasciarsi influenzare dal giudizio degli altri.

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