Ospite a “Oggi Con Noi” Silvia Devitofrancesco

 

Ospite a “Oggi Con Noi” Silvia Devitofrancesco

Per la rubrica: “Oggi Con Noi” diamo il benvenuto a Silvia Devitofrancesco

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Ciao Silvia e grazie per aver aderito all’iniziativa di Passione libro e del blog Alice Jane Raynor di Alice Jane Raynor. Direi di non perdere altro tempo e iniziare subito con le domande.

  • Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Traggo ispirazione dagli eventi che accadono intorno. “Lo specchio del tempo” è nato durante lo studio matto e disperatissimo per la tesi di laurea, mentre “Ultimo accesso alle…” è nato in una calda giornata di inizio estate, durante un momento di riflessione.

  • In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

“Lo specchio del tempo” è ambientato a Bari tra Medioevo e giorni nostri. “Ultimo accesso alle…” è ambientato nell’epoca della comunicazione via chat, quindi non in un luogo geografico specifico.

  • Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

Cerco sempre di creare personaggi reali. Non eroi o creature irraggiungibili, ma persone con pregi e difetti, debolezze e crisi proprio come tutti noi.

  • Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

“Lo specchio del tempo” sviluppa la tematica della lotta per l’indipendenza femminile. Tematica importante e alla quale tengo particolarmente, considerati gli eventi di cronaca. Punto di forza credo che sia nel manoscritto che snoda la trama.

“Ultimo accesso alle…” sviluppa la tematica della vita sempre più legata al virtuale, quando tutto passa attraverso una chat. Suo punto di forza è indubbiamente l’ironia che conduce alla riflessione.

  • Tra i tuoi romanzi già pubblicati, a quale sei legata/o in maniera particolare?

Sicuramente a “Lo specchio del tempo” è stato il mio primo pargoletto!

  • Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

“Lo specchio del tempo” è stato per un anno e mezzo edito da casa editrice. Purtroppo oggi questa casa editrice non esiste più e quindi ho regalato al romanzo una seconda vita da self. “Ultimo accesso alle…” è nato self. Avendo provato entrambe le esperienze posso dire che sono in un certo senso complementari. La casa editrice offre più l’idea di essere scrittori, mentre col self bastano cinque minuti per pubblicare la propria opera. Col self mi sento più libera, questo sì.

  • Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Innanzitutto per evadere e per rilassarsi. Poi penso che i giovani debbano avere un’opportunità.

  • Piccolo estratto.

Da “Lo specchio del tempo”

Noi donne non potevamo comprendere i meccanismi politici. Il nostro sentimentalismo era destinato a prevalere sempre. Non riuscivo ad accettare lo spargimento di sangue innocente. Se ci fosse stata la crociata, avrei visto gli uomini partire. Avrei visto madri, logorate dalle lacrime e dal dolore, invecchiare precocemente. Che senso aveva, allora, avere figli, sopportare i travagli del parto, se poi bisognava consegnarli a un triste destino? Probabilmente ragionavo da egoista, ma tutto quel dolore non volevo provarlo.

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A quel tempo esisteva una strana logica che governava il mondo umano: il destino di un individuo dipendeva dal suo sesso. Se fosse nato un piccolo uomo, questi, sarebbe stato destinato alla guerra, a un ruolo di prestigio, oppure a mestieri mercantili. Se, invece, fosse stata una piccola donna a nascere, questa sarebbe stata destinata all’oblio e a generare, a sua volta, nuovi piccoli uomini e donne. Io appartenevo a una famiglia di conti, una famiglia importante, vicina all’imperatore. Ero diversa dalle donne del popolo. Non soffrivo la fame, avevo bei vestiti, la servitù a mia disposizione, ma un cuore gelido e un destino infelice. Il mio palazzo era una gabbia dorata. Non avevo libertà e la malinconia era la mia migliore amica. I giorni e i mesi mi passavano accanto senza che me ne rendessi conto. Ogni nuovo giorno era identico a quello che l’aveva preceduto. E io ero sempre tanto sola. Avevo trovato una via di fuga dalla realtà nei libri. Ero una delle poche donne del territorio a essere in grado di leggere e scrivere. Mio padre aveva preteso che studiassi, ma che non m’interessassi della vita contemporanea. Leggere mi permetteva d’immaginare un mondo libero dalle convenzioni sociali, senza soprusi e prese di potere. Un mondo senza sangue gettato per le vie.  Tenendo il rosario ben stretto in mano, chiedevo a Dio, ovunque Egli fosse, di ascoltare la mia preghiera. Lo invocavo con tutta la forza e la fede che trovavo in me. Basta sangue, basta pianti di bambini orfani: avrebbe potuto prendere me e risparmiare loro.

Da “Ultimo accesso alle…”

Tutti noi oggi viviamo in funzione di Whatsapp; la prima parola che i bambini tra qualche anno impareranno a pronunciare non sarà più “papà” ma “Whatsapp”; persino la Terra gira seguendo l’orbita denominata “Whatsapp”. No, non sto esagerando.

Whatsapp è la nuova frontiera della comunicazione, capace di suscitare dipendenza tanto quanto un pacchetto di sigarette e lo dimostra il fatto che per strada basta un suono acuto per far scattare un controllo di massa al proprio smartphone.

In tempi di crisi, il prodigioso sistema di messaggistica consente un risparmio incredibile nel momento in cui una romantica storia d’amore raggiunge il capolinea. Addio SMS, i fidanzati adesso si lasciano su Whatsapp attraverso un messaggio vocale, decisamente meno freddo delle scontate parole di commiato, oltre che ricordo perpetuo della suadente voce dell’ormai ex partner.

Immaginiamo che una creatura proveniente da un altro pianeta un bel giorno decida di compiere un viaggetto sulla Terra. Cosa si troverebbe davanti agli occhi? Tanti umanoidi con la bocca attaccata al microfono del cellulare intenti a mandare messaggi vocali servendosi del mitico Whatsapp, che almeno, grazie a questa potentissima funzione, preserva le dita dal rischio tendinite. I medici applaudono, entusiasti.

Se con Facebook tutti erano stati colpiti dalla sindrome visualizzato alle…,  con Whatsapp la sindrome è ancor più grave e deleteria.

Bravi, avete colto il nocciolo della questione. È tutta una questione di ultimo accesso alle…

     Una tragedia, un morbo pericoloso più dell’influenza aviaria, un’entità misteriosa sulla quale i filosofi del nostro tempo si stanno interrogando e alla quale verrà dedicato uno speciale di Superquark.

     Perché il soggetto x, pur essendosi collegato, non ha contattato il soggetto y?

Le risposte a questa domanda sono molteplici e vanno dal vittimismo cosmico: “X mi odia”,“X preferisce altri a me” e “X parla con altre persone, ignorando me”, alle ipotesi più suggestive: “Si è verificata l’apocalisse ed io non ne sono al corrente” oppure “È iniziata la Terza Guerra Mondiale e x è stato chiamato al fronte tramite messaggio vocale”, fino a “X è asociale”, “Io contatto ogni giorno tutti i miei amici whatsappini” e “Io dispenso cuoricini e faccine sorridenti, poiché credo nei rapporti interpersonali”.

  • Trama del tuo libro

Riporto le sinossi ufficiali: “Lo specchio del tempo”  Due donne diverse dai destini intrecciati, l’una lo specchio dell’altra. Un manoscritto le farà incontrare mettendo così a confronto due epoche diverse e due donne simili, vittime di un padre padrone, ancorate a un amore romantico, capaci di lottare per la vita.
Due storie legate dallo specchio del tempo, dove il passato incontra il presente e in cui due donne lontane eppure vicine, lottano per rivendicare il diritto di scegliere il proprio destino e il loro sogno d’amore.

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