Recensione su “Dancer in the Dark” di Lars von Trier

Dancer in the Dark di Lars von Trier

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Buonasera a tutti! E’ da tantissimo tempo che non vi propongo una nuova recensione e approfittando di un momento di pausa ho messo per iscritto quello che mi ha trasmesso questo film meraviglioso *^*

Informazioni Generali

Titolo: Dancer in the Dark
Regia: Lars von Trier
Soggetto: Lars von Trier
Genere: Musicale, Drammatico
Anno: 2000
Durata:  140 minuti
Paese di produzione: Danimarca, Argentina, Finlandia, Francia, Germania,Islanda, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, USA, Regno Unito

Interpreti

Björk: Selma Jezkova
Catherine Deneuve: Kathy
David Morse: Bill Houston
Peter Stormare: Jeff
Joel Grey: Oldrich Novy
Cara Seymour: Linda Houston
Vladica Kostic: Gene Jezkova
Jean-Marc Barr: Norman
Vincent Paterson: Samuel
Siobhan Fallon: Brenda
Udo Kier: Dr. Porkorny
Željko Ivanek: pubblico ministero
Jens Albinus: Morty
Reathel Bean: giudice

Trama

Selma, originaria della Cecoslovacchia, si è trasferita negli Stati Uniti, ormai da anni, con suo figlio Gene. A causa di una malattia genetica, la giovane è destinata a diventare cieca e mentre la sua vista lentamente svanisce, ha un desiderio. Vuole raccogliere abbastanza soldi necessari per impedire al figlio di subire la stessa sorte. L’unico modo che ha per raggiungere questo desiderio è quello di lavorare notte e giorno, senza ritegno per i suoi limiti, facendo lavori straordinari e privare il figlio ignaro di tutto quello che i suoi coetanei hanno. La sua unica sorgente di felicità sono i musical hollywoodiani, che le permettono di fuggire dalla triste e difficile realtà e di farla vivere circondata da un sogno perpetuo.
Quando finalmente ha quasi raggiunto la somma necessaria, decide di confidarsi e rivelare quello per cui ha sempre lavorato…

Considerazioni Personali

Ho visto per la prima volta questo film un po’ di settimane fa e ho avuto bisogno di tempo per assimilarlo e trovare il momento adatto per scrivere giù questo mio piccolo pensiero.
E’ un film che ho amato ed è di una bellezza travolgente. La storia non è complessa, anzi, almeno per me, facilmente prevedibile ma questo non ha guastato alla tragedia. Io avevo intuito come continuasse ma speravo il contrario e vi era una certa rassegnazione drammatica a vedere la matassa intricarsi come avevo immaginato. Mi sono sentita talmente tanto coinvolta che nemmeno già a metà del film ero emozionatissima.
E’ una climax meravigliosa, che aumenta sensibilmente d’intensità per coinvolgere emotivamente l’osservatore. La musica è un elemento fondamentale della trama. Prima di tutto permette di creare squarci di follia e di quell’unica felicità che la protagonista riesce a strappare alla crudeltà della realtà. Inoltre l’uso della noise music aiuta per lo più a trasformare la realtà in questa follia e lanciare quell’urlo di libertà e leggerezza che la protagonista desidererebbe.
E’ come se si vedesse in uno specchio ciò che si desidererebbe cozzare contro qualcosa di oscuro. La maggior parte del suo male è dotato da vari pregiudizi eppure la certezza di un’azione rende contrastato il giudizio sulla protagonista.
E’ un film da vedere quando si è pronti per vedere qualcosa di serio, dalle tematiche pesanti e delicate. Un ottimo spunto di riflessioni per capire quanto a volte anche la nostra vita sia fallace e possa tutto cambiare per troppa fiducia e troppo benvolere verso gli altri uomini.
Fa riflettere come un uomo possa arrivare a perdere tutta la propria vita pur di seguire il proprio sogno e il proprio desiderio. Fa riflettere sull’egoismo delle persone, che pensano solo al proprio male, non esitando per un attimo a non rispettare gli altri pur di vedere il proprio interesse realizzato.
E’ una storia di esclusioni e di pregiudizi, perchè qualcuno la pensa diversamente o si comporta in modo differente. E’ una storia di una donna giovane e forte che ha preso una decisione coraggiosa e continua nel suo intento, finendo per sembrare un’imbranata solo perchè le sue condizioni fisiche e mentali non le permettono più di agire nel pieno delle sue facoltà.
E in questa storia triste e drammatica, spezzata dalla fiabesca aura del musical in cui “non può mai succedere nulla di brutto”, si collocano i pregiudizi contro la straniera, la donna, la senza cuore, le menzogne per un vile disegno (e non per qualcosa di generoso) e soprattutto il pregiudizio di volersi nascondere dietro una mancanza (quando è solo la cattiveria della gente a vedere falsa una sua verità.)
Purtroppo il non poter fare molti spoiler mi vincola a non parlare troppo chiaramente, ma chi ha visto il film può capire a cosa mi riferisco.
Lars Von Trier ci presenta una donna incompresa – anche se la sua gentilezza le ha portato molte simpatie – che solo grazie alla forte empatia che instaura tra lei e lo spettatore si riesce a perdonarla e capire cosa provi. Il personaggio di Selma molto ben riuscito è costata davvero tantissima fatica alla fantastica  Björk (che adoro *^*) tanto da rifiutare altre parti cinematografiche tanto era rimasta distrutta da quello che le chiedeva il regista (finendo anche per litigarci in continuazione e non creare un ambiente sereno sul set).
Persino l’utilizzo di una telecamera a mano ha dato un buon effetto… non so mi ha dato quasi l’impressione che avvicinasse ancora di più alla storia come se noi fossimo diretti testimoni degli eventi.
Non aggiungo altro, le parole sarebbero inutili e non voglio anticiparvi troppo ^^
Vi lascio il trailer, sperando che possa interessarvi ^^

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3 thoughts on “Recensione su “Dancer in the Dark” di Lars von Trier

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