11 thoughts on “Telefono senza Fili

  1. altro racconto molto ben scritto, con un telefono cui non servono fili, visto che il protagonista chiama se stesso e le proprie ossessioni (madre o non madre) rispondono all’altro capo del non-filo ( id est, sono in casa : ))
    mi sono piaciute: la prosa descrittiva, sensoriale, ricca di sfumature che fanno “percepire” fisicamente la scena (ad esempio: nonostante “l’aggrapparsi delle dita al telefono”, il discorso poi “ sfugge di mano” e il telefono rotto “cade” ); i tempi narrativi ben scanditi (frasi articolate ma anche pause ad effetto “es: “Taccio.”); e un’attenzione quasi maniacale a toni, inflessioni e modulazioni quasi teatrali della voce del protagonista. Mi hanno convinto di meno: la trama, un po’ già letta/vista, anche se il flusso di coscienza è “rivitalizzato” dalla telefonata senza fili; il finale con quel “mi incammino verso la finestra e mi slancio verso fuori, verso il nulla” cha davvero dice troppo e ricade nel cliché abusato del suicidio saltando nel vuoto (non sarebbe più ricco di significato, oltre che meno scenografico, dire “Mi incammino verso la porta e mi slancio verso fuori, verso il nulla. Verso me.”?). ti segnalo un refuso: “Mi fermo perchè mi rendo di essere confuso” (o “accorgo” vs “rendo” o manca “rendo conto”)

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    1. Ciao ^^ Prima di tutto ti ringrazio per aver commentato la mia storia, ora cercherò di rispondere ad alcuni punti della tua critica.
      Prima di tutto il protagonista di questo racconto è morto, quindi non può suicidarsi!
      E’ la riflessione di un morto, dei suoi sbagli e di quello che non ha potuto vivere. Se si cercassero nel mondo della letteratura, del cinema e delle arti tutti i clichè ci accorgeremo che siamo veramente poco creativi e tutto quello che usiamo già è stato creato da altri. La cosa che rende originale è il modo in cui viene trattato e il modo di scrittura, tanto che tra diverse opere ne emergono poche pur condividendo lo stesso tema.

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  2. Una storia particolare… come al solito mi stupisco della tua bravura.
    Non so perchè, ma mi vedo questa come ferma in un limbo e che solo dopo aver capito il dolore che ha provocato col suo gesto ha potuto spiccare il volo.
    O al contrario, un uomo condannato al rivivere ciclicamente al propria morte.
    Quale che sia la verità, la doppia lettura è meravigliosa.

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