Recensione su “Amadeus” di Miloš Forman

Amadeus di Miloš Forman

Buongiorno ^^ E’ da un bel po’ di tempo che non postavo più una recensione e tra un ritaglio di tempo e l’altro sono riuscita a fare spazio a un film che amo moltissimo.

Informazioni Generali

Titolo: Amadeus
Regia: Miloš Forman
Soggetto: Opera omonima teatrale di Peter Shaffer sulla rivalità tra Salieri e Mozart
Genere: Drammatico, Musicale, Biografico, Commedia
Anno: 1984
Durata:  160 minuti (versione cinematografica)
180 minuti (director’s cut)
Paese di produzione: USA

Interpreti

Antonio Salieri: Murray Abraham
Wolfganf Amadeus Mozart: Tom Hulce
Constanze Weber: Elizabeth Berridge
Emanuel Schikaneder: Simon Callow
Leopold Mozart: Roy Dotrice
Katherina Cavalieri: Christine Ebersole
Imperatore Giuseppe II: Jeffrey Jones
Conte Von Strack: Roderick Cook
Barone Van Swieten: Jonathan Moore
Arcivescovo Colloredo: Nicholas Kepros
Padre Vogler: Richard Frank
Kapellmeister Bonno: Patrick Hines
Conte Orsini-Rosenberg: Charles Kay
Valletto di Salieri: Vincent Schiavelli
La serva Lorl: Cynthia Nixon
Frau Weber, la madre di Constanze: Barbara Bryne
Prete: Herman Meckler
Papa Clemente XIV: Vladimír Svitáček:
Michael Schlumber (solo nel director’s cut): Kenneth McMillan

Trama

Nel 1823 il musicista Salieri, vecchio e rinchiuso in un manicomio, confessa a un prete di aver contribuito alla morte del famoso musicista Mozart. Ripercorre brevemente il suo passato, la sua vocazione e la difficoltà con cui si è impegnato in quell’arte. Salieri in una rapida scalata alla gloria giunge fino a corte come maestro di corte. Sente che la sua posizione affermata gli sia stata concessa da Dio e lui si propone di essere la voce per il suo messaggio. Tutto questo fino all’arrivo di un giovane superbo, persino volgare, ma con un’innegabile genialità musicale che lo porta a non essere nemmeno compreso dai suoi contemporanei. Salieri viene sempre più adombrato e dentro di lui nasce un’invidia sempre più grande verso Mozart. Lentamente riconosce in lui il vero eletto da Dio. Non riesce a capire come un uomo tanto infimo come quel Mozart potesse possedere quest’ispirazione divina e Salieri si sente abbandonato dalla divinità. Il musicista italiano decide di ostacolare la fama di Mozart, umiliandolo e ponendo fine alla sua vita.

Considerazioni Personali

Come forse quelli che seguono il mio blog sanno, io suono il pianoforte fin da piccola. Se io suono è perchè mia madre mi ha fatto amare la musica e i brani ascoltati erano per lo più quelli di Mozart. Ero incantata dalle sue melodie, dalle storie (si pensi a “Il Flauto Magico” dall’atmosfera fiabesca) mentre adesso che sono cresciuta amo qualcosa di più oscuro (“Il Don Giovanni”). Questo è uno dei motivi personali che mi ha spinto ad amare il film e lo consiglio vivamente a tutti gli amanti della musica e non solo!
E’ uno di quei film che mescola realtà strabilianti e strane a una romanzatura del rapporto conflittuale dei due musicisti. E’ un film che parla di Mozart – tanto da portare il suo nome – ma non è l’unico protagonista. E’ legato indissolubilmente dal narratore Salieri ed è fantastico come vengono analizzati i loro caratteri e si incontrano e scontrano in varie occasioni.
Sin da piccola ho sempre immaginato Mozart come un folletto. Non so esattamente perchè mi si sia formata quest’impressione nella mente. Forse perchè lo immaginavo un po’ dispettoso e pronto a prendere in giro qualsiasi autorità, elegante e magico; innovativo; una fulgida stella che è stata destinata a brillare poco su questa terra. Solo poi con il tempo compresi anche il carattere dell’uomo: la sua irriverenza, superbia (dovuta al fatto di essere stato introdotto subito nelle grandi corti), cosciente della sua genialità e abbastanza volgare.
Eppure “Sono un uomo volgare, ma le assicuro che la mia musica non lo è” una delle frasi del film che mi è rimasta in mente per la grande verità su questo grande compositore. L’attore è riuscito a esprimere tutto questo, il suo carattere gaio e sguaiato, l’estrema naturalezza nella musica e quasi il mostrarsi invasati nella foga di parlare di ciò che più amava. Senza contare i suoi sogni destinati a fallire (l’aspettativa della gloria a Vienna) o ancora la sua totale incoscienza della realtà (basti pensare al denaro). Mi è piaciuta molto la risata del protagonista irritante e selvaggia che condanna come un terribile marchio le orecchie di tutti, l’ho subito associato alla mia idea di “folletto”. Anche il rapporto con il padre – seppure anche questa romanzata almeno nel pensare al “Don Giovanni” – è ben caratterizzato e l’ho molto apprezzato.
Salieri è il personaggio profondo, dedito alla religione e sicuro delle sue capacità ispirate da Dio… fino all’arrivo del geniale Mozart. Il suo odio verso il musicista è palpabile e anche lo spettatore se ne può sentire a tratti coinvolto e dare ragione al musicista italiano il cui unico difetto in questa versione era la mancanza della sua stessa genialità e una grande frustrazione. Salieri ha dedicato tutto il suo essere a quello e ci si ritrova davanti a un tema che di certo non è assente nella nostra quotidianità: l’applicazione e la genialità. E’ triste vedere quanto magari un uomo che ha sacrificato tutto per raggiungere un obiettivo, venga soppiantato da un giovane impertinente e tutt’altro che modesto per la sua genialità. Anche se questo è vero solo in parte dato che anche Mozart ha sacrificato tutto alla musica (basti pensare alla figura paterna che lo fece iniziare precocemente a suonare e a esibirlo nelle corti) ma questo nel film viene messo in secondo piano per affrontare meglio la loro rivalità. Alla fine la storia è raccontata da Salieri quindi in un certo senso è più che naturale che esalti le sue fatiche e non quelle del  salisburghese.
Salieri è tormentato e si ritrova a invidiare e ammirare contemporaneamente il suo rivale. Lo invidia perchè non riesce a imitarlo e si rende conto dell’immortalità delle sue opere fin troppo innovative per il tempo e vi è una certa rassegnazione e incapacità nel superarlo. Dall’altro lato non può che nutrire attrazione per i suoi lavori, di cui lui si scopre un estimatore.  Chi non ha mai odiato il presunto genio, che sembra che non si applichi per ottenere risultati migliori, e che si mostra una persona immorale e antipatica?
Ho amato il personaggio di Salieri perchè è incredibilmente umano, ci si può immedesimare (nel bene o nel male) ed è interpretato in modo meraviglioso. In questo film noi non lo odiamo a prescindere perchè “antagonista di Mozart” ma apprezziamo anche le sue disgrazie provando anche una certa compassione (almeno è il mio caso.).
Allo stesso tempo il colto e l’acculturato non possono negare la genialità che soli riescono a scorgere in qualcosa, a differenza dell’influenzabile popolo. Più volte Salieri si ritrova ad ammettere quello che non vorrebbe, portando un gran tormento nel personaggio.
Come ho già detto il film ripercorre non solo avvenimenti incredibili e storici ( le peripezie per far inscenare le “Nozze di Figaro”, l’umiliazione di Salieri da parte di Mozart che aggiusta di getto il pezzo del rivale…) e finzioni (lo stesso Salieri e la grande messa in scena dei Requiem, che probabilmente invece furono commissionati da un nobile.)
Di solito ammetto di essere abbastanza rigida nelle rivisitazioni di libri/avvenimenti storici ma devo dire che questo film dovrebbe essere visto da tutti, per la psicologia, la rivisitazione di alcuni misteri che avvolgono la vita di Mozart facendo agire il suo arcinemico… Il film è di una bellezza travolgente.
La trovata della maschera è stato un colpo di genio e ho amato anche il suo significato, ma non voglio svelare di più.
Se volete rivivere la magia dei pezzi di Mozart e della sua vita date fiducia a questo film, anche per passare una serata, e non ve ne pentirete assolutamente. Non è un film noioso nè storico ma appassionante e incalzante e presto cattura lo spettatore nelle due diverse figure dei musicisti, arrivando poi a uno sviluppo finale drammatico e inaspettato.
Guardo molti film datati e vi chiedo di dare fiducia a questo, non avrà grandi effetti speciali ma vi farà davvero emozionare. Dura un bel po’ ma vale la pena guardare ogni singolo minuto del film, questo è assicurato!
Vi lascio il trailer, sperando vi possa interessare ^^

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34 thoughts on “Recensione su “Amadeus” di Miloš Forman

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      1. Ero molto giovane e non avevo notato l’umanità che descrivi tu di Salieri, mi era antipatico e lo biasimavo per la sua invidia. Rivederlo con occhi “adulti” sarà molto bello, comunque concordo con te, il personaggio di Mozart è riuscito benissimo!

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      2. Salieri è un personaggio negativo. E’ antipatico e invidioso come dici tu e proprio per questo è dotato di una grande umanità perchè è nella natura umana invidiare e comportarsi come aveva fatto lui, soprattutto secondo i motivi e l’introspezione spiegata nel film. ^^

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  1. Io adoro questo film! L’ho visto per la prima volta alle medie grazie alla mia professoressa di musica e l’ho subito adorato! Io amo Mozart e la musica classica in generale perché fin da piccola mio padre me la faceva ascoltare mentre leggevo, la mia attività preferita xD comunque, il personaggio di Mozart potrebbe essere un folletto davvero per la sua personalità molto esuberante e per la bravura dell’attore, poi Salieri si esprime come un personaggio cupo e triste, sempre messo in ombra dalla bravura del suo antagonista. La scena finale del Requiem é stato un ultimo omaggio a un nemico-amico ed é stato un gesto meraviglioso sia di Foreman che del personaggio Salieri

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    1. Pensa che io conosco Mozart da tempo immemore, non so la prima volta che lo ascoltai è come se fosse qualcosa di innato *^*
      Beh conta che quella mia opinione su Mozart è stata data prima del film e quando ero molto piccola… poi il film ha rafforzato il tutto. Salieri è stato davvero molto bravo ed è stato la buona antitesi di Mozart nel film *^*
      Sì, la scena finale è assolutamente meravigliosa, concordo con te ^^

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      1. Io ho sempre avuto un debole per Tchaikovsky (ancora devo scoprire quale sia la giusta stesura del nome!) e da piccola sognavo di tornare indietro nel tempo e sposarlo… Peccato fosse gay. EVVABBE. Hai visto il film sulla sua vita? L’altra faccia dell’amore. I film su vite di artisti sono sempre meravigliosi, perché hanno tutti vissuto in maniera assolutamente pazzesca! Se ne scoprono talmente tante… Non si finisce mai d’imparare :3

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  2. L’ha ribloggato su Cose da Ve ha commentato:
    Oggi “ribloggo” la bellissima analisi fatta da Alice sul film “Amadeus”. Ricordo di aver visto questo film in terza media, durante l’ora di musica. In quell’ora la classe diventava una sorta di zoo. Io mi rifiutavo sempre di suonare il flauto, per fortuna però mi piaceva cantare e guardare i film che la prof proponeva (ottenendo quindi la sua grazia). Il film commentato da Alice mi aveva colpita molto e mi ero schierata dalla parte di Mozart, perdonandogli i suoi eccessi, senza immedesimarmi nell’invidia di Salieri verso il genio. Ora però è più facile immedesimarsi e anche compatire le debolezze di Salieri, la paura di essere oscurato e l’inevitabile ammirazione che comunque prova nei confronti di Mozart (sticavoli, è pur sempre Mozart!). Ringrazio Alice per avermelo fatto ricordare, perché è proprio un “Sior” film!

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  3. Un ritorno alle recensioni cinematografiche davvero portentoso, perché il tuo omaggio al capolavoro di Forman, regista robusto ed assai importante nel panorama americano, ha il sapore dell’amicizia ed il calore di chi ha condiviso l’oggetto su cui tutta l’attenzione si focalizza: la musica ed il vissuto di chi ha dedicato ad essa l’esistenza, siano l’enfant prodige Mozart o il più attempato Salieri.
    Non due facce della stessa medaglia, ma due medaglie diverse, due uomini e due artisti con una persino differente concezione dell’arte e chi più di una musicista come te poteva cogliere questo aspetto?
    Tra l’altro il tuo ricordo è una cifra deliziosa che sciorini dentro l’articolo a mo’ di premessa, senza vanaglorismi, ma con sentita memoria.
    Davvero una splendida lettura, come tante altre cose che scrivi e che leggo sempre, si sappia, anche quando il tempo (davvero tiranno per me in questo periodo) mi impedisce di commentare con la giusta reverenza.
    Studiai Forman a suo tempo, proprio per la sua straordinaria abilità di creare sublimi stacchi di ripresa in abbinamento alle partiture musicali e senza scomodare i suoi film più famosi (“One Flew Over the Cuckoo’s Nest – Qualcuno volò sul nido del cuculo” e “Hair”) e questo “Amadeus” ne è esempio perfetto.
    Una piccola curiosità: aldilà dei meritatissimi Oscar ricevuti per questo film, la dialettica dello scontro tra i due character cinematografici di Mozart e Salieri fu tale negli States che quando il metafilmico regista (molto mainstream ma geniale) John McTiernan girò l’intelligente e spassosa action-comedy “ Last Action Hero”, il protagonista bambino, imbattendosi nella finzione in un agente della FBI interpretato dall’attore F. Murray Abraham, si confida con l’eroe suo compagno dicendogli all’orecchio “non mi piace, deve essere per forza un cattivo… ha ucciso Mozart!”.
    Buon week-end.

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    1. Scusami se ti rispondo solo adesso, ultimamente ho avuto un po’ di problemi a seguire il blog ^^
      E’ un film che adoro e merita moltissimo, come tu stesso hai fatto notare ^^
      Davvero molto interessante le curiosità riportate, ti ringrazio per averlo fatto ^^ Ammetto di non aver visto altri film di Forman ma sicuramente lo farò!

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      1. Pensa l’adorabiel concidenza, mentre mi rispondevi al commento, stavo chattando con un altro blogger su una sua recensione dell’altro grande capolavoro di Forman “Qualcuno volò sul nido del cuculo“… Buona domenica Alice!

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  4. Complimenti, la tua è un’analisi approfondita e completa. Hai evidenziato molto bene i particolari più interessanti del film, persino quelli più inconsci (come il peso della risata) e allo stesso tempo non hai perso il filo della trama. Brava!

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