Recensione su “Jane Eyre” di Franco Zeffirelli 1996

Film: Recensione Jane Eyre di Franco Zeffirelli

Buongiorno a tutti ^^
Ho scritto questo post di fretta, appena sono uscita di scuola, spero che sia ugualmente interessante 🙂
Ho deciso di dedicarmi anche alla recensione di film e cercherò di alternare il venerdì fra analisi di libri e recensioni di film 🙂
Se volete un mio parere su qualsiasi libro/ film potete dirmelo tranquillamente in un commento e io provvederò a fare il prima possibile… purtroppo adesso con la scuola e tutti gli impegni mi risulta difficile leggere velocemente e spesso ho delle letture imposte dalla scuola e ho poco tempo per seguire i miei programmi.

Informazioni Generali

Titolo: Jane Eyre
Regia: Franco Zeffirelli
Soggetto: Charlotte Bronte (romanzo)
Genere: Drammatico, Romantico
Anno: 1996
Durata: 116 minuti
Paese di produzione: Francia, Italia, Regno Unito, Stati Uniti

Trama

Il film segue la trama del libro “Jane Eyre” di Charlotte Bronte, romanzo che ho recensito in questo articolo
Jane Eyre è un’orfana, ospitata per carità nella casa di sua zia Reed. L’infanzia non è un momento facile per la bambina, che deve affrontare pregiudizi e l’odio dei cugini e della stessa zia. Dopo l’ennesimo maltrattamento, la bambina viene inviata in una scuola di beneficenza, dove le condizioni di vita sono pessime. Qui conosce la sua amica Helen Burns e forgia il suo carattere e le sue conoscenze per diventare un’istitutrice. Quando ormai è una donna adulta e indipendente decide quindi di partire e trova lavoro a Thornfield Hall, imponente residenza di Mr Rochester. Jane finisce per assistere a diversi avvenimenti inspiegabili, strettamente legati al suo misterioso padrone, per cui subito prova una grandissima ammirazione.

Considerazioni Personali

Sono voluta partire dalla recensione di un film che amo, per farlo conoscere e dargli la visibilità che merita.
Ho visto tutte le rappresentazioni cinematografiche su Jane Eyre (che non sono affatto poche), fino a recuperare anche vecchi film in bianco e nero e secondo il mio punto di vista questa è davvero la migliore.
Zeffirelli si è mantenuto molto vicino al soggetto trattato e ha ben ricreato l’atmosfera del romanzo, sia da un punto di vista di trama che di attori. L’unico rimprovero che sono costretta a rivolgergli fin da subito è il finale.
La narrazione per tutto il film è lenta, graduale, proprio come nel libro e nella fine diventa troppo tumultuosa e veloce. Sinceramente la seconda parte del libro è molto ripetitiva (soprattutto per le avances di Sir John) e quindi non è un gran difetto, nulla rispetto al grandissimo lavoro che è stato fatto. Se soltanto avesse aggiunto una ventina di minuti, forse avrebbe potuto rendere il passaggio con Sir John più chiaro e volgere poi all’epilogo a cui secondo me è stato dedicato la giusta lunghezza e l’adeguata dolcezza. E’ stato quindi rispettoso del libro ma non è solo questa la bellezza del film. E’ riuscito a essere fedele, passando nel film la stessa intensità, lo stesso messaggio del romanzo e questo non è di certo facile. Spesso rappresentazioni che sono coerenti al libro risultano fredde, perchè ovviamente le versioni cinematografiche usano altri mezzi per lasciar esprimere e far comprendere al pubblico la trama e ciò che sta accadendo, fino a farlo emozionare.
Il soggetto, come dicevo, è stato perfettamente curato. I luoghi sono stati scelti accuratamente e ognuno riesce a far trasmettere l’atmosfera giusta.
A Gateshead Hall si sente tutta la rabbia e la diffidenza di una piccola Jane Eyre (Anna Paquin) maltrattata dalla zia e dai cugini. Ho amato la scelta della bambina. Ha un’intensità di sguardo, un modo di parlare, di esprimersi e di recitare che non ha eguali. E’ molto difficile trovare una bambina che sappia recitare bene e soprattutto impersonare una Jane attiva, ribelle, intelligente e contro le regole. Ha poi in sè anche il rigore e l’autorità che avrà poi da grande e la sua recitazione è quella che fin da subito mi ha più eccitata quando avevo visto per la prima volta il film. Nelle altre edizioni ho trovato l’attrice molto meno reattiva e “Jane Eyre” diciamo, come ho detto è molto difficile trovare una bambina competente e davvero mi complimento per la scelta di Zeffirelli e della bravura della Paquin.
Anche la zia Reed (Fiona Shaw) è fatta molto bene. Irritante al punto giusto inoltre il dialogo iniziale che ha con Brocklehurst (John Wood) mette ben in rilievo il suo odio per la bambina e un altro punto che io trovo essenziale nel personaggio: l’apparenza. Lei è gentile e sa come adulare Brocklehurst, secondo le regole della società dell’epoca e questo è sicuramente un altro punto per lei, anche se appare poco.
Anche l’atmosfera di Lowood è stata ben ricreata. Quel luogo di terrore instaurato da Brocklehurst e Miss Scatchered (Geraldine Chaplin) è solamene reso più mite da Miss Temple (Amanda Root). Anche qui vorrei spendere qualche parola.
Chiunque conosce la vita delle sorelle Bronte sa bene come loro abbiano vissuto davvero in un istituto del genere e quindi è un punto focale del romanzo. Zeffirelli si è preso alcune libertà ma non mi sono risultate affatto sgradite e si intonano bene con il libro. Prima di tutto volevo parlare di Brocklehurst, che dovrebbe impersonare il padre di Charlotte. Mi piace anche la sua recitazione rigida, severa e bigotta, incredulo di fronte una Jane Eyre che mostra impertinentemente le sue ragioni. Anche la Scatchered riesce bene nel ruolo di antagonista soprattutto con la piccola Helen Burns (Leanne Rowe). Viene messo molto più in risalto il suo accanimento con la piccola Burns e si tende a mettere più in ombra la figura di Miss Temple che nel libro ha un punto cardine nella trama. Personalmente è stata una scelta ben riuscita. Facendo così, Zeffirelli ha reso ancora più oscura la scena e più oscuro il posto, come effettivamente era. Ha dato poi una scena alla Temple in cui viene riassunto tutto il suo pensiero e questo basta per dare quella debole luce che Jane apprezza tantissimo e che si porterà dietro per tutta la vita. La Temple è un personaggio come dicevo focale, ma forse a tratti forse pesante e ripetitivo in un film, con questo stratagemma è stata spiegata benissimo la situazione e farla comprendere subito a chi guarda il film.
Anche il personaggio di Helen Burns è stato leggermente travisato. Apprezzo molto di più la versione cinematografica e apprezzo la gentilezza e dolcezza della bambina che la interpreta. Inutile dire che anche le aggiunte di Zeffirelli per rendere il rapporto tra Helen e Jane ancora più forte sono davvero ben fatte ed emozionano.
Jane Eyre da grande (Charlotte Gainsbourg)… la adoro. La miglior Jane Eyre mai interpretata. Seria, austera, intelligente, dolce, premurosa, sempre con il carattere ribelle sopito. Anche come aspetto fisico la trovo perfetta. Jane Eyre per tutto il libro viene descritta come bruttina (o meglio lei si descrive così) e sicuramente dalla descrizione era ben lontana dai canoni di bellezza dell’epoca. Io trovo la Gainsbourg una bella donna ma non di una bellezza classica, molto fine e delicata, magrolina e graziosa. Per questo anche sotto questo punto di vista non posso assolutamente discutere la scelta di Zeffirelli.
Anche le figure di Mrs Fairfax (Joan Plowright) e Adèle (Josephine Serre) sono molto studiate. Volevo sofferarmi su Adèle Varens. Come anche per la figura di Jane da bambina è difficile trovare attrici adatte e anche Adèle non mi ha delusa. Non è certo come la Paquin, ma il ruolo era ben diverso. Adèle è molto più delicata, ingenua, legata un po’ ai difetti della vita che conduceva. Ma allo stesso tempo è dolce e non guasta il personaggio. Su questo personaggio nel libro sorge una controversia E’ descritta da Jane e da Mr Rochester e spesso le versioni cinematografiche tendono a mettere in risalto le ultime del burbero personaggio e questo crea un personaggio al limite del volgare, molto diverso secondo me come Charlotte l’aveva immaginata e voluta presentare dato che la sua parola è quella di Jane. Certi suoi difetti sono innegabili ma non per questo deve essere completamente stupida e indelicata.
Finalmente eccomi alla figura di Mr Rochester. Il personaggio più complesso di tutto il romanzo. Per me questa rappresentazione dispone anche del miglior eroe byroniano. Burbero, intelligente, più malinconico e impetuoso, ma ugualmente sarcastico anche se più raramente, soprattutto quando si ritrova nella mondanità. Ma si riconosce subito la dolcezza, il tormento e l’amore che prova quindi davvero William Hurt ha disposto di uno spessore psicologico notevole e ha dato davvero importanza al personaggio. Zeffirelli ha voluto mettere anche una componente in più che nel libro c’è ma non così forte. Ho apprezzato anche questa scelta, anche perchè giustifica il suo finale e rende il personaggio ancora più sventurato. Anche il rapporto con Jane in parte è rivisto e alcune revisioni del loro rapporto (come l’episodio delle spine della rosa) rendono onore all’idea di romanticismo della Bronte e aiutano davvero lo spettatore con questi piccoli gesti ad entrare nel vivo della vicenda.
Haddon Hall, il castello del Derbyshire utilizzato per girare le riprese di Thornfield Hall, è davvero molto bello e lo trovo molto appropriato nella storia. Zeffirelli riesce a inserire comunque gli elementi gotici senza forzare la storia e renderla troppo dark.
Il finale è veloce ma piacevole, soprattutto dopo la scena della voce la narrazione ritorna lenta ed è davvero molto struggente. Quindi oltre a questo problema del finale io riesco a muovere solo un’altra critica: il personaggio di Sir John Rivers.
Irritante, io lo odio ma non per questo non è importante. Secondo me ha avuto poco spazio per esprimersi e dopotutto anche lui è un personaggio molto complesso, davvero difficile da rappresentare e ammetto che fin ora non ne ho trovato nessuno che si attiene davvero al personaggio o che comunque mi abbia attirata. John è il rivale, è colui che deve essere il contrario di Rochester e quindi deve essere dotato dello stesso spessore psicologico. Mi rendo conto che è molto difficile inserirlo funzionalmente nella storia senza appesantire la trama e andare un po’ fuori rotta ma dovevo dire la mia al riguardo.
Trovo le musiche – a cura di Claudio Capponi e Alessio Vlad – anche molto meritevoli e vi consiglio di ascoltare la theme ^^
Assolutamente consigliato, la rappresentazione cinematografica migliore e anche un bellissimo film per chiunque ami i drammi romantici ambientati nell’Ottocento senza aver letto il libro ^^

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33 thoughts on “Recensione su “Jane Eyre” di Franco Zeffirelli 1996

  1. “Se volete un parere sul qualsiasi libro/film…” Sei sicura? Ok, accetto l’offerta: che ne pensi di “Possa il mio sangue servire” di Aldo Cazzullo…
    Ciao Alice, un caro saluto

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      1. E’ vero il film è struggente e appassionate, anche a mè ha molto emozionato! non centra niente ma mi viene in mente “Lezioni di piano” l’hai visto? 🙂
        ps forse perché mi ha molto emozionato anche quello!

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      2. Lezioni di piano… lo sai che proprio l’altro giorno volevo vederlo e poi mi sono messa a guardare l’Amleto sempre di Zeffirelli? Lo devo recuperare assolutamente, d’altronde ce l’avevo anche in programma xD
        Ps. Può essere! Anche io ne ho sentito parlare molto bene

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      3. A dir la verità Zeffirelli non mi fa impazzire, lo trovo sempre un po’ troppo prevedibile e abbastanza stereotipato, Jane Eyre come ti ho detto invece mi è piaciuto molto ma forse è l’unico.
        Lezioni di piano è estremamente bello, la musica di Michael Nyman e unica e incredibile, guardalo non ne resterai delusa!

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      4. Ho visto di Zeffirelli solo L’Amleto e Jane Eyre, quindi non posso esprimermi sullo stereotipato o meno.
        Lo guarderò sicuramente 😉 appena riesco a ritagliarmi un po’ di tempo lo guarderò e magari scriverò anche una piccola recensione ^^

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