Analisi su “Anna Karenina” di Lev Tolstoj

Anna Karenina

220px-AnnaKareninaTitle

Identikit

Titolo: Anna Karenina
Titolo Originale: Анна Каренина
Autore: Lev Tolstoj
1° Edizione: 1877
Editore: Rousky Vestnik (Il Messaggero Russo)
Paese d’Origine: 20px-Flag_of_Russia.svg, San Pietroburgo
Lingua Originale: Russo
Genere: Romanzo Realista

Particolarità e critiche dell’epoca&Analisi dei Temi

Tolstoj considerava questo libro il suo primo vero romanzo: un capolavoro del realismo. Si sarebbe ispirato al poeta russo Aleksandr Sergeevič Puškin e ad avvenimenti della sua vita reale, come ad esempio l’amante del suo vicino di casa Bibikov. Nel 1887 Tolstoj afferma di avere immaginato un «nudo gomito femminile di un elegante braccio aristocratico» e da quel momento ne fu così perseguitato da doverne creare un’incarnazione. Il romanzo, avendo un’occhio critico verso l’aristocrazia del tempo, si sa, non poteva che scatenare la sommossa della critica russa che definì il romanzo fin dalla prima pubblicazione «un romanzo frivolo dell’alta società». Nonostante questo commento, l’opera non fu smentita da altri scrittori come ad esempio il compatriota Fëdor Michajlovič Dostoevskij «Anna Karenina in quanto opera d’arte è la perfezione… e niente della letteratura europea della nostra epoca può esserle paragonato». L’opinione fu confermata anche dal russo Vladimir Vladimirovič Nabokov che spiegò che si trattasse del «capolavoro assoluto della letteratura del XIX secolo». William Faulkner afferma che sia il romanzo “più bello mai scritto”. Il romanzo comunque anche adesso è molto popolare e lo dimostra il sondaggio del 2007 sul Time.

Insomma anche se l’esortazione iniziale era tutto tranne che incoraggiante, Tolstoj di certo non si arrese e perseverò nel suo lavoro sul periodico “Messaggero Russo”. Fino a quando Tolstoj litigò con il redattore capo Mikhaïl Katkov per il contenuto dell’ultimo episodio (il libro è suddiviso in 8 parti). Tolstoj aveva inserito idee antinazionaliste e la sua opinione [che non era di certo velata come l’ermetismo] ovviamente fu censurata. Lo scrittore, per far terminare la sua vicenda, pubblicò a sue spese l’ultima parte, lasciando sul giornale poche righe conclusive. Ma nonostante tutte le critiche, il libro ebbe un enorme successo in Russia. Figuratevi che alcune donne di mondo inviavano i loro domestici alla stampa per conoscere qualcosa sul prossimo episodio. Un comportamento che vedo adatto alle donne aristocratiche dell’ottocento e si può facilmente intuire come il tutto sia piaciuto. Un altro commento di Fauet sul libro è stato <>.
Ps. La considerazione è molto più lunga ma ho preferito lasciare solamente questo per farvi capire come venga giudicato e per non risultare troppo pesante ^^
In breve: il romanzo da molti non è considerato tale, non rasenta nemmeno il realismo ma la vita stessa. Perché? Ha una marea di tematiche. E’ ambientato nelle classi russe più alte, approfondisce problematiche come l’ipocrisia, la gelosia, la fede, la fedeltà, la famiglia, la morte, il matrimonio (che era il cardine dei secoli passati, non dimentichiamocelo!), la società, il progresso, il desiderio carnale e la passione e non bisogna ritenere meno importante il conflitto tra stile di vita agrario e quello urbano (che era molto sentito nella società russa).
Il romanzo si basa su un contrasto molto sottile: il contrasto tra l’amore di Anna e Vronskij con quello di Levin e Kitty. Il primo oltrepassa il limite dell’adulterio come “banale” passatempo, crea scompiglio, ritorsioni e sospetti; il secondo è solido e onesto (anche se anche il loro rapporto non è perfetto), relativamente più tranquillo e sicuramente felice. Tolstoj non vuole che si commiseri Anna, perché viene messa in luce la sua incapacità nell’impegnarsi alla ricerca della sua felicità tanto ambita e della comprensione dei propri sentimenti. [ Volete la mia opinione? Lei si trastulla nel dire di essere incapace e non tenta di risollevarsi da quella situazione. La sua è una disperata ricerca… ma neanche tanto perché non fa niente per ricercare. Lei è un personaggio tipo “la felicità mi deve cadere dal cielo. E dato che per il momento mi è giunta solo disgrazia per il mio amore sono condannata a non essere felice.”]
Dall’altro canto Levin [il mio personaggio preferito] è considerato il ritratto semi-autobiografico di Tolstoj, delle sue credenze, delle sue lotte, dei suoi eventi della vita e delle sue crisi interiori. (Basti pensare al fatto che lui faccia leggere il suo diario alla sua fidanzata o anche il contrasto con la religione che si ritrova a combattere). Anche il cognome “Levin” sembra richiamare il primo nome di Tolstoj “Lev” (il cognome russo Levin significa “di Lev”.)
Come sempre l’uomo ottocentesco [quello intelligente] non può che criticare la società, le sue regole e di conseguenza le classi aristocratiche. Un tema stile eroe byroniano per intenderci (anche se affrontato in maniera TOTALMENTE diversa).
La gelosia… vorrei spendere qualche riga a parlarvi di questo tema. E ovviamente il contrasto ricade sulle coppie Anna/Vronskij e Kitty/Levin. Anche se questi ultimi sono “i buoni” hanno ovviamente i loro difetti e condividono con l’altra coppia la gelosia. Per quanto la gelosia sia sempre travolgente non si può che soffermarsi un attimo a pensare sulle sua diversità. Anna, aggrappandosi alla sua unica felicità, finirà per diventare possessiva all’inverosimile, gelosa che Vronskij non la voglia più [il modo migliore per rendersi antipatici per intenderci…] anche se il suo comportamento è spinto dalla disperazione lei è esagerata e si dispera che il suo unico appiglio possa lasciarla. Il suo sospetto è catastrofico, la rende nervosa e brusca nei confronti di Vronskij che si arrabbierà più di una volta. Quesa gelosia lascerà una brutta crepa nella coppia.
Levin ha un tipo di gelosia diversa. E’ geloso da morire verso la povera Kitty di cui davvero non si può dubitare. Levin scarica i suoi sospetti e la sua rabbia su Kitty anche se ogni volta si ferma per placarsi, per notare la devozione di Kitty e per pentirsi di aver fatto lo stupido. Saprà calmarsi e non si farà tormentare particolarmente da questo sentimento, Kitty anche si rivelerà gelosa ma i due potranno sorpassare questa incomprensione in modo magnifico.
In ogni romanzo – più o meno – si affronta il tema della fede e questo romanzo non fa assolutamente eccezione. Levin e Kitty sono i burattinai principali della vicenda. Kitty è… sì la perfetta figura femminile ottocentesca dedita alla religione, alla purezza, solita tiritera… Levin no. Levin è assalito dai dubbi e non riesce a credere (benchè si viene a conoscenza nella sua vita e prima era religioso). A un certo punto del romanzo finisce all’esatto estremo, mi spiego. Pensa che non bisogna mai arrabbiarsi, che bisogna essere bravi e buoni con tutti. Insomma “alla Manzoni” Levin prova una continua uggia e i dubbi lo porteranno poi alla soluzione. Ma alla fine decide e – passatemi il papiro – ma è una parte che adoro e vorrei riproporla ^^

“ […] Io sento in me questa rivelazione e, riconoscendola, mi unisco, mio malgrado, con gli altri uomini in una comunità di credenti che si chiama la Chiesa. Bene, e gli ebrei, i maomettani, i confuciani, i buddisti, cosa sono? […] Possibile che queste centinaia di milioni di uomini siano privati di quel bene migliore, senza di cui la vita non ha senso? […] Mi chiedo quale rapporto con la divinità abbiano le varie religioni dell’umanità. Mi chiedo come Dio si manifesti in tutto l’universo, in tutte queste nebulose… […] Non so forse che le stelle stanno ferme? […] Ma, guardando il movimento delle stelle, non posso immaginarmi la rotazione della terra, e ho ragione dicendo che le stelle si muovono. […] così sarebbero oziose e vacillanti anche le mie conclusioni non basate su quella comprensione del bene che è stata e sarà sempre eguale per tutti e che mi è rivelata dal cristianesimo e può esser sempre verificata nella mia anima. La questione, poi, delle altre credenze e dei loro rapporti con la divinità non ho il diritto, né la possibilità di risolverla. […] Questo nuovo sentimento non mi ha cambiato, non mi ha reso felice, non mi ha rischiarato di colpo, come sognavo […] Anche qui non c’è stata nessuna sorpresa. Si tratti o no della fede – di preciso non so cosa sia – questo sentimento è entrato in me attravero le sofferenze in modo egualmente invertito e si è fermamente stabilito nella mia anima. […] Mi arrabbierò egualmente con il cocchiere Ivàn. Egualmente discuterò, esprimerò a sproposito i miei pensieri, ci sarà sempre lo stesso muro fra il sacrario della mia anima e gli altri […] egualmente non capirò con la ragione perché prego e potrò pregare, ma ora la mia vita, tutta la mia vita, qualunque cosa accasa, in ogni suo momento, non solo non è priva di senso come prima, ma ha un significato sicuro che le deriva dal bene su cui io posso fondarla. “

Viene ribadita l’importanza della famiglia e già dall’incipit si può capire tutto:
“Tutte le famiglie felici sono simili fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”
Non parlerò molto sul matrimonio, come già ribadito un caposaldo delle epoche passate, ma bensì sul tema della morte. Non sarò molto pesante. Dirò solo che bisogna continuare ad andare avanti e pensare alla vita. Non voglio approfondire anche per evitare degli spoiler ^^”
Ed eccoci giunti all’ipocrisia. Tolstoj, in “Le confessioni”, che pubblica dopo questo romanzo dimostrerà la sua antipatia verso l’ipocrisia
« Ogni volta che cercavo di mostrare i miei desideri più intimi (un desiderio di essere corretto moralmente) incontravo disprezzo e derisione, e ogni volta che cedevo ai desideri più bassi ero incoraggiato ed elogiato. »
Qualcos’altro che per l’autore è una sorta di ipocrisia è l’abitudine aristocratica di parlare in francese anziché russo. Levin sentirà questo come falso e noioso. [ Farò una piccola precisazione personale. Quando ero piccola ho imparato prima a parlare francese e poi l’italiano. I miei parenti non erano felici della cosa perché “è troppo duro per un bambino”. Vi assicuro non è così anzi mi è ritornato particolarmente utile. Quindi se Tolstoj critica la cosa solo perché “abitudine aristocratica” e perchè il francese era la lingua del bon ton ed era un patriottico e voleva che andasse avanti la tradizione russa. A me piacciono molto le lingue e non trovo artificioso parlarle. Qui si tratta solo di una controversia di apparenza e dell’essere “nobili”. Inoltre i russi in quell’epoca cercavano di imitare molto gli europei (soprattutto francesi, inglesi e italiani) quindi probabilmente questi scrittori volevano un riscatto sociale di una loro tradizione e non l’ammirazione per altro.]
Ps.
Tolstoj ci fa notare con questa frase (sempre de Le Confessioni)
« Una mia cara zia con cui vivevo, la più pura tra le creature, diceva sempre che avrebbe sperato che avessi una relazione con una donna sposata. Rien ne forme un jeune homme comme une liaison avec une femme comme il faut. »
Che le relazioni extraconiugali erano sopportate dalla società russa.
Concluderò questa breve analisi con una piccola finestra sul contesto storico (Dato che il romanzo ne è pieno). E’ colmo di riforme legali, militari, introduzioni di locali governamenti (Zemstvo), la nascita sempre più crescente dei treni, banche, industrie, telegrafi, il nuovo business crescente e il declino della vecchia aristocrazia terriera, il Pan-Slavism, la questione delle donne e la situazione dei contadini.

Biografia dell’Autore

Analizzare semplicemente la vita di quest’autore è arduo, tuttavia, per non appesantire, ho cercato di essere la più sintetica possibile ^^, lasciando un’unica frase che potrà chiarire bene il tutto.
La vita di Tolstoj fu caratterizzata da una tensione indomabile e profonda. Questa lotta dei suoi pensieri – con se stesso e con il mondo – (e possiamo averne qualche esempio nei dubbi di Levin), lo portò ad alimentare la sua creatività.
Lascerò la frase che disse Tolstoj stesso, negli ultimi anni, per descrivere la sua esistenza:

« […] quel primo tempo poetico, meraviglioso, innocente, radioso dell’infanzia fino ai quattordici anni. Poi quei venti anni orribili di grossolana depravazione al servizio dell’orgoglio, della vanità e soprattutto del vizio. Il terzo periodo, di diciotto anni, va dal matrimonio fino alla mia rinascita spirituale: il mondo potrebbe anche qualificarlo come morale, perché in quei diciotto anni ho condotto una vita familiare onesta e regolata, senza cedere a nessuno dei vizi che l’opinione pubblica condanna. Tutti i miei interessi però erano limitati alle preoccupazioni egoistiche per la mia famiglia, il benessere, il successo letterario e tutte le soddisfazioni personali. Infine il quarto periodo è quello che sto vivendo adesso, dopo la mia rigenerazione morale […] »

Trama. Senza Anticipazioni

Il romanzo si apre con una scena che introduce il Principe Stepan Arkad’ič Oblonskij (“Stiva”), un aristocratico moscovita e ufficiale civile che ha tradito sua moglie Dar’ja Aleksandrovna (“Dolly”) con una governante francese ed è stato appena scoperto per una sua mancanza. La casa è in pieno tumulto dato che la governante è stata scacciata e Dolly si rifiuta di vedere il marito, troppo colpita negativamente da questa scoperta. Stiva, nonostante si senta in colpa – ma è il tipo del “il lupo perde il pelo ma non il vizio”, quindi non fateci sopra troppe speranze – desidera comunque non essere lasciato dalla moglie. Un po’ per il fatto che comunque le vuole bene, un po’ per la sua reputazione e per il suo ceto sociale decide di intervenire affinchè la rottura non sia completa. Stiva viene quindi informato che la sua sorella sposata, Anna Arkadievna Karenina, sta venendo a fargli visita da San Pietroburgo. La sua visita sembra proprio, per Stiva, la soluzione di tutti i suoi guai. Sa che la sorella potrebbe convincere Dolly a fare pace e che quindi potrebbe sistemare la situazione. Cerca così di convincere la moglie a riceverla (e lei inizialmente si rifiuta), inoltre la moglie insiste a non volerlo vedere.
Nel frattempo Stiva si reca al suo lavoro, dove si nota la sua spiccata allegria e la benevolenza che riscuote tra la gente, ignara ancora dello scandalo che lo perseguita e affligge la sua persona. Viene raggiunto dal suo amico di gioventù, Konstantin Dmitrič Levin (“Kostja”) arrivato a Mosca dalla tenuta che gestisce lui stesso. E’ sorpreso di vederlo e per quanto i due abbiano caratteri completamente diversi, vanno d’accordo. Stiva inizia a comprendere dalla orgogliosa timidezza di Levin che sia venuto a Mosca con un preciso intento e ha delle supposizioni che si mostreranno veritiere al pranzo che spartiscono insieme. Per quanto Levin non parla mai esplicitamente ciò che desidera, cerca di tastare il terreno, provando di venire a sapere se la sorella minore di Dolly, la Principessa Katerina Aleksandrovna Ščerbackaja (“Kitty”), possa desiderare di sposarlo. Levin andrà anche a trovare suo fratello, sprofondato nei vizi e tormentato dalla malattia.
Levin è appassionato, agitato e soprattutto timido. E’ anche lui un aristocratico e proprietario terriero e, a differenza di Stiva, preferisce di gran lunga la campagna delle sue proprietà che la città. Incoraggiato dalle parole di Stiva – gli viene detto che Dolly lo considera “favorito” nell’impresa [e pensando a Dolly, Stiva si inquieta e ciò non sfugge a Levin] – ma messo in guardia dal fatto che ci sia uno spasimante, Levin si appresta a incontrarla o meglio ad andare in un luogo dove molto casualmente potrebbe vederla. Si reca quindi alla pista di pattinaggio e, un po’ agitato nel timore di fare brutte figure, un po’ incupito dal fatto che Stiva e Dolly non vadano d’accordo, la scorge. Bella e perfetta, come l’aveva sempre vista. Come l’autore precisa c’erano tante donne ma per Levin, Kitty superava tutte. C’è da aggiungere che Levin un tempo aveva amato Dolly [ la situazione è un po’ alla Zeno Cosini. Ma lui non aveva mai disprezzato Kitty. nè è tanto inetto come il personaggio di Svevo ] ma mai aveva raggiunto il livello di sua sorella minore. Lui è piacevolmente soddisfatto del fatto che lei sembri entusiasta nel vederlo – nonostante il fatto che lui anni fa, un po’ per la sua timidezza nel tentare di dichiararsi era quasi scappato da Mosca per ritirarsi in campagna senza salutare nessuno – viene invitato dalla madre di Kitty ad andare quella sera a casa loro (dopo una debole protesta di Kitty). Quella sera stessa, Levin si propone ma il suo orgoglio viene umiliato da Kitty che non lo desidera come marito (un po’ per colpa delle insistenze della madre, che non ha il povero Levin in grande simpatia). Levin tenta di andarsene ma con la comparsa della Principessa, madre di Kitty, è costretto a restare. Conosce quindi anche l’ufficiale dell’esercito e conte Aleksej Kirillovič Vronskij, su cui la madre di Kitty e lei stessa fanno affidamento per un buon matrimonio. (Per quanto Kitty ami Levin, ama ancora di più Vronskij e spera di ricevere da lui una proposta di matrimonio). Il momento è imbarazzante perchè la madre sembra che abbia capito cosa sia successo, Kitty si vergogna davanti a Levin per il suo comportamento e per il fatto che dia retta a Vronskij, Levin studia il suo rivale e Vronskij amoreggia con Kitty al limite del buonsenso e delle convenzioni, schiaffeggiando così moralmente Levin (e pure Kitty). Per completare la faccenda giunge anche il padre di Kitty, il Principe, che non solo appoggia Levin come partito di sua figlia, ma odia Vronskij. Levin appena la buona educazione glielo permette, lascia la casa, molto amareggiato e deluso (anche se non più di tanto dato che ha un’autostima pari a un numero non esistente e continua a ripetersi che Kitty non avrebbe mai potuto accettarlo).
Recatosi alla stazione per incontrare Anna, Stiva incontra Vronskij, che sta aspettando lì sua madre, la Contessa Vronskaja. Si scopre così che Anna e la Contessa hanno viaggiato e chiacchierato insieme nella stessa carrozza. La madre di Vronskij aveva parlato e descritto molto suo figlio, appunto l’ufficiale, e dal canto suo, Anna aveva parlato di suo figlio, Sergej (“Serëža”) ed era preoccupata di lasciarlo per la prima volta da solo. La Contessa è piacevolmente infatuata dalla presenza di Anna e viceversa. Quando finalmente tutti si incontrano e Vronskij vede Anna per la prima volta, un lavoratore del treno accidentalmente cade davanti a un treno in corsa e viene ucciso. Anna interpreta il tutto come un “cattivo presagio”, ma ciò non impedisce a Vronskij di essere incantato dalla sua presenza.
A casa degli Oblonskij, Anna incontra Dolly e le parla apertamente, toccandola molto sui sentimenti, dell’affare di Stiva e la convince del fatto che lui la ami ancora nonostante la sua infedeltà. Dolly è commossa dall’argomentazione di Anna e, trovandola fantastica e ringraziandola dal profondo del cuore, decide di perdonare Stiva e di non lasciarlo.
Kitty va a visitare sua sorella maggiore e incontra Anna, restandone completamente affascinata. Ha soli 18 anni e nella sua prima stagione di debuttante, si aspetta di combinare un buon matrimonio con un uomo della sua classe sociale. Vronskij ha attirato la sua attenzione e si aspetta di danzare con lui al ballo quella sera. Kitty è molto colpita dalla bellezza di Anna e dalla sua personalità e finisce per adorarla quasi quanto Vronskij. Viene ribadito il fatto che quando Levin si era dichiarato a casa di Kitty, lei lo aveva maldestramente scoraggiato, credendo di essere innamorata di Vronskij e che si sarebbe dichiarato, incoraggiata da questa illusione dalla madre.
Al grande ballo Kitty si aspetta di sentire definitivamente qualcosa da Vronskij – anche per il fatto che continui a rimpiangere le parole di Levin – ma lui danza con Anna, scegliendola come compagna al posto di una scioccata, disillusa ma magnificamente ben vestita Kitty. La ragazza aveva infatti rifiutato tutti i balli che le erano stati proposti, pensando che all’ultimo minuto sarebbe venuto il conte. Lei finalmente realizza che l’ufficiale è innamorato di Anna e che lui non ha mai avuto intenzione di sposarla, nonostante le sue numerose attenzioni nei suoi confronti. Vronskij aveva sempre visto il suo rapporto con Kitty come una sorta di divertimento ed era convinto che lo stesso era per Kitty [ e già che bello divertiamoci con i sentimenti della gente .-. ] Kitty inizia ad odiare Anna e quest’ultima, scossa dalla sua reazione emozionale al vedere Vronskij, parte immediatamente per San Pietroburgo. Soddisfatta del fatto che sia riuscita a sottrarsi dalla vista dell’ufficiale, e ancora tutta scossa, se lo ritrova davanti. Vronskij è infatti salito sul suo stesso treno e durante il viaggio, i due si incontrano e il Conte confessa il suo amore per lei. Anna lo rifiuta, nonostante sia profondamente lusingata dalle sue attenzioni per lei.
Levin, annientato dal rifiuto di Kitty, ritorna nella sua campagna, abbandonando ogni speranza di matrimonio. Anna fa quindi ritorno da suo marito Aleksei Aleksandrovič Karenin, un’importante ufficiale governativo e da suo figlio Serëža. Vedendo per la prima volta il marito dopo l’incontro con Vronskij, Anna realizza che lo trova sgradevole ma che nonostante tutto sia un brav’uomo, pur se freddo e autorevole.

Fine prima parte

Analisi dei Personaggi.

Anna Arkadievna Karenina (Анна Аркадьевна Каренина): Sorella di Stepan Oblonskij, moglie di Karenin e madre di Serëža. Ama il Conte Vronskij.
Conte Aleksej Kirillovič Vronskij (Aлекceй Kиpиллoвич Bpoнcкий): Ama Anna, per un certo tempo dedica le sue attenzioni a Kitty per poi seguire Anna a San Pietroburgo.

Principe Stepan (“Stiva”) Arkad’ič Oblonskij (Cтeпaн “Cтивa” Aркaдьевич Oблoнский):Un impiegato statale, fratello di Anna. Uomo di città di 34 anni. E’ il marito di Dolly
Principessa Dar’ja (“Dolly”) Aleksandrovna Oblonskaja (Дарья “Дoлли” Aлeксaндрoвна Oблoнскaя): Moglie di Stepan, 33 anni. Madre di 7 bambini di cui 5 viventi.

Aleksei Aleksandrovič Karenin: Ricopre un ruolo molto importante nella società russa. Marito di Anna.

Konstantin (“Kostja”) Dmitrič Levin: Aristocratico proprietario terriero, ama Kitty, un vecchio amico della famiglia Ščerbackaij e di Stiva, 32 anni.

Nikolaj Dmitrič Levin: Fratello maggiore di Konstantin, comunista e alcolico.
Sergej Ivanovich Koznyshev: Fratello di Konstantin, un celebre scrittore, 40 anni
Katerina (“Kitty”) Aleksandrovna Ščerbackaja: La sorella più giovane di Dolly, 18 anni
Principessa Elizaveta (“Betsy”) Tversokja: Cugina di Vronskij
Contessa Lidija Ivanovna: Patrona di una grande circolo sociale ed evita Betsy e il suo circolo. Ha un interesse per avvenimenti mistici e spirituali.
Contessa Vronskaja: Madre di Vronskij
Sergej (“Serëža”) Aleksandrovič Karenin: Figlio di Anna e Karenin
Anna (“Annie”) Karenina: Figlia di Anna e Vronskij
Varen’ka: una giovane organa, semi-adottata da Madame Stahl, sarà la migliore amica di Kitty all’estero.
Agatha Mikhailovna: Economa di Levin
Filimonovna: Educa I bambini Oblonskij
Golenistchev: Compatriota incontrato da Vronskij e Anna nel loro soggiorno in Italia
Michel Stanislavitch Grinevitch: Collega di Oblonskij
Iachvine: ufficiale amico di Vronskij
Vassili Loukitch: Precettore di Sergej Karenin dopo la partenza di Anna
Arsen Lvov: Marito di Nathalie Ščerbackaja, vecchio diplomatico
Kouzma: Valletto di Levin
Maria Nicolajeva: Compagna di Nikolaj, precedentemente una prostituta
Mathieu: Valletto di Stepan
Mikhajlov: pittore russo emigrate in Italia
Philip Ivanovitch Nikitine: Collega di Oblonskij
Contessa Nordson: amica di Kitty, non apprezza Levin
Grisa Oblonskij: figlio cadetto di Stepan e Dolly
Tanja Oblonskaja: Figlia di Stepan e Dolly
Petriskj: Luogotentente, amico di Vronskij
Riabin: Negoziante, compra una foresta di Stepan Oblonskij
Serpoukhovstkoj: Generale, amico di Alexis Vronskij
Snietkov: Maresciallo di noviltà della provincial di Kachine battute all’elezione
Nathalie Ščerbackaja: Sposa di Lvov
“ Il vecchio principe” Ščerbackaij: padre delle sorelle Ščerbackaja
Nicolaj Ščerbackaij: Cugino delle sorelle Ščerbackaja
Sviakij: Vicino di Levin, maresciallo di nobilità nel distretto Selezniev
Tchirikov: Compagno di caccia di Levin
Alexandre Vronskij: Fratello di Alexis, colonnello. Ha sposato una giovane donna senza fortuna

Ps. Mi scuso se alcuni nomi russi siano sbagliati ma una traduzione mette una cosa e poi un’altra ancora… ovviamente se trovate qualcosa di sbagliato potete segnalare ^^

Se vi è piaciuto l’articolo, acquistate il mio libro Qui

Annunci

52 thoughts on “Analisi su “Anna Karenina” di Lev Tolstoj

      1. Evvaiii ^^ 🙂 Contraccambio il faviore: se tu vuoi che esprima la mia opinione su qualche film o che rifletta su qualche citazione che ti ha colpita (presa da film,libri,serie tv,ecc..) contattami pure 🙂

        Liked by 1 persona

  1. A dire il vero ho sempre mal sopportato i romanzi realisti, ma apprezzo la loro profondità e strutturazione che porta a riflessioni importanti. Penso che un giorno lo leggerò, dato che vidi il film tempo fa e lo apprezzai molto. Un gran bel film, anche se non so sinceramente quanto centri con il libro, per dirlo dovrei leggerlo.
    Bella analisi, come sempre ^^

    Liked by 1 persona

    1. Anche io ho un po’ di diffidenza quando inizio un romanzo realista, ma Anna Karenina è fatto davvero molto bello 🙂 E’ molto lungo (i russi erano molto espansivi nei loro racconti) e ci sono dei punti un po’ “stagnanti” a mio parere ma è un libro degno di nota ^^
      A differenza di altri romanzi realisti l’ho trovato molto più sviluppato da un punto di vista psicologico, di temi e di riflessioni ^^
      Non ho visto ancora il film, quindi non so dire, dovrei vederlo e dirti che ne penso xD se vuoi perderti in un romanzo bello lungo te lo consiglio ^^
      Grazie mille :3 Sappi che se vuoi altre analisi su qualche libro io sono sempre qui ^^

      Mi piace

  2. Anna Karenina è il mio libro preferito proprio per questo realismo da parte di Tolstoj. L’analisi l’ho trovata corretta, soprattutto per la differenzazione tra le coppie Anna/Vronskij e Kitty/Levin e di come Anna non si “sforza” neanche a trovare la serenità.
    Ottimo lavoro!

    Liked by 1 persona

  3. Anna Karenina, il mio libro preferito in assoluto, riletto un centinaio di volte in una edizione del 1923 appartenuta a mio nonno in due volumi : ottima la traduzione di Luigi d’Agesilao…scrivo ottima perché ne ho altre due edizioni recenti ma non valgono la prima …ciaoooo

    Liked by 1 persona

      1. Sì, è quella del 2013, regista jimmy Wright e attrice Knightley… A me è piaciuta la teatralità della trasposizione e la sontuosità delle scene che cangiavano in modo sorprendente, passando da una fumosa stazione affollata e ghiacciata, a una lussuosa serata danzante sfavillante di stoffe e parati………
        Un saluto ed un fiore…

        Liked by 1 persona

      2. Io con la Knightley ho visto Orgoglio e Pregiudizio… uhm… ti farò sapere dal trailer mi sembra che appunto la teatralità e gli scenari siano davvero ben fatti… devo vedere gli attori ^^ io punto molto sul livello di recitazione ^^

        Liked by 1 persona

  4. mi è piaciuto tanto quest’articolo! Concordo sul fatto che Anna sia stupida… insomma io ero lì che leggevo e pensavo “ma che caspita fai” quando comincia a dubitare di Vronskji non ci ho visto più.. Tuttavia ammetto che a leggere le parti sull’agricoltura mi sono appallata… cioè all’inizio andavano pure bene ma poi ha esagerato ahah un libro stupendo comunque e quest’analisi mi è pi

    Liked by 1 persona

    1. sono felicissima che l’articolo ti sia piaciuto *^*
      Ecco concordo sul personaggio di Anna… anche io non l’ho sopportata moltissimo a un certo punto. Cioè inizialmente potevo anche dire “poverina” ma alla fine è una donna che non ha lottato e voleva che la felicità giungesse a caso.
      Cioè anche quando il marito comunque accetta di affidargli il figlio e tutto… accetta, non rompere! Vronskij poi è impazzito dopo il comportamento di Anna. Anna giustamente aveva paura di essere abbandonata e a differenza di un uomo, lei non poteva più ritornare rispettabile. Quindi in un certo senso la capisco ma era davvero un personaggio morboso…
      Le parti sull’agricoltura… sì perchè quelli erano un punto politico e attuale dell’epoca e se non si conoscono i fatti diventa noioso. Io mi sono informata un po’ e ho capito qualcosina in più, erano dei dibattiti molto pesanti però è un punto focale della Russia del tempo criticata anche da scrittori come Gogol o Dostoevskij…
      A presto 🙂

      Mi piace

  5. È un libro che amo 🙂 certo in alcuni punti sembra che non si riesca ad andare avanti,ci si perde tra le milioni di parti iper descrittive, ma nel complesso è un libro da consigliare assolutamente! Non sono ancora riuscita a vedere il film con la meravigliosa Keira, mi auguro sia all’altezza del romanzo scritto.

    Liked by 1 persona

    1. Alcuni punti sono molto politici e criticano l’epoca quindi a un lettore odierno, che non conosce anche i momenti appare molto pesante ^^
      Di questo libro ho amato la perfetta caratterizzazione e lo spessore psicologico… qualcosa di davvero molto accurato 🙂
      Sono curiosa di vedere il film con la Keira… non ho visto nessuna trasposizione cinematografica ma appena posso lo farò e magari farò una breve recensione 🙂

      Liked by 1 persona

  6. visto quanto amo questo capolavoro aggiungo che anna è un grande personaggio, attualissimo, una donna molto intelligente e per questo votata ad una grande lacerazione emozionale. il figlio da una parte e l’amante dall’altra, quell’amante che lei stessa allontana perseguitata da fantasmi di gelosia. Insomma la tragica anima russa la porta all’autodistruzione fino al suicidio che è espiazione per quello che per lei rimane un peccato senza perdono.
    Credo che per capire Karenina bisogna aver letto altre opere di Tolstoj e anche quelle di qualche altro Grande russo. I films…nulla hanno a che fare con il libro, ovviamente è solo il mio parere. riciao

    Liked by 1 persona

    1. La Karenina è un grandissimo personaggio. Personalmente non è nelle mie simpatie ma ammetto che ha una descrizione, una profondità uniche. E’ una persona davvero molto attuale e mi accordo a te dicendo questo. E’ intelligente, attraente ma triste e nonostante tutto non riesce a ribellarsi e sente l’insoddisfazione, senza provare quella felicità per cui aveva abbandonato tutto.
      Lo immaginavo per i film… vorrei vederli e commentarli appena ho tempo ^^
      Ciao *^*

      Mi piace

  7. Ciao Aalicejaneraynor, considerando che spesso mi aggiro ”letterariamente” 🙂 nella Russia e visto che mi sono ripromesso di leggere anche ”Anna Karenina”, spero di poter ritornare su questa tua recensione per confrontarla con le mie impressioni.
    Quest’estate invece, sempre di Tolstoj, ho avuto modo di rileggere ”La felicità domestica”: fine dissezione del rapporto di coppia e allo stesso tempo struggente ritratto dell’amaro trasformarsi del sentimento.

    Dal tuo blog ho visto che hai anche una vena gotica :-): magari tra le tue letture c’è anche il sublime realismo macabro intessuto da Hugo in ” L’uomo che ride”, allorché sopra la testa dello smarrito Gwynplaine si rappresenta quella tormentosa e sinistra danza di corvi… Che poi non so se accostando ”gotico” e ”macabro” – non sono bravo nelle definizioni 😦 – io non abbia fatto un volo, non sinistro come quello dei corvi di Hugo, ma pindarico… Ahhhhhh

    🙂 Piacere di essere giunto tra queste tue pagine,
    Renzo

    Liked by 1 persona

    1. Ciao ^^ Grazie per essere passato a leggere questa mia recensione 🙂
      Io mi sto avvicinando ultimamente alla letteratura Russa e la sto semplicemente adorando, sarò davvero ben curiosa di conoscere una tua impressione 🙂
      L’uomo che ride non ho ancora avuto modo di leggerlo ma era tra le mie letture ^^
      Sì credo che in molti casi il gotico possa essere avvicinato a macabro 🙂 poi dipende da caso a caso
      E’ davvero un piacere aver letto questo tuo meraviglioso commento, a presto 🙂

      Liked by 1 persona

      1. E fai bene ad avvicinarti, oltre che per piacere naturalmente e principalmente :-), sicuramente gioverà alla tua già spiccata capacità di scrittura – me lo conferma anche la sola rapida lettura che ho dato al tuo prologo (mi immagino un tocco di ”straordinarietà” dostoevskiana al carattere del ”tuo” misantropo ahhh… ahhh..).

        Liked by 1 persona

      2. In generale cerco di avvicinarmi a varie culture e la lettura di un libro è sempre un buon metodo secondo me 🙂
        Ti ringrazio davvero tanto per il complimento ^^ E’ la mia prima storia del genere (Spero che il grande Dostoevskij possa avermi in qualche modo ispirato nella caratterizzazione dei personaggi… ma ci tengo a precisare che il mio misantropo è più vicino a un byroniano o a un machiavellico 🙂 )

        Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...