Spettro d’Inchiostro

Spettro d’Inchiostro

Questa storia partecipa alla prima sfida del circolo di scrittura creativa Raynor’s Hall. Il tema estratto per questo mese è stato “Spettri” proposto da Erin Wings (Irene Sartori)
11012847_887921604612838_853848495854792411_n«Non mi lasciare.» supplicò tremante, abbracciando il ragazzo che stava con lei.
Immerse il volto nella sua giacca, sperando di non vedere quello che la circondava, sentendosi più al sicuro nell’inconsapevolezza. Le sue braccia la stringevano e si sentiva protetta, lontana da quel vortice di paure che fino a poco prima l’aveva attanagliata.
«Non lo farei mai.» ribatté l’altro, piegando leggermente la testa per guardare la sua chioma scura e fluente. Rimase in silenzio, respirando lentamente, assaporando ogni singolo attimo di quella stretta sospesa nel tempo.
Lei non si muoveva, aveva persino socchiuso gli occhi e si era completamente abbandonata a quella carezza.
Lui alzò di scatto la testa verso l’alto, conscio di un nuovo sentimento. Forse vergogna o forse un senso di impotenza che gli impediva di agire per stroncare quel terrore dalla ragazza.
«Perché hai paura del buio?» sussurrò piano lui nell’aria gelida della notte, continuando a scrutare l’orizzonte, come in allerta per abbattere delle minacce.
Lei per un attimo si irrigidì, aprì gli occhi e prese a scrutarlo con fare attento e profondo. Schioccò la lingua come per parlare, poi richiuse la bocca e stette in silenzio. Era difficile esprimere un terrore anche così banale. Evitava l’oscurità, come se il suo essere non potesse mai far parte di quella scia di tenebre. Addusse nella sua mente una serie di spiegazioni.
La notte rievocava i ricordi spiacevoli, la solitudine, l’abbandono, la freddezza e la consapevolezza di non essere altro che ignoranti in quel vasto e impenetrabile mistero dell’universo. Era una serie di emozioni che la facevano tremare e star male. Non poteva tollerare la compagnia di se stessa e doveva necessariamente aggrapparsi agli altri, sperando di trovare forza e conforto. Non riusciva a vivere con il suo solo sostegno, sforzandosi di continuare a lottare per i suoi obiettivi. Non poteva riuscirci e la notte metteva alla prova la sua poca autostima.
Aveva una paura folle per il buio. Tutti i racconti tragici o gli insegnamenti corretti della propria puerile esistenza le avevano sempre mostrato come nemesi quella componente oscura dell’equilibrio ciclico della vita: ogni sua membra aveva evitato le tenebre e i suoi spettri, associandole alla fredda morte, all’ignoto, al diverso e alla cupidigia. Appena il crepuscolo privava della luce l’universo, sentiva la paura assalirla e nasceva la consapevolezza di iniziare una sfida.
Ogni volta che entrava in una stanza, lasciava dietro di sé una scia di candele, senza osare spegnerle, rischiando anche incendi. Appena le capitava di entrare in una camera nella penombra, le sue gambe tremavano incontrollabili. Alle spalle sentiva un’ossuta presenza ghermirla e se soltanto si fosse voltata, avrebbe probabilmente visto quel cranio beffardo ad attenderla. Negli angoli oscuri avvertiva il risolino sghignazzante dei fantasmi e agghiacciata cercava disperatamente un nascondiglio dove ripararsi. Si poteva quindi capire la sua grande gioia nello scorgere l’alba, dopo aver passato una notte tremenda, tra insonnia e paura di morire bruciata.
Non poteva che sorridere a quel ricordo tanto imbarazzante, che adesso in compagnia del ragazzo gli appariva lontano. Ma quella paura era ancora lontana da essere eliminata.
La fiamma del lampione prese a tremare sempre più forte, fino a quando la candela si spense. Lo spazio fu percorso da un fremito e la notte galoppò fino a conquistare la luce, inghiottendola completamente. Non rimase più nulla su cui lei potesse poggiare lo sguardo; le pupille si dilatarono, nel disperato tentativo di cogliere la luce.
Il firmamento non lasciava brillare nemmeno una stella, tutto piombò in un’oscurità fitta e completa. A lei non rimase altro che strizzare gli occhi e nascondere la testa contro il suo petto, stringendolo a sé.
Non avrebbe lasciato l’oscurità penetrarla: non dopo i tristi ricordi che le rievocava, tutto il terrore della sua vita.
Sprofondò tra il suo petto e i lunghi capelli che le incorniciavano il volto, mentre la domanda continuava a riecheggiare “Perché hai paura del buio?”
***
Le labbra si incresparono in un ghigno divertito.
Era uno di quei sorrisi spontanei e di beffa verso un ricordo ormai lontano. Uno di quei ricordi così intimi e infantili di cui ci si sarebbe vergognati in pubblico, mostrandosi scocciati e irritati. Ma lì, in quella solitudine, se non nella consapevolezza della propria debolezza, non si poteva non sorridere e al contempo rifletterci con una certa timidezza.
Rinchiusa nella sua stanza meditava incantata, mentre dal balcone sibilava una pungente brezza notturna.
Muoveva le braccia leggere, ruotava i polsi e a tratti faceva scattare con decisione l’intera mano, come se dirigesse una musica solo a lei conosciuta. Nella notte si avvertiva unicamente lo stridulo verso di un animale, ma lei non ci faceva caso, rapita dalla sua stessa armonia.
Li vedeva stagliarsi nelle tenebre quei fantasmi d’ebano che si sedevano accanto a lei e sussurravano parole indistinte. Tuttavia pareva comprenderle e le narravano di tempi antichi e cupi, di storie passate e dimenticate, di ingiustizie subite e mai vendicate.
L’Ombra e la Solitudine sussurravano rauche, raccontando e consigliando, rivestendo della loro immensa sapienza la giovane. L’istruivano lentamente e nella sua mente si andavano a formare idee e ragionamenti. Nelle loro figure poteva vedere la loro immensa tristezza e da questa ne traeva esperienza. Erano tristi e abbattute, stanche di come ormai gli uomini le usassero per nascondere e devastare; erano ormai macchiate, private della loro bellezza per lasciar posto solo allo squallido e all’orrore che le avevano attribuito, usando la loro coltre per nascondere tutto il male.
Lei non faceva più caso al buio né al suo timore. Il nero si colorava presto di mondi e personaggi, sembrava un’immensa nebbia dove poteva scatenare la sua fantasia, dove poteva scovarla e liberarla come voleva.
Lui si fece avanti, comparendo in quell’immensità cupa, sorridendo in modo inquietante.
«Non avrei mai immaginato che tutto questo sarebbe entrato così tanto nel tuo essere.» sbottò alla fine, in un certo senso soddisfatto.
Tutto intorno a lei si dissolse e rimase nuovamente solo l’oscurità, tutto perse il colore e la creatività venne di nuovo assopita.
«Non volevo accettarlo.» sussurrò lei, facendo uno sforzo su se stessa. «Ma l’ombra è insita in noi, ancora di più della luce. Accettarla è solo un modo per essere migliori. Non bisogna temerla ma accoglierla, comprenderla e raffinarla fino a farla diventare ancora più luminosa del giorno. Allora la notte prenderà colori più vivi e brillanti, diventerà più fulgida e splendente.» continuava assorta, ormai presa nel suo elogio. «Se l’ombra è popolata dai propri e sogni e dalle fantasie non è cattiva né maligna, ma preziosa. Niente è perfetto, né puro. Possiamo solo migliorare noi stessi, soprattutto dai cattivi eventi.»
Ansimava. Aveva parlato tutto d’un fiato, cercando di esprimere quel tornado che l’aveva scossa e turbata di piacere. Tentò di calmarsi, si alzò e si avvicinò alla scrivania. Aprì un tiretto, prese la carta e un calamaio. Si avvicinò al tavolinetto della finestra, dove scivolava silenziosa la debole luce lunare. Non avrebbe potuto guastare quell’atmosfera con una candela, anche se doveva scrivere.
Lasciò correre la piuma, mentre sentiva quella presenza scivolare rapida alle sue spalle.
Lei si bloccò un attimo, si voltò a guardarlo e poi sussurrò silenziosa e compiaciuta. «Il mio spettro d’inchiostro…»
Lui alzò con nonchalance le spalle e ammise, con una lieve nota amara della voce. «Sono nato solo dalla tua fantasia, prima ancora che potessi accettarmi.»
«Non dire assurdità, ti ho sempre accettato!» ribatté lei, offesa. Orgogliosa del personaggio che aveva creato talmente bene da diventare realistico e aiutarla nella sua vita.
Lui sorrise piano e si voltò a osservare il firmamento. Il tempo passò, fino a quando il lucore dell’alba lo fece sparire.
Nell’aria si poteva ancora avvertire il suo sorriso appena accennato.

dde56926ba3cbe6bb1eb5a23b86c7d39[1]


Creative Commons License

Alice Jane Raynor’s “Spettro d’Inchiostro” is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

Annunci

49 thoughts on “Spettro d’Inchiostro

  1. Meraviglioso 🙂 specialmente il finale!
    Mi ha piacevolmente sorpresa e come resto il tuo stile è sempre magnifico, non ho trovato particolari errori, è tutto molto profondo, pensato e curato.
    Complimenti! ^^

    Liked by 2 people

  2. Mi piace molto questo pezzo: «Se l’ombra è popolata dai propri e sogni e dalle fantasie non è cattiva né maligna, ma preziosa. Niente è perfetto, né puro. Possiamo solo migliorare noi stessi, soprattutto dai cattivi eventi.»!

    Liked by 2 people

      1. Quando puoi 🙂 Io ultimamente sto riprendendo a studiare quindi ho meno tempo per dedicarmi ad altro :/
        Se posso permettermi ti consiglio di leggere “Il suono del Rintocco” (lo trovi nel menù” è un romanzo gotico a puntate che sto scrivendo 🙂

        Mi piace

  3. Ci vuole qualche leggera rifinitura, aggiustare qualche tempo, qua e là.
    Trovo molto curiosa la tua scelta di far preferire la luce all’oscurità alla tua protagonista, ovviamente parlo solo superficialmente, per quel poco che ho visto di te e del tuo amore per i toni scuri 🙂
    Bellissime le tue atmosfere, altalenanti tra notte e giorno, me ne sono proprio innamorata, la definirei metaforicamente proprio come un’altalena!
    Il finale poi è davvero accattivante, a volte dimentico la freschezza simbolica delle giovani menti! Penso che molti di noi dovrebbero attingere un po’ dalla saggezza della protagonista del tuo raccontino!

    Liked by 1 persona

    1. Ciao ^^ Grazie per essere passata!
      Dunque anche se questa ragazza è la protagonista del racconto non vuol dire certo che mi somiglia 🙂 trovo che bisogna utilizzare diversi caratteri nei propri scritti. Quindi non c’è niente di cui stupirsi ^^
      La notte e il giorno sono constantemente presenti nel racconto anche se alla fine ho sempre e solo descritto la notte sia nel primo pezzo che nel secondo se non per dare alla fine un’alba solo accennata ^^
      Sono contenta che ti sia piaciuto, a presto!

      Liked by 1 persona

  4. Ciao Alice, passo per il contest ^^ ebbene, molto in tensa questa storiella, si parla di spettri, di paure e si vede bene come l’immagine posta all’inizia ti abbia davvero ispirata ^^ hai definito sapienti due ombre come la solitudine e il buio… beh, sicuramente quella parte è stata molto d’impatto nella povera ragazza che poveretta cerca solo un rifugio ^^ in ogni caso, complimenti: il tuo stile è eccezionale 😀 alla prossima!

    Liked by 1 persona

  5. Ciao cara! Come ti ricorderai, la parte “stilistica” l’abbiamo abbastanza discussa in chat. Il tuo stile qui è molto più lineare, molto più scorrevole e molto più “semplice”(nel senso di meno barocco) rispetto a qualcos’altro che ho letto di tuo. Considerando ciò che racconti, direi sia stata una scelta ottima 🙂
    Per quanto riguarda la storia, all’inizio, quando non si riesce a identificare bene i personaggi, si può andare un pochetto in confusione, ma questa svanisce non appena si procede e si capisce con chi la ragazza stia parlando. L’idea di uno spettro “di carta” è bellissima e poetica e senza dubbio chiunque abbia dei propri personaggi non può che appoggiarti: sono parte di noi e ci aiutano a superare gli ostacoli, a crescere, esattamente come crescono con noi.
    I nostri personaggi non ci abbandonano mai e ritengo che questa storia aiuti proprio a non dimenticarlo!

    Liked by 2 people

    1. Ciao ^^ Grazie per il commento dettagliatissimo ^^
      Sì per lo stile ne abbiamo già parlato 😉 trovavo che qualcosa di più scorrevole si adattasse meglio a questa storia ^^
      Questo alone di confusione era voluto ^^ volevo che piano piano la storia si facesse più chiara ma all’inizio doveva mettere confusione e quel pizzico di curiosità necessario ^^
      Questa storia deve essere un omaggio ai miei personaggi infatti, perchè per quanto possa sembrare assurdo, mi hanno aiutata moltissimo *^* Solo appunto persone come te che scrivono possono capire l’importanza dei nostri personaggi e sono felicissima che tu l’abbia apprezzato ❤
      Alla prossima ^^

      Liked by 1 persona

  6. Ti segnalo giusto un refuso che ho incontrato nella lettura e che potrai facilmente individuare con la funzione cerca: “Negli angolo oscuri”.
    Passando invece al racconto posso solo effettuare un inchino virtuale di fronte a cotanta grazia che viene a prender forma nel tuo armonioso modo di scrivere. Ho apprezzato il carattere di questa storia, cupo e poetico, confezionato da splendide atmosfere e dolci dialoghi.
    Un’ottima interpretazione del tema, unito perfettamente alla passione per la scrittura, più che tangibile per la protagonista e, probabilmente, per l’autrice. Complimenti!

    Liked by 2 people

    1. Grazie per lo sbaglio ^^ Ho provveduto a correggere 🙂
      Sì, la passione per la scrittura e soprattutto dei miei personaggi è una caratteristica comune sia alla protagonista che a me ^^ Ti ringrazio davvero tanto per le bellissime parole, sei stato molto gentile ^^
      Alla prossima!

      Mi piace

  7. Davvero molto molto bella *-*
    Mi trovo a concordare con uno dei commenti precedenti, la parte che mi ha colpito maggiormente è: «Se l’ombra è popolata dai propri e sogni e dalle fantasie non è cattiva né maligna, ma preziosa. Niente è perfetto, né puro. Possiamo solo migliorare noi stessi, soprattutto dai cattivi eventi.»
    Bellissima l’atmosfera!
    Non so cosa aggiungere, posso solo farti i miei complimenti ^^

    Liked by 1 persona

    1. Sono contentissima che questo mio racconto ti sia piaciuto *^*
      Ammetto che l’idea che avevo in testa non fa giustizia a quello che sono riuscita a scrivere e infatti non ne sono soddisfatta. Ma vedere che è piaciuta mi fa davvero piacere e mi fa anche rivalutare quello che ho fatto 🙂 quindi grazie ^^
      Alla prossima 😀

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...