Analisi su “Pamela” di Samuel Richardson

Pamela o la Virtù Ricompensata

Copertina di “Pamela” di Richardson della “Oscar Mondadori”

Scheda

Titolo: Pamela o la Virtù Ricompensata

Titolo originale: Pamela or the Virtue Rewarded

Autore: Samuel Richardson

Prima Edizione: 1740

Lingua originale: Inglese

Genere: Romanzo Epistolare

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Quarta di Copertina

“Pamela” uscì tra 1740 e 1741 e ottenne subito uno straordinario successo di pubblico in Inghilterra e nei paesi europei nei quali nel giro di un paio d’anni fu rapidamente tradotto: persino Goldoni ne trasse l’argomento per una fortunata commedia. Cuore del romanzo sono le vicende di una cameriera sedicenne, di grande bellezza e ancora più grande virtù, che resiste ai tentativi di seduzione del proprio padrone, del quale pure è sinceramente innamorata, fino a riuscire a condurlo al matrimonio. Una trama di sconvolgente novità per l’epoca, con una protagonista donna, di umile condizione sociale, e per di più impegnata in una battaglia per affermare la parità dei sessi in materia di etica sessuale. Un romanzo che appare ancora oggi di interesse per la narrazione avvincente e ricca di suspense, per la minuziosa descrizione della vita quotidiana settecentesca, ma soprattutto per la finezza dell’analisi psicologica. Richardson rappresenta infatti con vivacità e sottigliezza rare le emozioni della protagonista e trova nella nuova forma del romanzo epistolare il veicolo più adatto per l’espressione di quel “sentimento” che il Settecento, il Secolo dei Lumi, andava proprio allora scoprendo.

(Dalla Quarta di copertina della “Oscar Mondadori”)

Analisi (Possibili Spoiler)

Bisogna avvicinarsi al libro considerandolo per l’epoca e non considerandolo superficialmente in base al pensiero della nostra epoca.


Cosa ha reso Pamela un libro tanto importante nell’epoca settecentesca, tanto da influenzare tutto l’ottocento inglese?

Prima di tutto conosciamo un’eroina che, per quanto corrisponda al prototipo di donna-angelo (bellezza e nobiltà d’animo), anche se povera (quando la letteratura fino a quel momento si era sempre concentrata sulle gesta di nobili e grandi personaggi maschili), riesce a far prevalere i suoi diritti con il lavoro e l’onestà. Diciamola tutta. In un epoca in cui i rapporti fra i sessi erano tanto difficili era straordinario che se ne parlasse con tanta “franchezza”. Ed è interessante vedere come un uomo dia sentimenti a una donna.

Quindi se da un lato ha avuto molto successo, il romanzo non può aver fatto altro che procurarsi anche moltissime critiche. La borghesia quindi venne completamente ammaliata dalla storia straziante di Pamela e dal fascino proibito della storia. Fascino dovuto sia alla carica erotica latente, sia al desiderio di tutte le classi sociali di aspirare a un modello di vita più agiato come poteva essere quello aristocratico.


Per quanto Pamela voglia essere il prototipo della donna ideale dell’epoca, la sua stessa persona venne additata come arrampicatrice sociale. Avete studiato Verga? Il concetto è un po’ quello ed era comune: non si può aspirare a una vita più agiata per il rischio di finire in una miseria ancora più grande.

Oltre ai personaggi e alla storia stessa, la particolarità del libro – per l’epoca – fu l’uso dello stile epistolare. Non era di certo una novità e anzi era molto usato! La novità stava nel fatto che le lettere mettevano i lettori al corrente di ogni stato d’animo della protagonista. Era insomma qualcosa di diverso dalle memorie/diario di Robinson Crusoe. Questo piacque sicuramente molto e proprio grazie a questo stratagemma si riuscì ad avere una personalità a tutto tondo.

Ammetto di non amare i libri scritti sotto forma epistolare o di diario ma vi assicuro che sotto questo punto di vista non è per niente noioso! (Un po’ è la storia a lasciare a desiderare per un lettore di oggi… ma descrive ampiamente un largo spaccato di epoca georgiana e questo è molto interessante).


Pamela nonostante tutto suscitò all’epoca molte “parodie” che volevano sminuire il pensiero di Richardson . Personalmente sono colpita che il libro non abbia rischiato un po’ di censure all’epoca (niente di eccezionale) ma comunque ha delle scene che possono lottare con quelle dei romanzi gotici. Si parla comunque di tentativi di violenze e si parla delle angherie della nobiltà e siamo nel 1740. Qualche anno dopo in Francia sarebbe scoppiato un bel casino.

Inizialmente mi sono anche “sorpresa” per altro: trovandoci nell’Illuminismo, mi sarei aspettata molta più prevalenza di intelletto che del sentimento, alla fine già ci si affaccia su tutt’altra sfera umana. Da questo punto di vista possiamo anche capire poi come il suo personaggio sia stato di modello alle eminenze letterarie dell’ottocento inglese, perché anche se molto accennate già si riconosce un tipo di personaggio del Romanticismo.

Inutile la considerazione che si ha della donna, preferirei non commentarla (mi irrita abbastanza) ma considerando l’epoca non era poi così assurdo.

Biografia dell’Autore

Sempre se avete il famoso incipit delle recensioni saprete che non andrò nel particolare nella vita della persona ma prenderò solamente le informazioni essenziali/che hanno influenzato l’autore nella redazione del romanzo.
Samuel Richardson nacque nel Derbyshire, da un falegname. Proprio la sua condizione povera probabilmente lo rendeva poco a conoscenza della scritture colta dell’epoca. Probabilmente studiò da autodidatta e poi divenne apprendista di un tipografo a Londra, dove poi si sposò proprio con la figlia del suo “maestro”.


Faceva lo scrittore d’occasione e scrisse anche un manuale pratico di questioni morale dell’epoca ( The Apprentice’s Vade Mecum) tradusse e pubblicò inoltre i racconti di Esopo.


Il risultato di uno dei suoi lavori ( Familiar Letters on Important Occasions) gli avrebbe dato l’idea di esaminare la questione di una domestica insidiata dal proprio padrone (e da qui partì l’idea per il libro di Pamela!). Il libro di Pamela comunque fa rivivere la favola di Cenerentola (riproposta da Perrault nel 1729, quando erano state tradotte le sue fiabe in inglese). Pamela infine uscì nel 1740, in due volumi e l’autore anonimo. Subirà diverse redazioni negli anni, dove l’autore apporterà delle correzioni e infine, l’autore esaltato dal suo successo, scrisse anche un seguito alla storia, ritenuta ai nostri giorni un opera di minore interesse.


Pamela dilagò non solo in Inghilterra ma anche in Francia e in Italia, ebbe fortuna anche con Goldoni, che si ispirò alla sua storia per una commedia, al contrario Henry Fielding pubblicò nel 1741 una parodia del romanzo, An Apology for the Life of Mrs Shamela Andrews (gioco di parole tra shame-“vergogna”, “sham”- “inganno” e Pamela).

Una curiosità. Pamela è stato anche stampato nella tipografia di Benjamin Franklin.


Oltre a Pamela e alla continuazione del libro, Richardson scrisse Clarissa nel 1748 e Sir Charles Grandison nel 1753.

Morì nel 1761.


Puntata del Podcast

Pamela e lo spione degli armadi


Se vi è piaciuto l’articolo e vorreste leggere altro di mio, informatevi sui miei libri Qui

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10 risposte a "Analisi su “Pamela” di Samuel Richardson"

  1. My Heart Needs A Home

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    Piace a 1 persona

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